Consiglio Europeo Ambiente: conclusioni

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In attesa della COP25, il meeting delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, a Santiago del Cile, dal 2 al 13 dicembre 2019 e dell’8° Programma d’Azione per l’Ambiente e l’Economia circolare, i ministri dell’Ambiente del Consiglio Europeo hanno sottoscritto alcune risoluzioni che definiscono la posizione dell’UE.

Il vertice ONU sull’azione per il clima della scorsa settimana ha contribuito ad attirare l’attenzione del mondo politico e dell’opinione pubblica sulla questione dei cambiamenti climatici.

«Il clima non aspetta – è scritto in una nota della presidenza finlandese alla guida del Consiglio Europeo -. È urgente ridurre le emissioni di gas serra. Oggi abbiamo dedicato la maggior parte del Consiglio Ambiente ai cambiamenti climatici. A giugno, i capi di Stato e di governo dell’UE ci hanno chiesto di portare avanti i lavori per garantire una transizione verso un’UE neutrale dal punto di vista climatico».

La riunione è servita preparare il terreno affinché tutti gli Stati membri sostengano una transizione economica, giusta e socialmente equilibrata.

Alcune delle priorità dell’UE per i prossimi negoziati a Santiago sono:

_ completare gli orientamenti per l’attuazione del meccanismo di cooperazione volontaria dell’accordo di Parigi (articolo 6)

_ concludere il secondo riesame del meccanismo internazionale di Varsavia per le perdite e i danni

_ portare a termine il riesame del programma di lavoro di Lima sulle questioni di genere

_ proseguire i lavori tecnici per quanto riguarda le disposizioni del quadro di riferimento rafforzato per la trasparenza.

«Come presidenza – ha detto Krista Mikkonen, ministro dell’Ambiente e del clima della Finlandia –, sosteniamo fermamente l’obiettivo di finalizzare la strategia dell’UE per la neutralità climatica entro il 2050, entro la fine di quest’anno. L’UE è determinata a continuare a mostrare la propria leadership».

Nel pomeriggio il Consiglio Europeo ha adottato conclusioni globali che mirano ad accelerare la transizione verso un’economia circolare. I ministri dell’Ambiente hanno concordato all’unanimità che sono necessari ulteriori ambiziosi sforzi per stimolare una transizione sistemica verso una società sostenibile.

«Il consumo eccessivo, il riscaldamento globale e la perdita di biodiversità sono aspetti diversi dello stesso problema. L’economia circolare fornisce soluzioni. Un approccio alla catena del valore e il pensiero del ciclo di vita possono aiutarci a ridisegnare le nostre economie con l’obiettivo di passare a una società neutrale dal punto di vista climatico ed equa».

Il Consiglio ha espresso profonda preoccupazione per il crescente impatto dei cambiamenti climatici sul deterioramento della biodiversità globale, così come sulle risorse idriche e sugli ecosistemi del pianeta. Ribadisce l’importanza di intensificare l’azione globale per il clima e sottolinea che l’UE continua a ottenere risultati soddisfacenti nel disaccoppiamento della crescita economica dalle emissioni: dal 1990 al 2017 l’economia dell’UE è cresciuta del 58%, mentre le emissioni totali di Gas ad Effetto Serra (GES) sono diminuite del 22%.

Il Consiglio, quindi, attende con interesse di sapere come l’UE vuole conseguire la neutralità climatica e invita, inoltre, le altre parti dell’accordo di Parigi a presentare le loro strategie entro il 2020, in linea con gli obiettivi di lungo termine del COP21.

Nelle sue conclusioni il Consiglio ha posto l’accento su cambiamenti climatici, inquinamento, perdita di biodiversità; mentre la domanda sempre più incalzante di risorse naturali sta mettendo a repentaglio il benessere e le prospettive delle generazioni presenti e future. Insiste sull’impellente necessità di costruire un’Europa verde, equa, sociale e a impatto climatico zero. Sottolinea la necessità di adottare ulteriori misure per proteggere e ripristinare la biodiversità e di inserire nell’8º Programma d’Azione per l’Ambiente (PAA) obiettivi ambiziosi in materia di biodiversità.

La legislazione dell’UE recentemente adottata contribuisce ad affrontare la questione dei rifiuti marini derivanti dalla plastica, migliora la gestione delle sostanze chimiche e aumenta il riciclaggio dei materiali. Nelle sue conclusioni il Consiglio fa notare che servono ulteriori sforzi ambiziosi per stimolare una transizione sistemica verso una società sostenibile. L’economia circolare è un importante fattore propulsivo per ridurre le emissioni di gas a effetto serra, rispettare i limiti del nostro pianeta e conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

Il Consiglio, infine, invita ad agire per promuovere la circolarità a livello sistemico in tutta la catena del valore, anche dal punto di vista dei consumatori, in settori chiave come quello alimentare, tessile, dei trasporti, dell’edilizia e della demolizione.

 

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