martedì, Marzo 5, 2024

“Corri orso corri”, parte la campagna per salvare l’orso Mj5

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IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI TRENTO VUOLE UCCIDERE L’ORSO MJ5, REO A PARER SUO DI AVER AGGREDITO UN UOMO. NUMEROSE LE PROTESTE MENTRE PARTE LA CAMPAGNA “CORRI ORSO CORRI” 

Mj5 è l’orso che avrebbe aggredito un uomo in Trentino, precisamente in Val di Rabbi. Il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, vorrebbe ora abbatterlo.

L’annuncio ha causato proteste in tutta Italia, cittadini e associazioni, infatti, si oppongono fortemente all’uccisione dell’orso. E sul web è partita la campagna “Corri orso corri”, che ha ricevuto tantissime adesioni e la pubblicazioni di post e immagini.

Queste incitano l’orso a fuggire. «Sono gesti simbolici», spiegano i soci dell’associazione Meta Parma, «che fanno ben capire da che parte stanno gli italiani: con l’orso. Le proteste sono numerose e non si fermeranno sui social, è chiaro che non verrà accettato il massacro di Mj5».

La condanna a morte dell’orso sta creando rabbia e malcontento, anche perché «Mj5 non ha aggredito nessuno – continua Meta Parma – non hanno mostrato infatti neanche le immagini dei graffi, ed è molto strano che non lo abbiano fatto».

La vicenda non convince Meta Parma

Secondo l’associazione Meta Parma, dopo l’annuncio di voler abbattere l’orso perché avrebbe aggredito un uomo, nessuno ha mostrato le prove di quanto accaduto.

«I segni andavano mostrati subito, osservandoli gli esperti avrebbero sicuramente potuto valutare meglio la situazione. Il presunto aggredito ha dichiarato di essere fuggito scivolando in una scarpata, si sarà fatto sicuramente parecchi graffi rotolando nella scarpata. Anche quelli forse sono stati attribuiti all’orso?», si chiedono i soci dell’associazione.

Che continuano: «Tre giorni di prognosi significa uscire indenni da un attacco di orso, e se scivoli in una scarpata parecchi segni te li fai così. Una storia non chiara che non convince affatto, perché gli Incredibili Hulk non esistono e per uscire indenni da un’aggressione di un orso significa che l’orso non ha aggredito nessuno. L’unica cosa chiara in tutto questo è l’incapacità di Fugatti nella gestione degli orsi, per questo chiediamo le sue dimissioni».

L’orso Mj5 non è pericoloso

Il rispetto per tutti gli animali deve essere alla base delle decisioni politiche. Gli orsi non sono peluche e non possono essere uccisi solo perché potenzialmente pericolosi per gli esseri umani.

«Mj5 non è pericoloso – prosegue Meta Parma – è il nostro comportamento che può metterci in pericolo: il presunto aggredito non doveva andare a passeggiare in un luogo dove ci sono gli orsi portandosi dietro il cane. Chiediamo le dimissioni di Fugatti, il messaggio che manda non è quello giusto in un territorio come il Trentino: parla di uccidere gli orsi quando invece dovrebbe spiegare ai cittadini quali precauzioni e accorgimenti utilizzare nei boschi e come comportarsi in caso di incontro con un orso. Ci sono circa 120 orsi in Trentino, che cosa vorrebbe fare, ucciderli tutti?».

Libertà per Papillon, M49 e Mj5

Meta Parma ricorda che l’orso Papillon è ancora rinchiuso, lo hanno imprigionato a vita, una vera e propria crudeltà. Ribadisce anche che l’orso M49 deve tornare libero, oppure deve essere ceduto a un rifugio e lasciare il Trentino.

«È scandaloso – continua l’associazione – che Fugatti riservi questo trattamento agli orsi, imprigionati a vita oppure uccisi. Il Trentino ha ottenuto tantissimi soldi per ospitare gli orsi e ha ricavato turismo e benessere dalla loro presenza, ora non li vogliono più, ma gli orsi sono una risorsa, non un nemico da annientare. “Corri orso corri” è una speranza vana perché l’orso non potrà scappare a lungo e verrà catturato in breve tempo, come accaduto a Papillon. Una storia già sentita, con un finale che purtroppo conosciamo tutti. Il Trentino ha scelto di ospitare gli orsi? Allora li rispetti, gli orsi non sono pupazzi», conclude Meta Parma.

Numero verde ONA

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