venerdì, Febbraio 23, 2024

Approvato l’emendamento per contrastare le zoomafie

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LA COMMISSIONE PARLAMENTARE D’INCHIESTA CHE SI OCCUPA DEGLI ILLECITI AMBIENTALI INDAGHERÀ ANCHE PER CONTRASTARE IL FENOMENO DELLE ZOOMAFIE.

È stata approvata alla Camera l’emendamento proposto dall’onorevole Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde, grazie a cui la “Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari” ha acquisito nuove funzioni.

Oltre a indagare sui crimini connessi ai rifiuti, si occuperà di investigare su possibili illeciti nel settore agricolo e agroalimentare, nello smaltimento degli impianti per la produzione di energia rinnovabile e, soprattutto, di contrastare il fenomeno delle zoomafie, termine coniato dalla LAV (Lega Anti Vivisezione) per indicare lo sfruttamento delle specie animali da parte della criminalità organizzata.

«Questa è una svolta importante che adegua le funzioni della Commissione sulle ecomafie ai nuovi reati che le mafie esercitano sempre di più, come l’illecito sfruttamento degli animali – ha dichiarato l’onorevole Bonelli -. È un fatto positivo che consente di intraprendere una maggiore attività d’indagine, che dia maggiore tutela rispetto allo sfruttamento del mondo animale, compreso contrastare le corse illegali di cavalli».

Maltrattamenti contro gli animali: rapporto sulle zoomafie

Secondo il Rapporto Zoomafia 2022 della LAV, in Italia ogni 55 minuti viene fatta una denuncia per reati contro gli animali. La 23° edizione del rapporto, redatto grazie al patrocinio della Fondazione Antonio Caponnetto, raccoglie i dati forniti dalle Procure italiane e riporta come nel 2021 ci siano quindici procedimenti penali e nove indagati ogni mille abitanti.

Il reato di uccisione di animali, punito dall’art. 544bis del codice penale, risulta il più contestato, con 2624 procedimenti, pari al 34,90% di tutti i crimini contro gli animali. E la maggior parte delle denunce, ben l’86,24%, è a carico di ignoti. Ci sono poi procedimenti per maltrattamento di animali (2.318), reati venatori (1.188), abbandono o detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura (940), uccisione di animali altrui (388), traffico di cuccioli (38), organizzazione di combattimenti tra animali e competizioni non autorizzate (12), e spettacoli vietati (9).

La diffusione in Italia dei reati contro gli animali

La Procura dove si sono verificati più reati contro la specie animale è, ancora una volta, Brescia, con ben 538 procedimenti e 363 indagati. Principalmente si tratta, per il 52,04%, di reati venatori o contro la fauna selvatica.

«La provincia di Brescia rappresenta uno degli hotspot più importanti per il bracconaggio – dichiara il relatore del rapporto e responsabile Osservatorio Nazionale Zoomafia LAV, il criminologo Ciro Troiano-. È un fenomeno tanto diffuso da mettere in pericolo la sopravvivenza di specie selvatiche».

Poi ci sono:

  • Bergamo (239 procedimenti e 91 indagati);
  • Verona (201 procedimenti e 127 indagati);
  • Vicenza (187 procedimenti e 143 indagati);
  • Como (187 procedimenti e 37 indagati);
  • Napoli (181 procedimenti e 108 indagati);
  • Firenze (175 procedimenti e 91 indagati);
  • Roma (172 procedimenti e 96 indagati);
  • Ravenna (172 procedimenti e 51 indagati);
  • Genova (156 procedimenti e 61 indagati);
  • Treviso (143 procedimenti e 50 indagati);
  • Oristano (138 procedimenti e 22 indagati);
  • Arezzo (133 procedimenti e 30 indagati).

Infine la Procura con meno procedimenti per reati contro gli animali si conferma Savona con appena quattro procedimenti e due indagati.

Lo sviluppo in Italia di crimini zoomafiosi

L’analisi compiuta dalla LAV riporta anche dati riguardanti altri fenomeni legati allo sfruttamento di animali, come il business illegale dei canili, il contrabbando di fauna e bracconaggio organizzato, macellazioni clandestine, la pesca di frodo e illegalità nel comparto ittico, l’uso di animali a scopo intimidatorio o per lo spaccio di droga, traffici di animali via internet e, soprattutto, corse clandestine di cavalli e truffe nell’ippica. Infatti, quest’ultimo tipo di attività criminale rappresenta il fenomeno più preoccupante e pericoloso tra i crimini delle zoomafie.

«I numeri relativi alle corse clandestine e alle illegalità nell’ippica sono chiari – spiega Troiano -. Nel 2021 si registrano 17 interventi delle forze dell’ordine, 12 corse clandestine denunciate, 130 persone denunciate e 32 cavalli sequestrati. Dal 1998 al 2021 sono state denunciate 4169 persone, sequestrati 1384 cavalli e bloccate o denunciate 149 corse e gare clandestine».

L’emendamento per contrastare le zoomafie

Nei traffici a danno degli animali è coinvolta sempre più la criminalità organizzata, che si distingue per la sua capacità di agire su scala internazionale.

«I traffici legati allo sfruttamento degli animali rappresentano un’importante fonte di guadagno per i vari gruppi criminali – continua il criminologo Ciro Troiano -. Questi manifestano una spiccata capacità di trarre vantaggio da qualsiasi trasformazione del territorio e di guadagnare il massimo, rischiando poco».

Così, proprio per contrastare questo nuovo fenomeno in continua crescita, nasce l’emendamento proposto dall’onorevole Angelo Bonelli. «Sono molto soddisfatto e spero si possa fare un buon lavoro – afferma l’onorevole Bonelli -. La mafia adegua sempre di più il crimine alle nuove esigenze e quindi noi dobbiamo essere più pronti di loro per contrastarli».

Inoltre spesso le attività illegali contro gli animali coinvolgono minori o, addirittura, bambini, dando vita al fenomeno della zoocriminalità minorile.

«La cultura in cui si sviluppano forme di violenza contro gli animali, in particolare la zoomafia, ha come riferimento un modello di vita basato sulla prevaricazione, l’aggressività sistematica, il disprezzo per le ragioni altrui – afferma Troiano –. I “valori” di riferimento sono l’esaltazione della forza, la mascolinità, il disprezzo del pericolo, il potere dei soldi. In questa dimensione valoriale, le corse clandestine di cavalli o i combattimenti tra cani trovano una facile collocazione.

I bambini e gli adolescenti coinvolti vengono proiettati in un mondo adulto, “virile”, dove la sicurezza individuale e la personalità si forgiano con la forza, con l’abitudine all’illegalità, con la disumanizzazione emotiva. Il numero oscuro dei reati contro gli animali è molto alto, oltre che costante, e ciò indica che persiste un atteggiamento mentale in alcuni strati della società che considera gli animali di residuale importanza».

Numero verde ONA

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