Consumo di suolo: Roma Capitale perde oltre 30mila ettari

Roma - Stazione di Ponte Galeria

Presentata in Campidoglio ricerca ISPRA e Open Data sul consumo di suolo di Roma Capitale

 

Il consumo di suolo nella città eterna supera i 30mila ettari (23,54%), quasi 3.600 volte l’area del Circo Massimo. È quanto rilevato nel corso del lavoro svolto dai ricercatori di ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e la UO di Statistica, Open Data di Roma Capitale.

Quattro volontari del Servizio Civile, sono stati impegnati dodici mesi e oltre 6mila ore di attività.

Del consumo di suolo pari a 30mila ettari, oltre il 92% non è più recuperabile. Aggredito anche anche il 13% delle aree romane a massima pericolosità idraulica, di cui oltre l’80% non si può più recuperare.

Roma Capitale – Il 20 % del consumo di suolo è relativo alle strade asfaltate

Il consumo di suolo è contraddistinto dal 26% di edifici, il 20% di strade asfaltate e la parte restante da parcheggi, piazzali, campi sportivi e altro.

L’Obiettivo di ISPRA e dell’Ufficio statistiche del Municipio di Roma Capitale è «utilizzare informazioni e condividere dati per definire strategie mirate a promuovere uno sviluppo urbano sostenibile tutelando il territorio e migliorandone la vivibilità».

Infatti, la conoscenza dell’uso e del consumo di suolo è uno dei principali temi per la protezione ambientale, il rischio idrogeologico, i cambiamenti climatici, la protezione civile e la sicurezza, l’assetto urbanistico della Città e non ultima la qualità della vita dei cittadini.

Il tema dello studio sul consumo di suolo, con particolare attenzione alle aree a rischio idraulico, è stato sviluppato con i volontari del Servizio Civile. Il progetto è stato anche inserito nell’attuale Programma Statistico Nazionale con partner ISPRA e ISTAT.

Grazie ad avanzate analisi statistiche, è stata realizzata una cartografia di grande dettaglio – scala 1:2000-1:5000, integrata con i dati di Urban Atlas (2016), di Open street Map e della CTR di Roma – unico esempio a livello nazionale, che costituisce una importante base di valutazione sul tema del consumo di suolo a Roma.

La ricerca si è avvalsa dell’interpretazione di immagini satellitari che hanno reso utilizzabili dati anche a livello di municipio e zona urbanistica.

In linea generale Roma ha perso terreno a favore di edifici (28% delle aree artificiali), strade (21%) e altre aree impermeabilizzate come parcheggi e piazzali (40%). Molte di queste superfici si trovano in zone sensibili, come aree di pericolosità idraulica, o aree vincolate. La maggiore percentuale di territorio impermeabilizzato si trova nei municipi I (74,38%), II (68,42%) e V (63,11%), mentre quella minore ricade nel municipio XIV (12,78%).

Nel territorio di Roma Capitale le aree caratterizzate dalla massima pericolosità idraulica (reticolo principale e secondario, esclusi i canali di bonifica), aree di esondazione con un tempo di ritorno di 50 anni, hanno un’estensione superiore ai 6mila ettari. Nelle aree di massima pericolosità risultano consumati più di 800 ettari, di cui l’82% in maniera irreversibile.

La presenza di canali di bonifica è causa di massima pericolosità idraulica. Questi canali interessano le zone urbanistiche di Ostia, Acilia, Malafede, Infernetto e Ponte Galeria, comprese nei Municipi X e XI.

Queste aree occupano una superficie di quasi 3mila ettari e interessano una popolazione di quasi 58mila abitanti. Il suolo consumato in questo ambiente supera i 700 ettari, con una percentuale di suolo consumato permanente del 90%.

I dati e le cartografie prodotti saranno messi a disposizione sia degli amministratori, sia dei cittadini, in formato aperto sul portale istituzionale di Roma Capitale.

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