lunedì, Luglio 22, 2024

Condannato a morte l’orso Sonny: è giustizia sommaria in Trentino

Ultime News

IN TRENTINO, CONDANNATO A MORTE L’ORSO M90, AFFETTUOSAMENTE SOPRANNOMINATO “SONNY”. L’EPISODIO HA SUSCITATO UN VESPAIO DI POLEMICHE SOPRATTUTTO FRA GLI ATTIVISTI E COLORO CHE SI BATTONO PER LA PROTEZIONE DEGLI ANIMALI. AD EMETTERE LA “SENTENZA” – IN TEMPI VELOCISSIMI -, IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO, MAURIZIO FUGATTI

L’uccisione di Sonny, poche ore dopo il decreto firmato questa mattina, martedì 6 febbraio 2024, dal presidente della PAT, Maurizio Fugatti, ed eseguita dal personale del Corpo Forestale, solleva dubbi irrisolti e pone l’accento su questioni più ampie che riguardano la coesistenza tra l’uomo e la fauna selvatica.

L’Organizzazione Internazionale Protezione Animali, OIPA, ha fatto appello fino all’ultimo, per tutelare la vita e la libertà del giovane plantigrado. Tuttavia, ogni sforzo è stato vano di fronte alla decisione delle autorità locali.

Condannato a morte! Perchè?

La condanna a morte dell’orso M90 è emblematica della complessità delle relazioni tra gli animali selvatici e le comunità umane. Nato libero nei boschi del Trentino (Sonny aveva solo 3 anni) a segnare il suo destino, una serie di controversie e dispute politiche di ogni sorta. 

Ma perché arrivare a tanto?

Le ragioni dietro la sentenza di morte sono tuttora oggetto di dibattiti e contestazioni.

Diversi gli avvistamenti dell’orso nei pressi di zone abitate.

Secondo quanto riportato sul sito della Provincia dedicato al monitoraggio dei grandi carnivori, M90 avrebbe solamente danneggiato una recinzione agricola e un cassonetto dell’organico nella Val di Sol (Provincia Autonoma di Trento).

Tuttavia, le autorità hanno deciso di condannarlo a morte. Come mai?

Il “casus belli” sarebbe il presunto inseguimento di una coppia di escursionisti lungo una strada forestale sopra l’abitato di Ortisè. Cittadina del Comune di Mezzana.

Insomma, una questione di sicurezza pubblica.

Paradossalmente, ancora oggi in questo territorio si deve completare la distribuzione dei cassonetti anti-orso.

Dubbi e perplessità: Sonny condannato ingiustamente

Gli attivisti di Oipa e i sostenitori della conservazione della fauna selvatica sollevano, tuttavia, dubbi sulle motivazioni e sulle circostanze della sua uccisione e si preparano a fare luce sulla vicenda.

Secondo gli animalisti, la nota rilasciata dalle autorità della Provincia del Trentino è scarna e poco esaustiva.

Essa manca infatti di informazioni fondamentali sul modo in cui il Corpo Forestale ha eseguito la condanna.

Non chiarisce se l’uccisione dell’orso M90 sia avvenuta attraverso l’uso di armi da fuoco o con l’intervento di un veterinario.

«L’orso Sonny è stato condannato a morte alla velocità della luce, senza neanche avere il tempo di fare le opportune verifiche.

Ci dicono che l’orso ha inseguito una coppia di fidanzati ma non spiegano tutti i dettagli né fanno nomi, non si sa neanche di chi si stia parlando e che attendibilità possa avere tutto questo.

Il racconto dell’inseguimento andrebbe fatto agli italiani direttamente dalla voce dei diretti interessati cioè gli inseguiti, magari mettendoci anche la faccia. Perché tutto questo mistero?

Stesso destino per l’orsa F36, condannata a morte con l’accusa di aver inseguito due cacciatori rimasti nell’anonimato. Non si capisce perché tutta questa segretezza su questi inseguiti e inseguimenti! Chi sono le persone che dichiarano di essere state inseguite dall’orso? Avranno un nome, avranno una voce per raccontare l’accaduto agli italiani. E com’è possibile che un orso identificato per la prima volta a settembre 2023 e radiocollarato a ottobre 2023, sia accusato di aver inseguito qualcuno e condannato a morte già a gennaio 2024?».

Condannati a morte: una strage di orsi

L’orso M90 non era solo un animale selvatico, ma una creatura che ha suscitato empatia e interesse in molte persone. La sua storia è un simbolo delle sfide e delle tensioni che sorgono quando gli habitat naturali degli animali entrano in conflitto con le comunità umane.

Come denunciato dagli animalisti, Sonny non è l’unico “condannato a morte” in Trentino.

Dopo la cattura di Jj4, l’orsa Gaia e le proteste contro la sua uccisione, tutti gli altri orsi finiti nel mirino della Regione non sono più stati catturati. Li hanno trovati direttamente morti. 

