venerdì, Maggio 24, 2024

Da Emergency un aiuto anche al pianeta

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L’AZIONE DI EMERGENCY VA IN AIUTO DELLE PERSONE E DELLA LORO CURA, SENZA DIMENTICARE IL VALORE DELLA SOSTENIBILITÀ DELL’INTERO PIANETA

La sostenibilità non solo sociale ma anche ambientale è quella che persegue Emergency, associazione nata nel 1994 per offrire cure medico-chirurgiche gratuite e di qualità alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà.

Ogni essere umano ha infatti diritto a essere curato, a prescindere dalla sua condizione economica e sociale, dal genere e dall’etnia, dalla lingua e dalla religione. Per Emergency il progresso della ricerca medica deve essere a beneficio dell’intera umanità, equamente e senza discriminazioni.

Con la sua azione promuove così una cultura di pace, di solidarietà, di rispetto dei diritti umani e dello spirito dell’inclusione, senza dimenticare il valore della sostenibilità, sia ambientale sia sociale.

Emergency per una sostenibilità sociale e ambientale

Cosa significa per Emergency essere sostenibili? Il primo passo è coinvolgere la comunità. In tutti i Paesi in cui opera, infatti, le autorità locali sono coinvolte nella definizione di progetti e in attività di formazione. Negli ospedali, il personale riceve istruzioni teoriche e pratiche, così che possano poi gestire autonomamente le strutture.

La sostenibilità non può essere disgiunta da parole come uguaglianza, dignità, responsabilità sociale, consapevolezza e partecipazione. Questo per noi è essere sostenibili”, si legge infatti sul sito dell’associazione.

Oltre a salvaguardare le persone e la loro salute, pensa però anche alla tutela dell’ambiente, con dei piccoli dettagli presenti nelle proprie strutture che, invece, hanno un grande impatto sul pianeta.

Per esempio, la sede di Milano utilizza un impianto geotermico, abbinato a due unità polivalenti, pompe di calore ad alta efficienza, per il riscaldamento e la climatizzazione. Così si minimizzano i consumi e l’impatto ambientale, grazie inoltre ai sensori di presenza che regolano i ventilconvettori e l’accensione delle luci.

Queste attenzioni sono presenti anche negli ospedali, come nel Children surgic Hospital di Entebbe, in Uganda. Qui si alternano prati all’inglese e alberi di jacaranda a piccoli edifici con mura in argilla cruda pisé, una tecnica di costruzione tradizionale che mantiene costante la temperatura interna degli ambienti. I tetti sono poi ricoperti da ben 2.500 pannelli fotovoltaici.

Le iniziative per trasmettere i valori di pace e solidarietà

Perseguire una piena sostenibilità è solo una delle missioni che si pone Emergency. La prima è più importante è lottare contro la guerra nel mondo. Da più di vent’anni salvaguarda i diritti e le opportunità sanitarie in Afghanistan. Adesso è in prima linea per manifestare contro il conflitto che ha sconvolto l’Europa. Con cortei in piazza e approfondimenti, ha voluto farsi portavoce della volontà di pace, fornendo assistenza medica e psicologica ai rifugiati ucraini in Moldavia.

«La missione è portata avanti con orgoglio – spiega Rossella Miccio, presidente di Emergency – perché la lotta per la pace si fa ricostruendo, non distruggendo ancora».

Emergency difende il diritto alla vita non solo negli scenari di guerra ma anche nel Mediterraneo. Il nostro mare, infatti, è da anni la rotta migratoria più pericolosa del mondo. Sono oltre 20mila i migranti morti o dispersi dal 2014, secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM). Solo nel 2022 le vittime sono state più di 1.300. Così l’associazione ha deciso di intervenire con la Life Support, la nave di Emergency per soccorrere chi rischia la vita nel Mediterraneo.

«La “Life Support” interviene in un luogo considerato come la frontiera più pericolosa per i migranti, per numero sia di morti sia di persone disperse – ha dichiarato Pietro Parrino, direttore Field Operations Department di Emergency -. È il nostro modo di continuare a fare la nostra parte, ricordando che il soccorso in mare è un obbligo previsto dal diritto del mare ma anche un obbligo morale».

Numero verde ONA

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