lunedì, Aprile 22, 2024

Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità: una petizione popolare chiede l’effettiva attuazione

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DA QUINDICI ANNI, L’ITALIA HA RATIFICATO E ACCETTATO L’ESECUZIONE DELLA CONVENZIONE DELLE NAZIONI UNITE SUI DIRITTI DELLE PERSONE CON DISABILITÀ (CRPD), IMPEGNANDOSI LEGALMENTE E POLITICAMENTE AD ATTUARLA INTEGRALMENTE. TUTTAVIA, A DISTANZA DI ANNI DALLA SUA RATIFICA, LA CONVENZIONE RIMANE IN LARGA PARTE INATTUATA. UNA PETIZIONE POPOLARE CHIEDE DI PASSARE ALL’AZIONE

Cosa dice la Convenzione ONU

La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CRPD) è un trattato internazionale approvato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2006, ratificato da 189 Stati membri delle Nazioni Unite, oltre all’Unione Europea.

Si articola in cinquanta articoli che affrontano una vasta gamma di tematiche relative ai diritti delle persone con disabilità.

Un elemento distintivo della CRPD è rappresentato dal suo Protocollo opzionale (ratificato da 106 Stati), che offre la possibilità a singoli individui o gruppi di segnalare eventuali violazioni della stessa al Comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. È importante sottolineare che, prima di ricorrere a questa soluzione internazionale, è necessario esaurire tutti i rimedi legali disponibili a livello nazionale.

In aggiunta, la Convenzione impone a ciascun singolo Stato l’obbligo di presentare al Comitato della stessa Organizzazione rapporti periodici relativi alle azioni intraprese per implementarne le disposizioni (misure legislative, politiche pubbliche, programmi e iniziative di vario genere).

Quanto al Comitato, questo svolge un ruolo fondamentale nell’esaminare tali rapporti e nell’emettere raccomandazioni agli Stati membri per migliorare l’attuazione della CRPD.

Il primo deve essere sottoposto entro due anni dalla ratifica della Convenzione, mentre i successivi devono essere presentati almeno ogni quattro anni.

Diritti delle persone con disabilità

La CRPD affronta diversi temi a sostegno delle persone con disabilità: l’uguaglianza di trattamento, l’istruzione, l’assistenza, la salute, l’abbattimento delle barriere architettoniche (accessibilità ai luoghi pubblici), l’inclusione sociale e il contrasto alla povertà.

Utile precisare che il legame tra disabilità e povertà è stato enfatizzato nel primo “Rapporto sulle disabilità e lo sviluppo delle Nazioni Unite“, che considerava, appunto, l’importanza di tener conto di questa correlazione.

Ebbene, una delle misure a sostegno delle famiglie in difficoltà sarebbe l’Assegno di Inclusione, ma il condizionale è d’uopo… Dovrebbero beneficiarne circa 1,757 milioni di persone su 5,674 milioni di poveri assoluti in Italia. Nonostante ciò, l’INPS ha versato solo la seconda rata dell’assegno di inclusione a circa 480mila famiglie: una cifra ancora molto bassa rispetto alle stime del governo.

Insomma, nonostante gli impegni assunti, l’Italia non ha ancora garantito pienamente l’attuazione dei principi sanciti dalla CRPD. Ciò rappresenta una grave violazione dei diritti fondamentali delle persone con disabilità nel nostro Paese. Questa inadempienza dell’autorità nazionale ha spinto cittadini, persone con disabilità, caregiver e attivisti a lanciare una petizione.

La petizione al Parlamento Europeo

Il 22 luglio 2022, Marco Farinelli, attivista e invalido al 100%, aveva presentato una petizione al Parlamento Europeo per sollecitare l’attuazione urgente della Convenzione nel nostro Paese, così da garantire la tutela dei diritti dei quattro milioni di italiani disabili.

Il 23 gennaio 2024, c’è stata la riunione delle petizioni alla quale Farinelli ha partecipato con la sua petizione 0681/2022 per difenderla. Questa è stata accolta ed è rimasta con lo status di “aperta, “open” e la Commissione Europea, farà ulteriori indagini e dovrà rispondere a Farinelli.

