lunedì, Agosto 15, 2022

COP25: a Madrid la Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sul clima

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Parole forti, quelle del segretario generale dell’ONU, Antònio Guterres, durante la Conferenza mondiale sul clima, COP25, iniziata il 2 Dicembre a Madrid e che si concluderà il 13 dicembre.

“Generazione che ha messo la testa sotto la sabbia mentre il mondo bruciava?” Antonio Guterres

COP25
Antònio Guterres

Nel suo discorso inaugurale Guterres ha dichiarato che gli sforzi in atto per fermare il riscaldamento globale sono totalmente insufficienti per raggiungere l’obiettivo concordato durante l’Accordo di Parigi nel 2015.

La COP25 (acronimo di COnference of Parties) è la venticinquesima conferenza delle parti  alla quale partecipano, quasi ogni anno, circa duecento Paesi della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.

La COP25, prevista inizialmente in Cile, a causa di disastri interni, si è svolto a Madrid, hanno partecipato circa 25mila persone tra cui Ursula Von der Leyer, presidente della Commissione Europea e anche Greta Thunberg, attivista svedese che combatte in prima linea contro i cambiamenti climatici.

L’Accordo di Parigi del 2015

Alla Conferenza sul clima di Parigi (COP21) del dicembre 2015, 195 Paesi hanno adottato il primo accordo universale e giuridicamente vincolante sul clima mondiale.
L’accordo definisce un
piano d’azione globale, inteso a rimettere il mondo sulla buona strada per evitare cambiamenti climatici pericolosi limitando il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2°C. Questo è il limite, secondo la scienza, per evitare che sia arrivi a una crisi climatica i cui effetti non sono reversibili.

Durante i colloqui a Madrid il segretario generale dell’ONU ha ricordato gli ultimi dati pubblicati dall’Organizzazione meteorologica mondiale: “i livelli di gas serra hanno raggiunto 407,8 parti per un milione nel 2018. Quindi, livelli inimmaginabili.

Inoltre Guterres ha sottolineato che: “gli ultimi cinque anni sono stati i più caldi mai registrati. Le conseguenze si stanno già avvertendo sotto forma di eventi meteorologici più estremi e catastrofi associate, dagli uragani alla siccità, dalle inondazioni agli incendi. Le calotte polari si stanno sciogliendo. In Groenlandia a Luglio si sono sciolti 179miliardi di tonnellate di ghiaccio. Il permafrost dell’Artico si sta scongelando 70 anni prima delle proiezioni”.

I punti chiave, per evitare una catastrofe irreversibile riguardano l’impegno dei Paesi che inquinano maggiormente (Cina, USA, India) a ridurre immediatamente le emissioni di gas serra a un ritmo tale da raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050.

Gli effetti non solo devastanti ma oramai divenuti spesso “mortali” del riscaldamento globale sono: l’innalzamento del livello del mare, lo scioglimento delle calotte polari e la siccità.

Manca la volontà politica – sottolinea Guterres – se non si agisce subito abbandonando il carbone, tutti i nostri sforzi per combattere i cambiamenti climatici sono destinati a fallire”.

Il ministro dell’Ambiente del Cile, Carolina Schmidt, ha lanciato un appello, quello di impegnarsi prima della fine del 2020 ad aumentare i tagli di CO2 e a collaborare per aiutare i Paesi poveri che subiscono le terribili conseguenze dell’aumento delle temperature.

Entro il prossimo anno, per raggiungere gli obiettivi prefissati sulle temperature, saranno presentati piani nazionali di azione sul clima.

Le parole ovviamente rimangono tali, forti e sicuramente di speranza verso il futuro.

Ma i fatti sono quelli che realmente contano e, a quanto pare, ci vorrà molto più di un impegno “morale” bensì un impegno effettivo, concreto da parte dei governi che hanno, ovviamente, maggiore potere e influenza , ma anche, nel piccolo, dei cittadini che si adeguano ad una realtà che sta portando alla deriva non solo la natura ma il nostro futuro.

Perché da una goccia di speranza e di impegno nasce il mare ma dall’indifferenza nasce un oceano di morte e dolore.

Leggi “Il Giornale sull’Amianto”

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