sabato, Aprile 13, 2024

Drago del Guizhou: ricostruito il fossile del mitico Dinocephalosaurus orientalis

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DOPO OLTRE VENTI ANNI DI RICERCHE, UN GRUPPO DI SCIENZIATI CINESI HA RICOSTRUITO IL FOSSILE COMPLETO DI UN RETTILE MARINO, CHE INCARNA L’ESSENZA DEL MITO: IL DRAGO DINOCEPHALOSAURUS ORIENTALIS. I RESTI RISALGONO A 240MILIONI DI ANNI FA

Il ritorno del drago

Le creature mitologiche spesso hanno radici profonde nella realtà e Dinocephalosaurus orientalis, ossia il drago del Guizhou (provincia montuosa nel Sudovest della Cina) non fa eccezione. Il suo fossile, descritto in uno studio pubblicato su Cambridge University Press, solleva domande affascinanti sulla natura dell’immaginazione umana e sul legame tra mito e realtà.

Avventuriamoci dunque in un viaggio nel tempo e nello spazio, alla scoperta di un rettile marino che potrebbe aver ispirato secoli di leggende e racconti fantastici. Iniziamo dal mito.

L’affascinante drago: un’immersione nell’iconografia mitologica

Il drago evoca immagini di creature leggendarie, dotate di ali membranose, artigli affilati e un “fiato infuocato”. Ma da dove trae origine questa iconica figura mitologica? E perché ha affascinato l’immaginazione umana per millenni?

Iniziamo dall’etimologia. Il termine “drago” ha radici antiche, deriva dal latino “draco” e dal greco “drakōn”, che significa “serpente” o “grande serpente”. Questa connessione con i serpenti, spesso visti come creature misteriose e potenti in molte culture, ha contribuito alla creazione del mito del drago in molte tradizioni e in ogni angolo della Terra. 

Nella mitologia cinese, ad esempio, il drago è considerato un simbolo di potere, forza e buon auspicio. È spesso associato all’imperatore e al potere divino, e le celebrazioni del Capodanno spesso includono spettacolari danze del drago. 

Stessa cosa accade durante la Festa delle Lanterne “Wulong Xuhua” che si celebra a febbraio.

Utile precisare che “Wulong” significa “danza del drago”, mentre “Xuhua” si riferisce a un fuoco d’artificio locale caratteristico.

Anche in altre culture, la feroce creatura ha assunto significati simili: è stato visto come un guardiano di tesori, un custode di saggezza e conoscenza, nonché una forza distruttiva. 

In Europa, ad esempio, l’indiscusso protagonista di numerosi miti e leggende, è spesso associato alla lotta tra il bene e il male.

E se per gli sciamani il drago riflette il potere e la saggezza, nella letteratura gotica, è stato invece associato a personaggi iconici come il Conte Dracula. In questo caso incarna dunque il male e la corruzione. La leggendaria fiera alata ha avuto altresì un ruolo importante nell’arte.

Il ramarro di Caravaggio e le raffigurazioni artistiche del drago

Il famoso dipinto “San Giorgio e il Drago” di Paolo Uccello, mostra il santo cristiano che uccide un drago, un tema ricorrente nell’arte europea. 

Caravaggio invece lo ritrasse nel quadro “Il ragazzo morso da un ramarro”, cioè un piccolo drago…

Ma perché l’uomo è da sempre attratto da questo animale?

L’attrazione del drago

Il drago ha affascinato l’umanità per secoli grazie alla sua natura enigmatica e alla sua capacità di incantare e spaventare allo stesso tempo. La sua ubiquità nella cultura e nella mitologia mondiale testimonia il nostro desiderio innato di esplorare l’ignoto, di confrontarci con le nostre paure e di aspirare al potere e alla saggezza che il drago rappresenta? La domanda ovviamente si presta a moltissime interpretazioni. Ma torniamo alla notizia.

Il mistero del rettile marino: Dinocephalosaurus orientalis

Sebbene non sia una scoperta recente, la storia del Dinocephalosaurus continua a incantare gli studiosi e gli appassionati di paleontologia. Nel 2003, il rinvenimento del cranio e delle prime tre vertebre cervicali aveva dato il via a una caccia al tesoro scientifica. Nel corso di dieci anni, frammenti e pezzi sono stati diligentemente assemblati, permettendo finalmente di ricostruire l’intero corpo di questo enigmatico rettile marino.

L’aspetto di un drago: collo lungo e dentatura affilata

La caratteristica più distintiva di Dinocephalosaurus era il suo collo incredibilmente lungo, dotato di ben trentadue paia di vertebre cervicali. Questa struttura gli conferiva un aspetto drammaticamente simile a quello delle creature mitologiche. Inoltre, la sua dentatura affilata suggerisce un ruolo da predatore formidabile nelle antiche acque del mare cinese.

Quanto alle curiosità, si presume che il Dinocephalosaurus fosse viviparo, dava cioè alla luce cuccioli anziché deporre uova, come gli altri rettili. Questa caratteristica, insieme alla sua abilità di nuotatore formidabile, lo rendeva un predatore temibile. Numerosi esemplari sono stati ritrovati con una varietà sorprendente di pesci nel loro stomaco, testimonianza della sua posizione al vertice della catena alimentare marina.

Altre creature mitiche del Guizhou

Il drago del Guizhou non è l’unico affascinante rettile marino ritrovato in questa regione. Il Guizhou è una vera e propria oasi per i paleontologi, con una ricchezza di fossili che risalgono a oltre 400 milioni di anni fa. I resti ci offrono uno sguardo affascinante su un mondo antico popolato da creature straordinarie, che alimentano la nostra immaginazione e la nostra curiosità sui misteri del passato.

Una domanda però rimare irrisolta: i draghi, quelli del nostro immaginario collettivo, sono esistiti realmente? Il drago di Guizhou era il loro antenato? Solo ulteriori studi potranno darci una risposta.

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