domenica, Dicembre 4, 2022

Dissesto idrogeologico in Italia: mappa aggiornata da ISPRA

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Presentato da ISPRA, questa mattina in conferenza stampa alla Camera dei Deputati, la seconda edizione del rapporto Dissesto idrogeologico in Italia. L’Istituto governativo per l’Ambiente ha aggiornato la mappa nazionale del rischio frane e alluvioni sull’intero territorio nazionale. Il rapporto presenta gli indicatori di rischio relativi a popolazione, famiglie, edifici, imprese e beni culturali.

Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale

Ha fornito un “utile strumento a supporto delle politiche di mitigazione del rischio, per l’individuazione delle priorità di intervento, la ripartizione dei fondi e la programmazione degli interventi di difesa del suolo”.

dissesto idrogeologico
Mappa della pericolosità frane e idraulica (PAI Rapporto 2018)

Lo scenario del dissesto idrogeologico in Italia è cambiato, in peggio, dall’88% dei comuni italiani a rischio nel 2015 al 91% nel 2017. In queste aree ad alta vulnerabilità, risiedono oltre 3milioni di nuclei familiari.

Studi più approfonditi delle Autorità di Bacino Distrettuali e un maggior dettaglio e mappatura di nuovi fenomeni franosi o di eventi alluvionali recenti, hanno consentito a ISPRA di accertare che la superficie potenzialmente soggetta a frane è aumentata del 2,9% rispetto al 2015; mentre la superficie potenzialmente soggetta ad allagamenti è aumentata del 4%.

In totale, il 16,6% del territorio nazionale, pari a 50 mila km² è mappato nelle classi a maggiore pericolosità per frane e alluvioni. Oltre 550mila edifici italiani, pari al 4%, si trova in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata. Inoltre più del 9%, oltre 1milione, sono in zone alluvionabili nello scenario medio.

Nell’insieme, sono oltre 7milioni le persone che risiedono nei territori vulnerabili. Oltre 1milione vive in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata (PAI – Piani di Assetto Idrogeologico), mentre più di 6milioni di individui vivono in zone a pericolosità idraulica nello scenario medio (cioè alluvionabili per eventi che si verificano in media ogni 100-200 anni). I valori più elevati di popolazione a rischio si trovano in Emilia-Romagna, Toscana, Campania, Lombardia, Veneto e Liguria.

Servizi minacciati dal dissesto idrogeologico

Secondo il rapporto, sono quasi 83mila le industrie e i servizi posizionati in aree a pericolosità da frana elevata e molto elevata. Oltre 217mila sono gli addetti esposti a rischio. Il numero maggiore di edifici in pericolo si trova in Campania, Toscana, Emilia-Romagna e Lazio. Nello scenario medio, sono esposte, invece, alla minaccia inondazione, 600mila unità locali di impresa. Corrisponde al 12,4% del totale, con oltre 2milioni di addetti ai lavori, in particolare nelle regioni Emilia-Romagna, Toscana, Veneto, Lombardia e Liguria dove il rischio è maggiore.

rischio frane
ISPRA Mappa della popolazione a rischio frane

Minacciato dal dissesto idrogeologico anche il patrimonio culturale italiano. Secondo ISPRA, sono quasi 38mila i beni culturali ubicati nelle aree franabili. Di questi oltre 11mila situati in zone a pericolosità da frana elevata e molto elevata; mentre sfiorano i 40mila, i monumenti a rischio inondazione nello scenario a scarsa probabilità di accadimento o relativo a eventi estremi; di questi più di 31mila si trovano in zone potenzialmente allagabili anche nello scenario a media probabilità. Per la protezione dei Beni Culturali, è importante stimare il rischio anche per lo scenario meno probabile, tenuto conto che, in caso di evento, i danni prodotti al patrimonio culturale sarebbero inestimabili e irreversibili.

I comuni a rischio dissesto idrogeologico sono situati in nove regioni. Valle D’Aosta, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Molise, Basilicata e Calabria sono pari al 100% dei comuni in pericolo. L’Abruzzo, il Lazio, il Piemonte, la Campania, la Sicilia e la provincia di Trento hanno percentuali di comuni a rischio tra il 90% e il 100%.

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