lunedì, Agosto 8, 2022

Extinction Rebellion, attivista in sciopero della fame per il clima

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LA PROTESTA DI UN ATTIVISTA DI EXTINCTION REBELLION PER OTTENERE L’ISTITUZIONE DI UN’ASSEMBLEA DI CITTADINI SULL’AZIONE CLIMATICA

Alessandro Berti, attivista di Extinction Rebellion, ha iniziato uno sciopero della fame davanti alla sala capitolare del Senato, in piazza della Minerva a Roma. La protesta è sorta in seguito alla presentazione pubblica della proposta di legge di iniziativa parlamentare per l’istituzione di un’Assemblea di Cittadini sull’azione climatica. Il suo sciopero della fame andrà avanti finché non ci sarà un impegno concreto, e non solo verbale, del governo a organizzare una prima Assemblea. I gruppi Euman, Politici per caso, e anche alcuni parlamentari, sostengono la richiesta di Berti.

L’obiettivo dell’attivista di Extinction Rebellion

Berti chiede di avviare immediatamente i passaggi necessari per organizzare un’Assemblea di Cittadini. Questa deve avere come tema centrale in particolare il clima e la transizione all’energia rinnovabile. «Lo faccio – dichiara Berti – perché l’urgenza di avere lo strumento delle Assemblee dei Cittadini per affrontare l’emergenza eco-climatica nasce dall’inazione che vedo nel governo».

«Non possiamo più rimandare le decisioni urgenti: uscire dal fossile è una priorità» denuncia Extinction Rebellion, che aggiunge: «Continuare a bruciare gas, petrolio e carbone, come il governo prevede di fare con il pieno appoggio del ministro Cingolani, è un suicidio. Significa un aumento della temperatura che rende proibitive le condizioni di vita su questo pianeta. Il riscaldamento globale è già in atto da tempo. Siccità, ondate di calore e incendi sono solo un assaggio di quello che ci aspetta se non tiriamo il freno a mano».

Una protesta per il bene del Pianeta

Nonostante da più parti si insista per ripensare il nostro modello economico e sociale, il governo non prende decisioni adeguate rispetto alla crisi climatica. Da qui nasce la protesta degli attivisti. Questi chiedono soprattutto di avere un confronto costante con il governo. Ciò per attuare una transizione reale e realmente sostenibile, soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione.

Alessandro Berti, 40 anni, di Verona, è occupato attualmente nello sviluppo di una piccola azienda agricola locale. «Lo faccio perché ho più fiducia nel processo delle Assemblee Cittadine dove sono le persone, formate e scevre da interessi, a prendere decisioni. Le istituzioni sono lente, fuori dalla contemporaneità e legate a logiche tossiche. Questo strumento ha funzionato in democrazie simili alla nostra e questo mi dà fiducia». 

Le Assemblee di Cittadini

Le Assemblee di Cittadini sono state utilizzate, per esempio, in Irlanda, Francia e Regno Unito, solo per citare alcuni Paesi. Sono uno strumento di democrazia diretta. Esse prevedono di estrarre a sorte cittadini e cittadine chiamati ad esprimersi su temi importanti per tutta la popolazione.

In tal modo, dopo un periodo adeguato di informazione, discussione e confronto aperto a ogni persona e realtà, i cittadini diventano parte attiva della società. Per Extinction Rebellion le proposte decisionali frutto del lavoro delle Assemblee devono avere valore vincolante per il governo. Basta tergiversare, è ora di agire con serietà e rispetto per la vita. Soprattutto perché la tanto decantata transizione è solo una farsa.

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