sabato, Settembre 18, 2021

Come differenziare le bottiglie di plastica?

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In Italia si producono circa 8 miliardi di unità di bottiglie di plastica all’anno. Il nostro Paese è un grande consumatore di bottiglie di plastica per bevande. Per questo motivo la corretta raccolta differenziata delle bottiglie di plastica e il successivo riciclo bottiglie plastica è particolarmente importante.

In questa utile guida scopriamo tutto quello che c’è da sapere su come differenziare le bottiglie di plastica correttamente, come riciclare le bottiglie di plastica e come dare il nostro contributo per il riciclo del PET.

Dove si buttano le bottiglie di plastica?

Le bottiglie di plastica sono contrassegnate dalla sigla PET. Il materiale con il quale vengono prodotte le bottiglie per le bevande, che comunemente chiamiamo plastica, è infatti il PET. Si tratta di polietilene tereftalato: una materia sintetica appartenente alla famiglia dei poliesteri. Il poliestere è un tipo di plastica realizzata con petrolio, gas naturale o materie prime vegetali.

Dove buttare le bottiglie di plastica? Come tutti i materiali di plastica il PET deve essere conferito nella raccolta differenziata nel bidone giallo della plastica, dopo utilizzo bottiglie di plastica.

Come si differenziano le bottiglie di plastica vuote?

Come riciclare bottiglie di plastica e come differenziare le bottiglie di plastica vuote? Per differenziare correttamente le bottiglie in plastica vuote bisogna seguire dei piccoli accorgimenti.

  • Sciacquate accuratamente le bottiglie se contengono altro liquido che non sia acqua.
  • Schiacciare bottiglie in senso longitudinale.
  • Dopo avere schiacciato le bottiglie chiudetele con il tappo.
  • Raccogliete le bottiglie in PET in un sacco della plastica a parte.
  • Assicuratevi di aver letto accuratamente il regolamento del vostro comune in merito alla raccolta bottiglie di plastica differenziata.

Come schiacciare bottiglie plastica?

Cosa fare con bottiglie di plastica vuote? Per fare una raccolta differenziata corretta e per favorire il riciclo bottiglia di plastica è bene schiacciare le bottiglie in modo longitudinale. Cosa significa? Le bottiglie di plastica vuote non devono essere schiacciate riducendone la lunghezza. Bisogna dunque schiacciarle in lungo in modo da farle diventare il più piatte possibile. Non bisogna schiacciarle in modo da farle diventare più corte.

Schiacciando in questo modo le bottiglie vuote si aiuta il processo di riciclo delle bottiglie e della plastica.

Una volta che si schiaccia bottiglie di plastica, si può reinserire il tappo in modo che, una volta chiuse, rimanga meno aria all’interno. Con il tappo avvitato le bottiglie manterranno la forma e la dimensione che avete creato schiacciandole.

I macchinari per il riciclo provvedono poi a separare il tappo dalla bottiglia. Tappo e bottiglia sono infatti prodotti con polimeri differenti. Raccoglierle in un sacco a parte rispetto ad altri materiali di plastica aiuta il processo di riciclo e recupero bottiglie di plastica.

Perché è importante differenziare correttamente le bottiglie di plastica?

Differenziare correttamente le bottiglie di plastica vuote è molto importante. In Italia si calcola che l’80% della plastica immessa sul mercato viene differenziata. Solo il 40% di essa viene però riciclata. Il nostro contributo nel favorire e rendere più efficienti i processi di riciclo di bottiglie di plastica è essenziale.

La plastica è un materiale usatissimo a partire dagli anni 80, in virtù delle sue caratteristiche. Leggera, resistente a muffe e batteri, economica e gradevole esteticamente. La plastica impiega però un tempo molto lungo a biodegradarsi. Molta della plastica che produciamo e che non viene riciclata finisce nei nostri mari causando gravi danni all’ambiente (leggi tutto sull’inquinamento marino da plastica). Bottiglie di plastica tossiche sono per l’ambiente.

Alternative alle bottiglie di plastica

Fare una corretta raccolta differenziata delle bottiglie plastica vuote è essenziale. Ancora di più lo è impegnarsi a ridurre al minimo il consumo di plastica. L’Unione Europea si è prefissata come obiettivo quello di rendere la plastica riciclata al 100% entro il 2030 e di diminuire allo stesso tempo il consumo di plastica.

Quali sono le alternative alle bottiglie di plastica? Le alternative all’acquisto di bevande confezionate in bottiglie di plastica sono numerose. Le casse d’acqua confezionate in bottiglie di vetro sono un’ottima alternativa alla plastica. In molti comuni ci sono distributori di latte e di acqua che permettono di rifornisi autonomamente di bevande alla spina, usando sempre lo stesso contenitore. Il PET ha la tendenza a deteriorarsi se esposto a fonti di calore e a rilasciare particelle nocive. Le bottiglie di acqua di vetro sono quindi un’ottima alternativa non solo per l’ambiente, ma anche per la nostra salute.

Per quanto riguarda l’acquisto di acqua imbottigliata si consiglia di informarsi in modo adeguato sull’acqua potabile che raggiunge i nostri rubinetti attraverso gli acquedotti pubblici.

Acqua in bottiglia o acqua del rubinetto?

Le ragioni che ci spingono a comprare acqua imbottigliata possono essere molteplici. Alcuni di noi la acquistano perché ne preferiscono il sapore. In questo caso è altamente consigliato provare un depuratore di acqua potabile. Ce ne sono di diversi tipi. Alcuni si applicano direttamente al rubinetto. Filtrano l’acqua grazie a speciali filtri in carbone che la depurano di tutte le sostanze che ne alterano il sapore. Questi filtri non possono rendere potabile un’acqua che non lo è!

Nel caso in cui compriate l’acqua in bottiglia perché avete un pozzo domestico la cui acqua non è potabile, non basta infatti applicare un depuratore al rubinetto. Il consiglio è quello di analizzare l’acqua del pozzo periodicamente in modo da accertarsi che non sia bevibile o che continui ad essere potabile!

Molti di noi acquistano acqua in bottiglia perché la considerano più salutare, meno calcarea, meno ricca di sodio e, in altre parole, più adatta alle proprie esigenze di salute. Non sempre però l’acqua del rubinetto che giunge a noi attraverso gli acquedotti pubblici ha delle caratteristiche peggiori di quella che acquistiamo. Anzi.

L’acqua del rubinetto fa male?

In uno studio dell’IRSA, Istituto di Ricerca Sulle Acque deputato al controllo della qualità dell’acqua, l’Italia si posiziona ad un ottimo quinto posto in Europa per la qualità dell’acqua di acquedotto. L’elevata qualità media della nostra acqua è dovuta all’origine sotterranea dell’85% delle nostre fonti. L’acqua dei nostri acquedotti è rigorosamente controllata da parte delle Asl. L’acqua di acquedotto e le acque minerali sono regolate da normative differenti. Per questo motivo alcune acque in commercio contengono elementi (come ad esempio arsenico, manganese o solfati) in quantità superiori rispetto ai parametri ammessi per l’acqua del rubinetto.

Le fibre di amianto contenute nell’acqua al momento non vengono considerate dannose per la salute secondo l’affermazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, si batte per la rimozione dell’amianto in tutte le sue forme e usi. A seconda della regione di appartenenza potrete informarvi sulla presenza di amianto negli acquedotti pubblici.

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