venerdì, Febbraio 23, 2024

Emergenza idrica: cambiamento climatico e nuova app di IWA

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NEGLI ULTIMI ANNI IL PROBLEMA DELLA SICCITÀ STA PREOCCUPANDO IL PIANETA.  SECONDO L’IWA, INTERNATIONAL WATER ASSOCIATION, L’EMERGENZA IDRICA È IL TERZO PILASTRO NELL’AGENDA POLITICA SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI By Martina Venturini

Negli ultimi anni la siccità sta invadendo il Pianeta in maniera sempre più incisiva, provocando danni irreparabili all’ambiente, con tutte le conseguenze del caso.

Basti pensare che, solo nell’inverno 2022/2023, le piogge si sono ridotte ai minimi storici. La causa alla base di questa condizione è il cambiamento climatico, argomento ampiamente dibattuto durante le Conferenze delle Parti (COP) che si sono susseguite negli anni.

Emergenza idrica affrontata alla COP 27

Alla scorsa edizione, la COP 27, che si è tenuta in Egitto a novembre 2022, le questioni del cambiamento climatico e dell’acqua sono state davvero protagoniste, portando a un accordo per istituire un fondo internazionale in risposta alle perdite e ai danni.

Si parla da tempo di adattamento nel settore idrico, sono state predisposte molte misure per contrastare gli impatti dei cambiamenti climatici che si avvertono proprio attraverso l’acqua. Si è parlato numerose volte di ridurre le emissioni di carbonio, se possibile, e di realizzare opportunità di mitigazione. Secondo l’IWA, International Water Association, il settore idrico è il terzo pilastro nell’agenda politica sui cambiamenti climatici.

Responsabilità di danni e perdite del cambiamento climatico

Di chi è la responsabilità delle perdite e dei danni causati dal cambiamento climatico? Gli impatti di tale condizione derivano da contributi cumulativi alle emissioni globali, ma è difficile capire chi è realmente il responsabile.

L’IWA sta lavorando proprio per gestire queste situazioni e attribuire gli oneri a chi spettano. Se, per esempio, avviene un’alluvione che provoca perdite di una certa entità, la responsabilità dovrà essere cercata a livello locale, legata al danno specifico.

Sebbene l’IWA stia accumulando più prove per consentire l’attribuzione locale, gli strumenti primari non hanno la certezza o la copertura per soddisfare tale esigenza. Si tratta di eventi estremi come siccità e inondazioni, in cui perdite e danni sono ben visibili, ma anche di casi in cui l’impatto è meno diretto, come cambiamenti nel carico di malattie legate all’acqua.

L’attribuzione della responsabilità deve tenere conto anche di fattori locali che modificano l’entità delle perdite e dei danni subiti.

Le complessità relative alla compensazione non finiscono qui. Eventuali risarcimenti dovrebbero essere adeguati in base alla misura in cui un Paese può finanziare la propria ripresa?

Sfortunatamente, poi, a rendere ancora più tragica la situazione è la condizione della nazione colpita dai danni. In Germania, per esempio, nel 2021 il governo tedesco ha mobilitato 30miliardi di euro, senza batter ciglio, per ricostruire il Paese dopo vaste inondazioni.

Nel 2022, invece, il Pakistan ha subito inondazioni che hanno colpito 33milioni di persone, danneggiato numerose infrastrutture e due milioni di case. La ricostruzione ha richiesto 16miliardi di dollari, provocando un deficit di finanziamento di circa la metà. Una situazione resa ancora più tragica data la condizione economica di questo Paese.

L’impegno della COP 27: fondo per l’emergenza idrica

Fortunatamente, la COP 27 è riuscita a ottenere l’impegno a istituire un fondo per perdite e danni. Si tratta di una pietra miliare importante, ma manca ancora molto per rendere operativa l’idea.

L’aspettativa è di concludere gli accordi entro la fine del 2023, durante la COP 28 negli Emirati Arabi Uniti. L’intenzione è di indirizzare l’assistenza ai Paesi in via di sviluppo, “particolarmente vulnerabili agli effetti negativi del cambiamento climatico”.

