Decarbonizzazione ex ILVA

La copertura dei parchi minerali dello stabilimento siderurgico di Taranto, ArcelorMittal Italia, ex Ilva, completata dalla ditta Cimolai

Regione Puglia e ArcelorMittal: investire nella tutela dell’ambiente e della salute

 

Matthieu Jehl

Matthieu Jehl, amministratore delegato per le sedi produttive italiane di ArcelorMittal – colosso industriale mondiale che opera nel settore dell’acciaio e guidato dalla filosofia di produrre acciaio sicuro e sostenibile -, nel corso del Media Day annuale a Parigi, martedì 11 dicembre, ha presentato un progetto di decarbonizzazione dell’ex ILVA di Taranto.

Il progetto, accolto con approvazione dalla Regione Puglia, avrà tempi medio-lunghi di realizzazione e richiederà anche finanziamenti pubblici.

«È sorprendente», scrive in una nota l’assessore allo Sviluppo economico Mino Borraccino «che a spingere per mettere al centro dell’agenda politica europea la riduzione delle emissioni di CO2 sia la multinazionale indiana neo proprietaria della più grande fabbrica di acciaio del continente, che utilizza il carbone nel ciclo produttivo». 

L’intervento di ArcelorMittal sarebbe segno di un grande cambiamento tecnologico per rilanciare l’economia del vecchio continente e per costruire un futuro sostenibile, sostiene l’assessore regionale, il quale aggiunge che «rimaniamo fortemente critici sull’operazione traghettata dal governo per l’acquisizione di ILVA ma va riconosciuto ad ArcelorMittal che su questo punto ha centrato il bersaglio, e gliene diamo atto volentieri». 

La decarbonizzazione e il passaggio al gas naturale per la produzione di acciaio è stata da sempre la volontà del governatore Michele Emiliano, convinto che è conveniente per l’ambiente e per la salute, «anche se restiamo fermi sull’idea che a monte di tutto si debba fare la Valutazione del Rischio e dell’Impatto Sanitario». 

ArcelorMittal, Taranto

Per Borraccino la proposta di ArcelorMittal va messa al centro dell’agenda della politica nazionale ed europea, perché «contrastare i cambiamenti climatici è urgente e l’accordo d Parigi deve trovare piena applicazione. Per farlo, serve un piano di sostituzione del carbone con altre fonti naturali e rinnovabili» ma non servirebbe a nulla «se poi l’Europa consentisse l’importazione di prodotti provenienti da Paesi nei quali le produzioni sono sempre legate al carbone», conclude l’assessore.

Soddisfatto il presidente Michele Emiliano anche per la soluzione di Confindustria nazionale, che con il recente Libro verde ha sposato le tesi della Regione Puglia sullo sviluppo sostenibile.

ArcelorMittal ha annunciato a Parigi di puntare sulla decarbonizzazione per i suoi stabilimenti europei, anche in chiave concorrenziale, «per qualificare, come sostengo da tempo», ha detto Emiliano, «una industria europea “carbon free” in grado di opporsi alle produzioni internazionali che si basano anche su un importante dumping ambientale dei produttori che non rispettano COP21».

Il governatore pugliese auspica che a brevissimo «possa tenersi a Taranto un incontro tra Mittal e la Regione Puglia, per tracciare una precisa road map definitiva per la decarbonizzazione dello stabilimento tarantino».

Emiliano, quindi, come relatore per il Comitato delle Regioni (CDR) europee del parere sulla strategia UE per la riduzione dei gas serra, ha concluso che «farà la sua parte per fare in modo che l’Unione Europea comprenda che oggi l’impegno delle istituzioni si sostanzia nell’accompagnare la transizione verso il definitivo abbandono del carbone con opportune forme di incentivazione, per sostenere adeguatamente chi compie lo sforzo della decarbonizzazione e investe nella tutela dell’ambiente e della salute».

Leave a Comment

Your email address will not be published.