End of Wast: processo di riciclo e recupero dei rifiuti

 

Le associazioni ambientaliste: “Servono interventi urgenti”

Il ministro dell’Ambiente Costa e il sottosegretario Morassut: “si sblocca un settore fondamentale dell’economia verde e si danno certezze alle imprese”

Il riciclo dei rifiuti è un’attività centrale dell’economia circolare che consente di ridurre gli impatti del prelievo di risorse naturali,dei consumi di energia e di emissioni di gas serra, nonché di diminuire la quantità dei rifiuti da smaltire in discarica o mediante incenerimento.
Le associazioni ambientaliste Greenpeace, Legambiente e WWF Italia esprimono la loro preoccupazione per le difficoltà e le situazioni di crisi di numerose attività di riciclo dei rifiuti generate da carenze normative in materia di autorizzazione per la cessazione della qualifica di rifiuto dopo adeguato trattamento (End of Waste).
L’end of Waste consiste proprio nel processo di recupero di un rifiuto che diviene un prodotto utilizzabile. Ideato dall’Unione Europea e poi ripreso dai vari Legislatori membri, è una revisione della normativa europea sui rifiuti ed è fondamentale sia per la prevenzione dal punto di vista ambientale sia per l’urgenza del riciclo di risorse.

“Riteniamo – dichiarano le associazioni – sia necessario intervenire con urgenza attraverso l’introduzione di una nuova norma che consenta alle Regioni di autorizzare il riciclo “caso per caso”, nel pieno rispetto dei criteri dettati dal paragrafo 2,dell’art. 6 della direttiva 98/2008/UE, per le attività non ancora regolate da decreti nazionali o da regolamenti europei, sostenendo così la continua eco-innovazione, sbloccando il recupero di importanti quantità di rifiuti in condizioni di sicurezza ambientale e permettendo all’Italia di raggiungere i nuovi target europei in materia”.

L’art.184 stabilisce chiaramente le condizioni per individuare la qualifica di cessazione del rifiuto, elencate al comma 1 dello stesso articolo:
“Un rifiuto cessa di essere tale quando è stato sottoposto a un’operazione di recupero, incluso il riciclaggio e la preparazione per il riutilizzo, e soddisfi i criteri specifici, da adottare nel rispetto delle seguenti condizioni: a) la sostanza o l’oggetto è comunemente utilizzato per scopi specifici b) esiste un mercato o una domanda per tale sostanza od oggetto c) la sostanza o l’oggetto soddisfa i requisiti tecnici per gli scopi specifici e rispetta la normativa e gli standard esistenti applicabili ai prodotti d) l’utilizzo della sostanza o dell’oggetto non porterà a impatti complessivi negativi sull’ambiente o sulla salute umana”.

Riteniamo, altresì – dichiarano gli ambientalisti – che le autorizzazioni regionali debbano confluire in un apposito Registro nazionale presso il ministero dell’Ambiente in modo da poter essere sottoposte a specifici controlli al fine di garantire il rispetto delle condizioni e dei criteri citati nonché di assicurare un’applicazione uniforme nell’intero territorio nazionale.

Occorre, infine, accelerare l’emanazione dei decreti nazionali di cessazione della qualifica di rifiuto (End of Waste), rafforzare le strutture ministeriali dedicate alla predisposizione di tali decreti e semplificare i procedimenti in modo da ridurre la durata degli stessi, sino ad oggi eccessiva, senza, tuttavia, diminuire le garanzie di protezione per l’ambiente e per la salute.

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