«La forza che mi ha dato l’aver superato l’esame in video conferenza con la governance di Bruxelles, mi ha dato la forza di farlo anche nel mio Paese: l’Italia. Prima al Senato e poi alla Camera. Le petizioni saranno calendarizzate questa settimana».

Quali diritti risultano ancora inattuati e cosa chiede la petizione?

Le politiche del governo sulla disabilità: mission impossible

Alessandra Locatelli, ministro per le Disabilità in Italia, ha discusso le politiche del governo in materia di disabilità, tra cui la Legge Quadro e la Legge Delega.

Il governo intende riformare la legislazione sulla disabilità attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), per promuovere l’autonomia e l’inclusione delle persone disabili.

Tuttavia, l’approccio è diverso dalla strategia dell’Unione Europea sui diritti dei disabili, che si fonda esplicitamente sulla Convenzione delle Nazioni Unite.

È importante che il governo attui pienamente la Convenzione delle Nazioni Unite e dia priorità ai diritti delle persone disabili.

Diritti inattuati: il contrasto alla povertà

Il Reddito di Cittadinanza, come prima misura significativa di contrasto alla povertà in Italia, ha rappresentato un’importante risorsa per molte famiglie vulnerabili nel Paese.

Tuttavia, i recenti cambiamenti nelle politiche governative hanno limitato la disponibilità di questo programma e, infine, ne hanno determinato l’abolizione a dicembre 2023.

È emerso che il numero di famiglie beneficiarie del Reddito di Cittadinanza è più che raddoppiato dal suo lancio nel 2019, ma a partire da settembre 2023 è stato limitato alle famiglie con membri disabili o anziani.

Questa restrizione potrebbe rappresentare una violazione dei diritti delle persone disabili, in particolare il diritto a un tenore di vita adeguato sancito dall’articolo 28 della Convenzione.

Questo articolo stabilisce che le persone con disabilità hanno diritto a un tenore di vita adeguato per loro stesse e per le loro famiglie, compreso l’accesso a cibo, vestiti e alloggi.

Assegno di Inclusione

Come accennato, il governo Meloni ha introdotto l’Assegno di Inclusione per sostenere coloro che soddisfano i criteri di inclusione economica e sociale. Sebbene i primi pagamenti siano stati superiori alle previsioni, ci sono state difficoltà nell’adesione a questo programma, con un numero inferiore di domande rispetto alle aspettative.

La mancata inclusione di un numero significativo di famiglie nel sussidio lascia milioni di persone in condizioni di povertà assoluta.

Accrescimento della consapevolezza

In Italia si riscontra una carenza di consapevolezza e rispetto per i diritti e la dignità delle persone diversamente abili. Le campagne di sensibilizzazione pubblica sono scarse, il che si traduce in una limitata comprensione e conoscenza delle disabilità.

Un sondaggio ha rivelato che oltre un terzo degli italiani non sa come comportarsi nei confronti delle persone con disabilità. Questa barriera emotiva ostacola l’empatia e l’attenzione verso le esigenze di queste persone.

La tecnologia è ritenuta fondamentale per offrire opportunità, soprattutto per quanto riguarda la comunicazione e la mobilità. Tuttavia, è necessario fare di più per aumentare la consapevolezza e il sostegno nei loro confronti, poiché il governo del nostro Paese non sta applicando in maniera adeguata l’articolo 8 della Convenzione “accrescimento della consapevolezza”.

È essenziale quindi che i media promuovano ritratti positivi delle persone disabili e investano nell’educazione e nella sensibilizzazione attraverso diverse forme come internet, newsletter e social.

Conclusioni: potenziare gli articoli 8 e 28 della CRPD

Nelle sue conclusioni, la petizione chiede l’attuazione dell’art.8 della CRPD e sottolinea l’urgenza di implementare in special modo l’articolo 28, ossia quello relativo ad “adeguati livelli di vita e protezione sociale”.

Un punto essenziale per garantire i diritti fondamentali di oltre 7,5 milioni di cittadini italiani con disabilità. Dopo 15 anni dalla ratifica della Convenzione, è giunto il momento per il Paese di impegnarsi a fondo in politiche inclusive e di destinare maggiori risorse per migliorare le condizioni di vita e la protezione sociale delle persone con disabilità.

Per sostenere l’iniziativa di petizione popolare, clicca il seguente link

https://bit.ly/4a2ag2M

Numero verde ONA

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