mercoledì, Dicembre 1, 2021

COP26: USA e Cina insieme per salvare il clima

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Dopo gli insoddisfacenti risultati della COP26, Cina e USA finalmente insieme per la tutela del clima

Per conoscere meglio le dinamiche di questo evento, bisogna fare un attimo un passo indietro. Occorre precisare che nonostante l’impegno di tutti, la COP26 è stata quasi un fallimento. Pochissimi gli obiettivi raggiunti e ricordiamo che da essi dipende la sorte del clima e della vita sul nostro pianeta.

Alla luce di questi scarsi risultati, le due superpotenze, USA e Cina hanno deciso di avviare un accordo comune per trovare e concretizzare le giuste soluzioni alla problematica del cambiamento climatico.

La COP26 unisce finalmente le due superpotenze

I libri di storia ci insegnano che USA e Cina sono le “superpotenze” per eccellenza e che difficilmente abbiano cooperato insieme in qualche operazione.

Sono un po’ come il giorno e la notte, o come lo yin e lo yang, ovvero due tasselli necessari di un grande puzzle che viaggiano però uno nel senso opposto dell’altro.

Tuttavia, la crisi climatica e ambientale è arrivata a un punto quasi di non ritorno. Per questa ragione occorre un’azione sinergica da parte delle due superpotenze, che fino ad oggi non si erano ancora esposte in maniera incisiva in favore della causa.

Anzi, gli USA ormai detengono dal lontano 1980, il titolo di Paese maggiore inquinatore, seguito subito proprio dalla Cina. Sembrerebbe quasi un accordo raggiunto per pulire le coscienze di due Paesi che ogni anno contribuiscono alla resa totale del clima e dell’ambiente.

Xi Jinping e Joe Biden si incontreranno, da remoto, la settimana prossima. I termini precisi dell’accordo non sono ancora resi noti, ma l’obiettivo principale è mantenere l’aumento della temperatura media globale sotto i 2 gradi e attorno a 1,5 gradi a fine secolo.

La bozza dell’accordo

Secondo alcune indiscrezioni, nel documento la Cina si impegna a ridurre gradualmente il consumo di carbone a partire dal 2026 e limiterà le emissioni di metano.

Proprio sul metano ci soffermiamo per sottolineare che assieme all’anidride carbonica, rappresenta il maggiore responsabile dell’effetto serra.

I lavori della COP26 terminano venerdì 12 novembre e sono ancora tante le novità che attendiamo. Nel corso dell’evento il premier Boris Johnson ha esortato i quasi duecento Paesi presenti all’iniziativa, a non fermarsi e continuare a impegnarsi perché non ci sono più scuse per non agire.

I rischi per l’Italia

È pur vero che la situazione climatica è arrivata a un punto critico e noi italiani siamo tra le popolazioni più a rischio a causa del nostro posizionamento geografico.

L’Italia si estende proprio al centro del Mediterraneo, vittima anche esso del cambiamento climatico e del surriscaldamento globale. Difatti, La temperatura media nel bacino ha superato di 1,5°C gli accordi stabiliti.

In sintesi, l’Italia riposa su una fornace ma ancora non ce ne rendiamo conto. Le conseguenze di ciò si riversano sui fenomeni climatici e atmosferici che risultano sempre più violenti ed incontrollabili.

L’appello di Greta

Negli ultimi anni abbiamo spesso visto e sentito parlare della giovane Greta Thunberg. L’attivista svedese continua ad essere in prima linea nella lotta contro l’inquinamento e i cambiamenti climatici.

Anche in occasione della COP26, Greta è intervenuta con un ulteriore appello. Secondo la giovane, quella ambientale è un’emergenza da bollino rosso, al punto da chiedere all’ONU di trattare tale questione con la stessa costanza e serietà servite per la gestione della pandemia Covid-19.

L’appello è stato reso noto in forma di petizione legale, presentata dalla stessa Thunberg al Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres.

Nonostante le ultime novità, la giovane si ritiene delusa dai risultati della conferenza e della bozza dei lavori.

In giornata saranno sicuramente resi noti altri dettagli dell’accordo che comunicheremo successivamente e per maggiori informazioni visita il seguente link.

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