venerdì, Luglio 19, 2024

Nature Positive Green: dieci misure per la transizione in città

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LE CITTÀ SONO I LUOGHI PIÙ ESPOSTI ALLE CONSEGUENZE DELLA CRISI CLIMATICA E AMBIENTALE DOVE SI MANIFESTA MAGGIORMENTE LA PREOCCUPAZIONE DEI CITTADINI. PER RISPONDERE ALLA RICERCA DI SOSTENIBILITA’ ECCO L’ESIGENZA DI RICHIEDERE MISURE ECOLOGICHE PIÙ INCISIVE. PRESENTATA LA NATURE POSITIVE CITIES.

Città e sostenibilità

Per rispondere alla ricerca di sostenibilità da parte delle città, alla Conferenza Nazionale delle Green City è stata presentata la Carta per le “Nature-Positive Cities”. La conferenza si è svolta il 3 giugno a Milano, organizzata dal Green City Network e dal Gruppo GEDI.

Sono 33 le città italiane che hanno aderito a questa carta, con l’obiettivo di superare la crisi climatica, delineando, in primo luogo, dieci misure specifiche.

sostenibilità ambientale - filiera tessile

Le città sono Bologna, Brescia, Carini, Casalecchio di Reno, Catanzaro, Cervia, Cesena, Città di Castello, Correggio, Crotone, Firenze, Genova, Imola, L’Aquila, Lecce, Legnano, Livorno, Milano, Monza, Napoli, Olbia, Parma, Pianezza, Pistoia, Prato, Ravenna, Rho, Roma, Torino, Treviso, Trezzano sul Naviglio, Vignola, Viterbo.

Le città hanno il potenziale per diventare protagoniste della transizione green, prima di tutto, attraverso l’adozione delle dieci misure della Carta Green.

Il ruolo delle città nella transizione green

«Le città, dove si generano la maggior parte delle emissioni di gas serra e degli impatti sul capitale naturale, possono diventare protagoniste della transizione green», ha dichiarato, Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.

Il presidente ha, inoltre, sottolineato l’urgente necessità di costruire nelle città un rapporto positivo con la natura.

uomo-natura
Rapporto uomo e natura

Le dieci misure della Carta per le Nature-Positive Cities

Le strategie e azioni volte a promuovere una transizione ecologica nelle città, hanno l’obiettivo di proteggere, ripristinare e incrementare il capitale naturale.

Tra le richieste: il ripristino delle risorse idriche e delle aree verdi, l’efficienza energetica e la promozione di energie rinnovabili. Ma anche la gestione sostenibile delle risorse e la riduzione della vulnerabilità ai cambiamenti climatici. Un piano d’azione a lungo termine, fino al 2050, coinvolgerà cittadini e stakeholder per garantire la sostenibilità e l’efficacia delle misure adottate.

Le dieci azioni

Attraverso l’adozione delle dieci misure, le città italiane si sono impegnate a diventare protagoniste della transizione ecologica.

1 – Promuovere condivisione, conoscenza e informazione sul valore del capitale naturale e dei servizi ecosistemici nelle città. Una strategia “nature positive” punta nelle città ad un benessere che non si basi su un consumo di natura. Ma sulla sua tutela, il suo ripristino, il suo incremento.

2 – Ripristinare il capitale naturale degradato. Intervenendo con azioni consistenti, impegnative e pluriennali sulle acque di falda, spesso contaminate, sui corsi d’acqua cementati e in uno stato ecologico non buono. Ma anche su aree e suoli inquinati e aree verdi e alberature, che richiedono maggiore cura e manutenzione.

3 – Arrestare il consumo di suolo. Recuperando e utilizzando in modo più efficiente gli edifici esistenti, con un maggiore utilizzo condiviso degli uffici, valorizzando il lavoro a distanza anche nei paesi e nei piccoli borghi delle aree interne.

4- Aumentare il capitale naturale facendo crescere in modo massiccio le alberature, le aree verdi, la forestazione periurbana. Ma anche i tetti verdi e il greening degli involucri edilizi.

5 – Risparmiare il prelievo e il consumo di risorse naturali sostenendo la transizione da un modello di produzione e di consumo lineare e dissipativo, ad alto consumo di risorse naturali, ad un modello circolare e rigenerativo.

6 -Rafforzare le misure di adattamento alle ondate di calore impiegando e potenziando le infrastrutture verdi, aumentando per raffrescamento l’utilizzo delle minori temperature delle falde e dei corpi idrici e con indirizzi bioclimatici vincolanti negli interventi edilizi.

7 – Attuare la transizione energetica riducendo i consumi di energia fossile nei trasporti e migliorando l’efficienza energetica degli edifici, facendo molto di più per la produzione e l’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile, utilizzando meglio anche le nuove opportunità offerte dallo sviluppo dalle comunità energetiche rinnovabili.

8 – Tutelare l’acqua come risorsa naturale scarsa eliminando rapidamente le perdite delle reti idriche e promuovendo il risparmio di acqua, reimpiegando le acque grigie, depurate e controllate, riutilizzando le acque piovane, diffondendo i sistemi duali per le acque ad uso potabile e per quelle per altri usi.

9- Ridurre la vulnerabilità agli allagamenti e alle alluvioni. Aumentando la capacità di assorbimento delle acque nei suoli e nelle aree verdi, riducendo l’impermeabilizzazione delle pavimentazioni. Aumentando la capacità di laminazione con il ripristino e l’ampliamento degli alvei e delle zone golenali dei fiumi e con aree umide e verdi allagabili.

10 – Attuare un Piano d’azione per la transizione Nature Positive non solo di breve termine al 2030, ma pluriennale al 2050. Per attuare, in modo integrato e coordinato le misure proposte, stabilendo le risorse – finanziarie e umane – necessarie per attuarle, preparandolo coinvolgendo i cittadini e gli stakeholder interessati.

politiche green
Le dieci misure della Carta per le Nature-Positive Cities portano le città a diventare protagoniste della transizione green

Il coinvolgimento attivo dei cittadini sarà cruciale per garantire il successo di questo piano d’azione a lungo termine e mitigare la crisi climatica e ambientale. Solo la cooperazione può trasformare le città in esempi di sostenibilità e benessere, dimostrando che un futuro “nature positive” è possibile.

Numero verde ONA

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