Il Coronavirus, questo… conosciuto. Cosa c’è da sapere

Coronavirus Coronavirus

Responsabile di una malattia respiratoria è stato isolato da virologhe italiane

 

Il Coronavirus è responsabile di oltre 300 morti e decine di migliaia di contagi in Cina. Decine le vittime anche nel resto del mondo. Il virus è stato identificato per la prima volta nella città di Wuhan nella provincia di Hubei.

I risultati della ricerca sono stati messi a disposizione di tutta la comunità internazionale per poterlo studiare e per capire come bloccarne la diffusione.

Il risultato si deve ai virologi – o meglio a tre virologhe – dellIstituto nazionale malattie infettive “Lazzaro Spallanzani“, di Roma, diretto dal dr. Giuseppe Ippolito. L’organismo è l’interlocutore di riferimento di tutti i laboratori del Paese.

Italia prima in Europa nella ricerca dell’identità del virus

Una ricercatrice effettua il test per isolare il Coronavirus
Una ricercatrice effettua il test per isolare il Coronavirus

Tre ricercatrici dello Spallanzani sono state le prime in Europa a identificare il virus. Prima di noi lo hanno fatto la Cina ma non ha condiviso i dati, quindi gli Stati Uniti, il Giappone, l’Australia. Dopo l’Italia, la Francia.

Il test servirà per ricavare informazioni utili per capire – per esempio – come si trasmette il virus e a quali possibili farmaci può essere sensibile.

Il Coronavirus isolato nei laboratori dello Spallanzani è stato denominato “2019-nCoV/Italy-INMI1”.

La sequenza parziale è stata depositata nella banca dati GenBank.

Conoscerla, permetterà di preparare nuovi metodi di diagnosi e perfezionare quelli già esistenti e cosa si può fare per bloccarne la diffusione.

Grazie a questo risultato, sarà, quindi, possibile predisporre le prove sierologiche per cercare gli anticorpi nelle persone infettate e poterle guarire.

Dalla coltura, infine, sarà possibile capire come il Coronavirus si replica.

L’esperimento è stato effettuato sui due turisti cinesi ricoverati all’istituto di malattie infettive della capitale.

Come si è diffuso il virus

I Coronavirus sono in grado di infettare diverse specie di animali, sia domestici sia selvatici.

Dagli animali i Coronavirus si possono trasmettere alle persone, come già accaduto in passato per la MERS e la SARS. Quindi il virus si diffonde tra la gente.

I dati della caratterizzazione genetica del Coronavirus 2019-nCoV hanno dimostrato che si tratta di un betacoronavirus, come MERSV and SARsV, con una possibile origine nei pipistrelli (fonte Centers for Disease Control and Prevention, CDC – USA) 

È possibile seguire l’evoluzione dell’epidemia tramite i canali ufficiali del ministero della Salute.

La scheda che segue ha l’obiettivo di fornire alcune informazioni utili sull’infezione per proteggere la salute della nostra comunità.

Le risposte all’epidemia di Coronavirus 2019-nCoV

Come ci si può infettare?

La diffusione da persona a persona si pensa possa avvenire principalmente attraverso goccioline respiratorie prodotte quando una persona infetta tossisce o starnutisce. Così come si diffondono l’influenza e altri agenti patogeni respiratori. Analogamente a SARS e MERS, la diffusione tra le persone avviene attraverso contatti ravvicinati.

Quali sono i sintomi?

  • Le infezioni confermate da 2019-nCoV possono provocare una sintomatologia da lieve (80% dei casi), a severa (20% dei casi) con esiti letali (2% dei casi).
    I sintomi possono comparire da 2 a 14 giorni dopo l’esposizione e includono:
    Febbre
    Tosse
    Difficoltà respiratoria

Come prevenire l’infezione?

L’Organizzazione Mondiale della Salute, OMS, raccomanda le seguenti precauzioni e misure igieniche:

  • Lavare spesso le mani con gel disinfettanti o con acqua e sapone;
  • quando si tossisce e si starnutisce, coprire la bocca e il naso con un gomito o un fazzoletto, gettare via immediatamente i fazzoletti e lavarsi le mani;
  • evitare il contatto ravvicinato con chiunque abbia la febbre e la tosse.

In caso di febbre, tosse e difficoltà respiratorie, rivolgersi tempestivamente a un medico e riferire agli operatori sanitari di eventuali viaggi nelle settimane precedenti.

Il personale e gli studenti possono recarsi in Cina?

Il governo italiano ha deciso di sospendere temporaneamente tutti i viaggi previsti in Cina, fino a nuovo avviso.
La ragione principale di questa decisione non è solo il rischio di infezione da 2019-nCoV, ma anche la natura imprevedibile dell’epidemia, il rischio associato di disordini sociali nelle aree colpite o le restrizioni di quarantena, che potrebbero rendere impossibile il ritorno a casa.

Cosa si raccomanda al personale e agli studenti di ritorno dalla Cina

In caso di sintomatologia (febbre, tosse, difficoltà respiratoria):
rivolgersi immediatamente al personale medico o chiamare il numero verde 1500 attivo presso il ministero della Salute;
ridurre al minimo i contatti con altre persone e non frequentare posti affollati;
si raccomanda agli studenti di non frequentare le lezioni o altre attività curricolari ed extracurricolari in caso di sintomatologia sospetta.

In assenza di sintomi:

tenere monitorata la temperatura corporea giornalmente. In caso di rialzo termico contattare immediatamente il numero verde 1500.
Gli studenti che si sono recati recentemente in Cina e che non presentano sintomi possono frequentare le lezioni o altre attività curricolari senza limitazioni e senza la necessità di indossare maschere protettive.

Cosa si raccomanda al personale docente o ricercatore in visita dalla Cina

Chiedete a tutti i visitatori cinesi di monitorare attentamente il loro stato di salute prendendo la temperatura e osservando altri possibili sintomi durante i primi 14 giorni dopo la partenza dalla Cina.  Informateli su come ricevere cure mediche in caso di malattia rivolgendovi immediatamente al personale medico o chiamando il numero verde 1500 attivo presso il ministero della Salute.

Leave a Comment

Your email address will not be published.