giovedì, Ottobre 6, 2022

Delfini morti sulle spiagge del Ghana

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Circa ottanta carcasse di delfini morti in spiaggia

Una ottantina di carcasse di delfini sono state trovate lungo la spiaggia di Accra, la capitale del Ghana. Sullo stesso tratto di costa sono state trovate anche tonnellate di pesci morti.

Il fenomeno non è nuovo nel Paese africano. Infatti, lungo i 550 chilometri della costa del Ghana spiagge diverse hanno registrato altri episodi simili. Lo afferma Richmond Kennedy Quarcoo. «Non ho mai visto una cosa del genere», ha detto. Quarcoo è cofondatore della ONG locale Plastic Punch. L’organizzazione è impegnata nella lotta contro l’inquinamento della plastica (fonte Africa ExPress).

Aperta un’inchiesta sulla moria di delfini e pesci

Il direttore della Commissione per la pesca del Ghana, Michael Arthur-Dadzie, ha specificato che tra gli animali uccisi ci sono oltre ai delfini anche pesci pelagici come il tonno e altri di fondo, di piccole dimensioni. Le autorità hanno fatto notare che nessun esemplare presenta lesioni o ferite.

Sulle cause di questa moria le autorità ghanesi hanno aperto un’inchiesta. Campioni di animali morti e di acqua prelevata nei pressi di Osu Castle Beach, la spiaggia di Accra, sono stati prelevati da personale della Commissione per la pesca per essere analizzati.

Agenti dell’Agenzia per gli alimenti e medicinali stanno controllando tutti mercati locali. Il pericolo è che pesce preso dalla spiaggia o pescato nelle stesse acque sia messo in vendita e finisca sulle tavole dei ghanesi.

Ricerca di petrolio: causa della morte di animali marini?

Le acque territoriali del Paese africano sono ricche di giacimenti di petrolio. Multinazionali di tutto il mondo si sono assicurati i diritti di estrazione ed esplorazione. Compresa la Springfiled Exploration and Production Limited, società di un uomo d’affari del posto.

È possibile, quindi, che cause della moria di delfini e pesci possano essere attribuite alle attività di ricerca di giacimenti o all’estrazione di petrolio e gas.

L’inquinamento delle acque antistanti la capitale Accra non è da escludere. E neppure l’uso della tecnica degli airgun.

L’uso degli airgun per le prospezioni petrolifere

In pratica cannoni sparano bolle di aria compressa in acqua. Al contatto col fondo le bolle esplodono producendo onde che si propagano nel suolo e riflesse dagli strati della costa terrestre.

Il rumore prodotto e la pressione causata dallo scoppio della enorme bolla di aria compressa, però, causano danni irreparabili ai sensi degli animali marini. Balene e delfini perdono l’orientamento e finiscono per spiaggiarsi.

I pesci muoiono per la smisurata pressione esercitata sui corpi. “… in gran parte di questi animali, la sensibilità al movimento delle particelle d’acqua è molto più rilevante della sensibilità alla pressione sonora” (fonte “Quarto rapporto sugli effetti per l’ecosistema marino della tecnica dell’airgun” – ISPRA MINAMBIENTE)

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