venerdì, Maggio 7, 2021

Filippo di Edimburgo primo presidente del WWF

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Il Principe Filippo di Edimburgo è stato cofondatore e primo presidente del WWF Internazionale, dal 1981 al 1996. Emerito fino all’ultimo dei suoi giorni.

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni esprimono il loro cordoglio per la morte di Filippo di Edimburgo noto ambientalista.

«L’amore per la natura mi consentirono di frequentarlo spesso», ricorda Fulco Pratesi presidente onorario e tra i fondatori del WWF Italia. Era legato a Filippo di Edimburgo da «una sincera amicizia». «Nel corso di oltre 50 anni – afferma – gli sforzi di Sua Altezza Reale sono stati inestimabili».

Pratesi ricorda le visite di Filippo di Edimburgo in Italia

Pratesi ricorda un’escursione al Parco Nazionale d’Abruzzo, negli anni ’70. «Arrivò con un solo collaboratore – ricorda -. E abitò con noi in un Motel Agip che preferì al Grand Hotel dove abitavano i turisti ricchi. Poi in una lunga salita in montagna, miracolosamente, riuscimmo a osservare due orsi marsicani al pascolo».  

Il marito della Regina d’Inghilterra li riprese con una minuscola macchina fotografica. Pratesi ricorda anche un viaggio all’Oasi WWF di Palo Laziale, invitati dalla principessa Nicoletta Odescalchi. «Nell’auto dell’Ambasciata britannica, mi chiese cosa significassero le schioppettate dei cacciatori che risuonavano lungo la via Aurelia. Ne fu indignato».

Il fondatore del WWF Italia ricorda la visita del principe alla sede di Roma. Filippo, ricorda Pratesi, «ci disse che “se fosse stato distrutto il Colosseo, disponendo di disegni e rilievi, si sarebbe potuto in qualche modo ricostruirlo. Se si fosse estinto il rinoceronte indiano (allora in grave pericolo) nemmeno Dio avrebbe potuto rifarlo”».

Le iniziative del principe consorte a favore dell’Ambiente

Filippo di Edimburgo è stato anche fautore dell’incontro tra i movimenti ambientalisti e le grandi religioni monoteiste. Il presidente onorario dell’associazione ambientalista rievoca quando il principe venne in Italia in occasione del grande incontro interreligioso organizzato dal WWF ad Assisi nel 1986. Il marito di Elisabetta II è stato anche il primo presidente del WWF-UK, dalla sua fondazione nel 1961 al 1982. 

Nel 1970, il WWF ha intitolato al duca il suo più alto premio di conservazione: il Duke of Edinburgh Conservation Award.  «Una testimonianza per riconoscere e incoraggiare risultati significativi nel campo ambientale globale».

Filippo e le farfalle monarca

Nel 1988, Buckingham Palace ha pubblicato una fotografia spettacolare che raffigura Sua Altezza Reale avvolto da una “nuvola” di “farfalle monarca”, in migrazione. I lepidotteri, in Messico, erano già minacciati dal disboscamento commerciale. Oggi questa specie è in pericolo anche a causa dei cambiamenti climatici.

Ogni anno, con l’arrivo della primavera, centinaia di milioni di farfalle monarca migrano dal Messico al Canada meridionale.

Impiegano circa cinque mesi e tre generazioni per raggiungere la meta a oltre 3mila KM di distanza. Una quarta super-generazione, più forte, resistente e molto più longeva delle altre, farà poi ritorno in Messico.

Un fenomeno che aveva appunto catturato l’attenzione del principe consorte, preoccupato della sopravvivenza della specie.

Nel 2008, il governo messicano ha creato la riserva Monarch Butterfly Biosphere, inserita nella lista dei patrimoni dell’umanità dall’UNESCO.

Il ricordo di Pavan Sukhdev, presidente del WWF International

Tra le tante iniziative del principe, anche un viaggio attraverso l’Oceano Pacifico meridionale e l’Antartide per identificare gli uccelli marini nativi.

Sua Altezza Reale ha sostenuto raccolta fondi e contribuito alla crescita della consapevolezza sulle tematiche ambientali, ha ricordato Pavan Sukhdev, presidente del WWF International. «Ha visitato i progetti del WWF in oltre cinquanta Paesi nei cinque continenti – afferma – promuovendo le questioni di conservazione ai più alti livelli governativi e aziendali».

Sabato 17 aprile, si celebra il rito funebre del centenario (1921 – 2021) Principe Filippo di Edimburgo.

«La sua scomparsa – conclude Pratesi – lascia un grande vuoto nel WWF».

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