sabato, Aprile 13, 2024

Eolico e fotovoltaico, una minaccia al patrimonio culturale

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ITALIA NOSTRA CONTRARIA ALLE NUOVE ANNUNCIATE SEMPLIFICAZIONI A FAVORE DELL’EOLICO E DEL FOTOVOLTAICO E CONTRO L’ARCHEOLOGIA E IL PAESAGGIO, PATRIMONIO CULTURALE ITALIANO DI IMMENSO VALORE

Italia Nostra alza la voce contro il primo proposito annunciato dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica a danno del patrimonio culturale.

Si vuole inserire nel Decreto Semplificazioni PNRR, che sarà presentato al prossimo Consiglio dei ministri, la soppressione della verifica archeologica preventiva.

Questo accadrà nei casi in cui si dovranno realizzare grandi impianti fotovoltaici ed eolici. «La stampa nei giorni scorsi ha ripreso, si direbbe con generale soddisfazione, il proposito del ministro», dichiara Italia Nostra. Che continua: «Concentrato così ed esaurito nella unitaria sede della valutazione di impatto ambientale anche quello specialissimo apprezzamento di compatibilità dell’opera che esige lo scavo esplorativo sul campo e la relativa conclusione negativa».

La sostenibilità dell’impatto sarà data in assenza di questo essenziale elemento di giudizio, cioè la verifica preventiva. Si mette a rischio e si sacrifica la tutela dei beni archeologici, pregiudizialmente esclusi dal bilanciamento con quelli della sicurezza energetica, per legge prevalenti.  

Si ridurranno le distanze degli impianti dai beni archeologici

Non bastano le misure di semplificazione già subite dal ministero della Cultura che hanno mortificato l’esercizio del ruolo delle Soprintendenze. Ad esse viene negato il potere del dissenso discrezionale alla proposta dell’intervento.

Viene anche limitato il loro compito alla indicazione e in gran fretta – entro quarantacinque giorni – delle opere di mitigazione. Queste, «in ogni caso per presunzione assoluta – spiega Italia Nostra – rendono l’opera compatibile con la tutela del paesaggio e del patrimonio. Neppure la sollecita recente modifica dell’art. 9 della Costituzione può valere a legittimare una tale dichiarata rinuncia all’esercizio della tutela, funzione primaria della Repubblica». «Sulla linea di intolleranza verso quella funzione si vuole escludere ogni valutazione discrezionale delle Soprintendenze anche con la disposizione normativa che limita nello spazio l’alone di rispetto intorno ai beni sottoposti a tutela: da 7 km a 3 km per gli impianti eolici e da 1 a 0,5 km per i pannelli solari».

Italia Nostra chiama in causa il ministro della Cultura

Sono queste le anticipazioni riprese dalla stampa sul Decreto Semplificazione PNRR che il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica presenterà in Consiglio dei ministri.

Se queste disposizioni dovessero essere approvate, sarà vanificato il ruolo degli uffici della tutela nei procedimenti che abilitano i grandi impianti fotovoltaici ed eolici. Pare che il PNRR ne preveda più di ottocento. Italia Nostra, allarmata, ritiene che sia un dovere «ineludibile del ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, presidiare il compito istituzionale dell’art. 9 della Costituzione, contrastando le proposte di estrema semplificazione con il definitivo sacrificio di archeologia e paesaggio».

Il ministro della Cultura subirà la definitiva mortificazione della tutela del paesaggio e del patrimonio culturale? Ai posteri l’ardua sentenza.

Numero verde ONA

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