Cozzo Cervello, migliaia di alberi saranno abbattuti per fare cassa

Cozzo Cervello, il bosco Cozzo cervello, Paola (Cosenza) - foto dalla pagina Fb Salviamo Cozzo Cervello

Un lotto boschivo in agro e di proprietà del Comune di Paola sarà tagliato per via di una delibera dell’amministrazione

Sarà tagliato il lotto boschivo ricadente in località Cozzo Cervello di Paola, cittadina tirrenica in provincia di Cosenza che ha dato i natali a San Francesco.

Cozzo Cervello, Paola (Cosenza)
Cozzo Cervello, Paola (Cosenza) – foto dalla pagina Fb Salviamo Cozzo Cervello

Oltre un anno fa, avevamo divulgato la notizia (clicca qui per leggere) e l’amministrazione comunale paolana aveva sospeso il bando del taglio in seguito alle proteste di ambientalisti e cittadini. I soldi versati sono stati restituiti alla ditta boschiva. Nei primi giorni di settembre 2020, invece, il Comune ha deciso di far redigere una variante al progetto di taglio boschivo dello scorso anno, affidando ad alcuni tecnici l’incarico.

La variante sarà apportata per tutelare la parte di bosco che comprende “Il Cammino di San Francesco”. Questa modifica, secondo il sindaco e la sua amministrazione, dovrebbe mettere tutti d’accordo. Ma non sarà così, perché sempre di taglio si tratta, cioè migliaia di alberi saranno abbattuti per fare cassa.

Il bosco di Cozzo Cervello

È importante ora fare un passo indietro. Ricordiamo che la notizia del taglio del bosco di Cozzo Cervello, sulla Catena Costiera, aveva scatenato nel 2019 le proteste degli ambientalisti calabresi e di altre personalità della società civile. Come l’economista cosentino Matteo Olivieri, il quale aveva appurato che il sito non poteva essere alienato poiché «è un “uso civico”, come risulta dai documenti prodotti dallo stesso Comune di Paola. Pertanto non può essere alienato perché appartiene alla comunità. Chi lo dovesse alienare ne risponderà penalmente di fronte alla legge e il contratto di compravendita sarà dichiarato nullo».

I vincoli

L’area, inoltre, risultava sottoposta a vincolo paesaggistico, poiché nella parte di montagna con altitudine superiore ai 1.200 metri sul livello del mare (come, per esempio, Cozzo Cervello) esiste automaticamente un vincolo paesaggistico ex d.lgs. 2004/42 art. 142.  Per cui si ipotizza l’emanazione del bando in difetto del propedeutico nulla osta paesaggistico.

Altro vincolo esiste per la parte di boschi inferiori ai 1.200 metri sul livello del mare se iscritti negli albi regionali. Erano anche state segnalate problematiche di ordine idrogeologico per via delle pendenze pari o vicine al 35%. Quindi, un eventuale taglio andrebbe preceduto da un piano di gestione forestale approfondito e regolarmente approvato, vista l’elevata probabilità di creare un dissesto idrogeologico.

La zona presenta inoltre molti torrenti e corsi d’acqua e la parte del sito intorno alla zona “Croce di Paola o di Montalto” ricade nel perimetro del Sito di Importanza Nazionale IT9300191 “Bosco Luta”, appartenente alla Rete Natura 2000. Il sito è protetto dalla Direttiva europea 93/42/CEE “Habitat” e la gestione del sito risulta essere affidata alla Provincia di Cosenza.

“Salviamo Cozzo Cervello”

Cozzo Cervello, Paola (Cosenza)
Cozzo Cervello, Paola (Cosenza) – foto dalla pagina Fb Salviamo Cozzo Cervello

Per tutti questi motivi, ambientalisti e cittadini hanno sempre manifestato il proprio dissenso per il taglio in questione, al punto che si è formata una “Organizzazione di tutela ambientale” denominata “Salviamo Cozzo Cervello”. Sulla pagina Facebook dell’Organizzazione leggiamo oggi: «Senza mezzi termini, l’amministrazione comunale di Paola ha mentito! A distanza di quasi un anno dalle dichiarazioni rilasciate dal sindaco ai microfoni di Rai 3, il Comune di Paola ha deciso che Cozzo Cervello dovrà essere disboscato.

Questo taglio, chissà perché, “s’ha da fare”. Oltre 2mila alberi saranno rasi al suolo. Di questi buona parte andrà ad alimentare quelle centrali a biomasse che, complici gli incentivi pubblici, stanno generando un’economia del legno. Tutto fuorché sostenibile. E  i cui effetti sono già fin troppo visibili nelle martoriate montagne calabresi. Un danno incalcolabile per l’ambiente e per la salute delle persone. Oltre che una mossa pressoché inutile e senza valore aggiunto alcuno, dal punto di vista delle finanze comunali.

Il bosco nato per creare una barriera naturale

Cozzo Cervello, così come il resto delle nostre montagne, negli anni ’50 è stato oggetto di un finanziamento da parte della Cassa per il Mezzogiorno per la riforestazione. Una barriera naturale di alberi per prevenire il dissesto idrogeologico, frane e smottamenti in grado di mettere seriamente in pericolo la vita dei cittadini. Occorre fermarli finché siamo in tempo. L’amministrazione comunale non distruggerà Cozzo Cervello!».

La prosecuzione della vita contro le logiche ragionieristiche

E Matteo Olivieri scrive ora: «Non vi erano dubbi sulle reali intenzioni dell’amministrazione comunale di Paola di procedere al disboscamento di Cozzo Cervello non appena le acque si fossero calmate. Purtroppo sono tempi bui e dobbiamo sopportare la voracità dei lupi con l’umiltà degli agnelli. Queste vicende sono una prova per le nostre vite: finché non decideremo consapevolmente di farci rappresentare da persone oneste, chiare, di buona volontà, dovremo sperimentare sulla nostra pelle l’abominio della desolazione. Quella montagna è la nostra riserva d’acqua per tutta la valle del Crati e ci assicura la prosecuzione della vita».

Una prosecuzione che oggi è messa a rischio a causa delle solite logiche ragionieristiche di politici e amministratori locali, che invece di difendere il patrimonio naturalistico della Calabria lo svendono per intascare denaro.

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