Per quanto riguarda il mondo dell’acqua, il nuovo fondo dovrà essere applicato a disastri specifici in Paesi specifici. L’arrivo del fondo porterà in primo piano più chiaramente le perdite e i danni come terzo pilastro dell’agenda politica sul cambiamento climatico.

Per esempio, un servizio idrico in gravi condizioni di siccità dovrà fare del suo meglio per continuare a rifornire i propri clienti. Tuttavia, il passaggio a perdite e danni può portare un cambiamento nella provenienza del sostegno finanziario per la risposta.

Infatti ci si può domandare: fino a che punto quella siccità può essere attribuita al cambiamento climatico? In base alla risposta, si può chiedere un sostegno internazionale o un risarcimento?

Domande del genere possono essere poste in caso di inondazioni. Se le fognature e le infrastrutture per l’acqua piovana di una città, che attualmente risultano molto carenti, vengono invase o distrutte durante un’inondazione, l’azienda dovrà adoperarsi per proteggere le vite e le proprietà dei clienti e ripristinare i servizi rapidamente.

Ma quanto le inondazioni possono essere attribuite al cambiamento climatico anziché a uno sviluppo urbano mal pianificato e impervio?

Questo apre le porte alla tesi di un impiego più ampio delle soluzioni basate sulla natura. L’applicazione di metodi come i sistemi di drenaggio urbano sostenibili si allinea con l’azione tramite i tre pilastri.

Anche se le soluzioni basate sulla natura possono essere sopraffatte, il loro uso si adatta alla necessità di anti-fragilità. Questo implica che i sistemi di costruzione tornano più forti dopo le sollecitazioni degli estremi.

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Il Vice Presidente della Commissione Europea Frans Timmermans alla COP27 di Sharm el-Sheikh in Egitto (Foto Ansa)

Il settore idrico in formato digitale: Connect Plus

L’IWA ha creato e messo in funzione dal 17 gennaio scorso una nuova piattaforma di adesione, Connect Plus. Si tratta di una suite di funzionalità interessanti, tra cui un’esclusiva libreria del settore idrico e potenti strumenti di rete, tutte in un design elegante e intuitivo.

Essendo la principale associazione globale del settore idrico, l’IWA ha due ruoli fondamentali: sostenere il networking e, correlato a questo, generare e condividere conoscenza.

Questo è proprio il motivo per cui networking e conoscenza sono al centro della nuova piattaforma di adesione dell’IWA. Connect Plus offre un portale integrato, one-stop e self-service creato per agevolare la partecipazione da e tra tutte le parti del mondo.

Fornirà ai membri un modo per gestire semplicemente la loro iscrizione. La home page, al centro della piattaforma, fornisce un accesso facile a una serie di funzioni di rete. I membri possono decidere se condividere post pubblicamente o nelle comunità scelte.

La home è anche la porta d’accesso a risorse esclusive e agli approfondimenti recenti sul settore idrico in tutto il mondo. Gli utenti potranno accedere e impreziosire lo “scrigno del tesoro” di IWA con contenuti scritti, audio e video, riuniti in una libreria ricercabile e indicizzata. Si potrà accedere a più di 4mila documenti di conferenze, 1.400 articoli di riviste e centinaia di webinar, video, rapporti e podcast.

Questo segna un cambiamento radicale nell’accessibilità di tali contenuti. Gli eventi sono una parte importante dell’IWA, e Connect Plus aggiunge maggiore potenza, fornendo agli utenti un facile accesso alle informazioni e alla registrazione per conferenze e webinar.

Connect Plus rappresenta un importante investimento di IWA per dare valore all’appartenenza all’Associazione e rafforzerà la capacità dell’International Water Association di garantire progressi sugli obiettivi strategici orientati a raggiungere un mondo in cui l’acqua è gestita con saggezza.

Numero verde ONA

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