Eternit Bis: la corte rigetta eccezione della difesa di Schmydheiny

Bonanni: “Avanti con il processo. Il nostro impegno sarà di ottenere il massimo risarcimento per le famiglie”

 

Si è svolta questa mattina, nell’aula 116, dinanzi la II Sezione della Corte di Assise di Napoli, la quarta udienza dibattimentale del processo “Eternit bis”.

La corte, presieduta dal giudice Alfonso Barbarano, a latere Maurizio Conte, ha rigettato la richiesta di “ne bis in idem” (locuzione latina che tradotta alla lettera significa “non due volte per la medesima cosa”) avanzata dalla difesa dell’unico imputato Stephan Schmydheiny.

Il magnate svizzero nel processo Eternit bis” è accusato dell’omicidio volontario di otto lavoratori, uccisi dall’amianto.

Nel precedente dibattito, invece, al proprietario dell’Eternit era stato contestato il reato ambientale – di disastro, rimozione e omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro di cui agli articoli 434 e 437 del codice penale – dal quale era stato assolto per prescrizione.

Pertanto, ha sostenuto l’avvocato Ezio Bonanni – presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto che nel processo Eternit (stabilimento di Bagnoli) in Corte di Assise a Napoli si è costituito parte civile con l’Avv. Flora Rose Abate del Foro partenopeo – «non sussiste quella medesimezza del fatto richiesta dall’art 649 c.p.p., necessaria per addivenire ad una sentenza di proscioglimento o di non luogo a procedere».

La tesi dell’avv. Bonanni è stata sostenuta anche dal Gup di Torino.

Il processo di Torino, lo ricordiamo, è stato suddiviso in quattro tronconi. In quello del capoluogo piemontese il 23 maggio scorso Schmidheiny è stato condannato a quattro anni di reclusione per omicidio colposo, per la morte di due ex dipendenti esposti all’amianto.

«Giustizia sarà fatta. Avanti con il processo con l’auspicio che le ipotesi accusatorie trovino conferma con la condanna del magnate svizzero Stephan Schmidheiny», ha dichiarato soddisfatto l’avv. Ezio Bonanni. «Se l’esito andrà nella direzione sostenuta dall’accusa, il nostro impegno sarà quello di ottenere il massimo risarcimento per le famiglie».

Il processo è stato aggiornato alla prossima udienza del 27 settembre 2019 alle ore 11:00, per l’escussione dei periti dell’accusa.

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