Pensiamo ad esempio ad Amir, l’orso M62, a Fiona l’orsa F36 e a Johnny l’orso Mj5. Animali che dovevano essere catturati ma che sono stati ritrovati morti.

«Il finale in Trentino ormai è sempre lo stesso: una strage di orsi! In tutta questa storia l’unica cosa chiara è l’intenzione del Trentino di uccidere gli orsi. La vita degli orsi del Trentino non riguarda solo Fugatti, bensì riguarda tutti gli italiani», concludono gli attivisti. 

L’OIPA chiede chiarezza sulla vicenda: condannato a morte in tempi velocissimi

In un momento in cui la perdita della biodiversità e il cambiamento climatico minacciano la stabilità degli ecosistemi in tutto il mondo, la protezione degli animali selvatici assume una grande importanza.

«Una politica miope e nemica degli animali quella della PAT(Provincia Autonoma di Trento, ndr), che non tutela la biodiversità», commentano in una nota gli attivisti dell’OIPA. «Abbiamo sperato fino allultimo in un ripensamento, in considerazione della speciale protezione di cui gode la specie anche a livello europeo e nel rispetto dellarticolo 9 della Costituzione che tutela la biodiversità, ma il presidente Fugatti è stato sordo anche alle istanze dellopinione pubblica che vorrebbe un Trentino amico degli animali».

Nelle prossime ore, l’Organizzazione Internazionale Protezione Animali presenterà una richiesta di accesso agli atti volta a garantire trasparenza e responsabilità nelle azioni delle autorità locali. Ma la battaglia per la tutela degli orsi non si ferma qui. 

OIPA ha deciso di prendere parte attiva all’esame delle proposte di legge volte a modificare il Codice Penale, il Codice di Procedura Penale e altre disposizioni riguardanti i reati contro gli animali. In particolare, ha partecipato all’audizione odierna in Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, portando avanti la sua missione di difesa e tutela degli animali in ogni sede istituzionale possibile.

Per l’occasione, l’associazione ha espresso il suo pieno sostegno alla proposta di legge n.30/22, promossa da Michela Vittoria Brambilla. Legge che mira a rivedere e integrare la normativa vigente in materia di tutela degli animali, al fine di armonizzarla con il nuovo articolo 9 della Costituzione. 

Principali punti su cui lavorare

Ecco alcuni dei principali punti delle osservazioni portate in audizione e dettagliatamente illustrate in un documento firmato da Alessandro Piacenza, responsabile Fauna Selvatica e da Claudia Taccani, avvocato responsabile dell’Ufficio Legale dell’Oipa, consegnato alla Commissione:

  • Inasprimento delle sanzioni per i delitti riguardanti gli animali, in linea con una richiesta persistente della popolazione italiana. Questo garantirebbe una maggiore tutela agli animali e agirebbe come deterrente contro tali atti; 
  • Estensione della confisca o dell’affido degli animali (anche in caso di prescrizione), in caso di condanna penale del proprietario; 
  • Spese di mantenimento e custodia degli animali a carico dell’imputato o, in caso di insolvenza, del Comune durante il sequestro o la confisca;
  • Previsione della colpa nell’uccisione e maltrattamento, considerando casi in cui il maltrattamento è stato causato anche da negligenza 
  • Introduzione delle circostanze aggravanti, come nel caso della diffusione di descrizioni o immagini dei fatti tramite strumenti informatici o telematici, che potrebbero aumentare il rischio di emulazione, soprattutto tra i giovani.

Altri punti degni di nota

  • Inserimento dell’art. 260 bis nel C.p.p. di una disposizione che permetta l’affido definitivo alle associazioni di animali coinvolti in reati contro di essi. Questa disposizione sarebbe valida anche nei casi di tentativo di reato. 
  • Eliminazione del limite “con riguardo agli animali da affezione” per la competenza delle guardie ecozoofile. Oipa è favorevole all’eliminazione di questo limite, che riduce la competenza delle guardie ecozoofile solo agli animali da affezione. Tale disposizione porterebbe a una maggiore chiarezza e uniformità nelle interpretazioni della definizione di “animali daffezione”, evitando ambiguità nei luoghi in cui operano le guardie.

«Sono più le ordinanze di abbattimento che gli incontri pubblici sul tema organizzati dalla Provincia», chiosa il WWF, avallando proposte che possano davvero migliorare la coesistenza uomo-orso. come, per esempio, l’utilizzo del “bear spray”, che ridurrebbe drasticamente il rischio di attacchi nel caso di incontri ravvicinati con i plantigradi.

In piazza per gli orsi 

Intanto, l’Associazione Antispecista ha organizzato un evento imperdibile, fissato per il giorno 10 febbraio alle ore 14 in Piazza Dante a Trento. Un’occasione unica per tutti coloro che desiderano esprimere solidarietà e sostegno agli orsi e promuovere la convivenza pacifica tra uomo e fauna selvatica.

Numero verde ONA

spot_img
spot_img
spot_img

Consulenza gratuita

    Articoli simili