lunedì, Luglio 22, 2024

Consumo di suolo, a Roma scatta la protesta. “Basta”

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NO A NUOVO CONSUMO DI SUOLO A ROMA, IL PRATONE DI TORRE SPACCATA DEVE ESSERE PARCO. A CHIEDERLO A GRAN VOCE SONO IL COMITATO LOCALE E IL WWF

Scatta la protesta a Roma per dire No a nuovo consumo di suolo. “Frequentemente politici, amministratori e tecnici hanno espresso risolute dichiarazioni favorevoli al consumo zero di nuovo suolo, in quanto la città è già stata negli ultimi decenni cementificata oltre ogni ragionevole misura. Nella pratica quotidiana invece si continua inesorabilmente a consumare suolo“.

A dirlo sono il Comitato per il Pratone di Torre Spaccata Parco e il WWF Roma e Area Metropolitana.

Pratone di Torre Spaccata a Roma

Consumo di suolo, a Roma previsti 600mila nuovi metri cubi

Per quel che riguarda il cosiddetto “Pratone di Torre Spaccata”, ad esempio, il PRG 2003-2008 prevede costruzioni per ben 600mila metri cubi su 18,5 di Superficie Utile Lorda. Le associazioni hanno anche realizzato un video per spiegare la situazione.

Si tratta un angolo di agro romano, che oggi conta 58 ettari di verde. L’area è compresa tra i quartieri di Torre Spaccata, Cinecittà Est e il Lamaro. Custodisce storia e biodiversità, nonostante negli anni abbia vissuto momenti di degrado a causa dell’abbandono di rifiuti. Censite oltre 200 specie vegetali e 60 specie animali nella zona. Tra queste anche alcune protette, come il falco pellegrino (Falco peregrinus) e la luscengola (Chalcides chalcides).

“All’interno del Pratone – spiegano le associazioni – sono state rinvenute e documentate emergenze archeologiche di grande rilievo, portate alla luce dalla Sovrintendenza Capitolina tra il 2000 e il 2005, documentate in un grande tomo edito nel 2008 e curato da Patrizia Gioia e Rita Volpe che condussero gli scavi.

Purtroppo, tali evidenze non sono valse ai fini dell’apposizione del vincolo sull’area, nonostante le richieste avanzate in questo senso negli anni da associazioni e cittadini”.

L’area vista dall’alto

In Italia il 2021 è stato l’anno che ha consumato più suolo

Per l’Italia il 2021 è stato l’annus horribilis del consumo di suolo. Con una media di 19 ettari al giorno, infatti, si è verificato in quell’anno il valore più alto del decennio; con una velocità che va oltre i 2 metri quadrati al secondo.

Nel 2021 le nuove coperture hanno sfiorato i 70 km quadrati in un solo anno. Secondo i dati dell’ISPRA, “il cemento ricopre ormai 21.500 km2 di suolo nazionale, dei quali 5.400, un territorio grande quanto la Liguria, riguardano i soli edifici che rappresentano il 25% dell’intero suolo consumato”.

Il “basta cemento” delle associazioni

Roma Capitale consuma suolo per 100 ettari l’anno

Roma Capitale, secondo quanto riportano le associazioni, arriva ad impermeabilizzare circa 100 ettari l’anno, “senza essere in grado di garantire ai cittadini il rispetto della quota verde di 9 mq/abitante, standard minimo stabilito per legge, generando un pesante impatto sociale”.

Il Comitato per il Pratone di Torre Spaccata Parco, con il suo presidente Stefano Becchetti, dal 2019 chiede all’amministrazione capitolina di tutelare l’area dal nuovo processo di urbanizzazione. Raccolte 2700 firme in una petizione online sul sito istituzionale del Comune di Roma (tutte autenticate con SPID) e ben 11mila per una delibera di iniziativa popolare per l’assemblea capitolina.

“Il WWF sostiene totalmente l’iniziativa del Comitato per il Pratone di Torre Spaccata Parco – ha dichiarato il presidente di WWF Roma e Area Metropolitana Raniero Maggini nella convinzione che il futuro dell’area non possa prescindere dal suo valore e dal valore che ha per i cittadini della Capitale. Storia e Natura sono i punti di forza della Città Eterna ed è insensato immaginare di soffocarli nel cemento”.

Numero verde ONA

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