venerdì, Agosto 12, 2022

Coltivare verdure in casa, sistemi sperimentati da ENEA

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L’AGRICOLTURA CASALINGA È SEMPRE PIÙ PRATICATA DAGLI ITALIANI. BASTA UN TERRAZZO, UN BALCONE E IL POLLICE VERDE PER ALIMENTARSI CON LE VERDURE COLTIVATE NELLA PROPRIA CASA

L’orto in casa, una moda o una necessità? Sempre più persone oggi coltivano verdure sul proprio balcone, sia per hobby sia per risparmiare.

Ma anche per avere la certezza di sapere cosa si porta in tavola. Negli ultimi tempi, la passione per gli orti casalinghi è in forte crescita.

E chi non dispone di un ampio terrazzo ripiega sul balcone, creando piccoli box e serre.

Ortaggi, piante e fiori trovano, dunque, spazio in tanti appartamenti cittadini, muniti di fioriere, terriccio e concime per ogni varietà.

Molto importante è l’esposizione: da preferire terrazzi e balconi esposti a sud, in modo da assicurare alle piante la luce necessaria.

I più temerari amanti del verde, inoltre, creano orti anche nelle pareti domestiche, scegliendo i davanzali come base per riporre i vasi.

Come creare un piccolo orto in casa

Coltivare verdure in casa è possibile anche grazie a un nuovo sistema semplice, sostenibile, low-cost e senza uso di pesticidi.

Il sistema prevede illuminazione di precisione, ventilazione mirata e uso minimo d’acqua.

È quanto stanno sperimentando i ricercatori ENEA, impegnati in attività del settore della coltivazione non convenzionale presso i laboratori della Divisione Biotecnologie e Agroindustria.

Il punto di forza del dispositivo è un semplice scaffale mobile di dimensioni adatte ad alloggiare la piante da coltivare e costituito da un sistema di illuminazione.

È stato sviluppato da BECAR Srl, azienda del gruppo Beghelli leader nel settore, in collaborazione con ENEA, nell’ambito del progetto PON ISAAC.

È basato su LED che forniscono luce alle piante nello spettro utile alla fotosintesi e con intensità adeguate a far crescere le piante sane.

Come funziona il dispositivo

Il sistema di illuminazione di ultima generazione è abbinato alla ventilazione mirata ai fabbisogni delle piante e all’utilizzo di substrati convenzionali (terreno, terriccio, compost).

Ciò permette di compiere in ambienti domestici un ciclo completo di produzione di verdure. I primi esperimenti hanno riguardato un ciclo completo di Zafferano e si stanno conducendo ora prove anche per Lattuga e Pomodoro.

«Il sistema è un vero e proprio downgrade del Microcosmo, il primo simulatore di campo hi-tech destinato alla ricerca scientifica mai realizzato in Italia per la coltivazione di piante al chiuso e in ambienti estremi brevettato da ENEA e FOS S.p.A. e commercializzato dalla start-up Piano Green», spiega Luigi d’Aquino, ricercatore ENEA del Laboratorio Bioprodotti e Bioprocessi.

«Questo dispositivo  – aggiunge – è più semplice ed economico da gestire, consente di coltivare al chiuso anche in ambienti domestici con buone rese produttive, consentendo anche al singolo cittadino di diventare produttore senza dover necessariamente avere particolari competenze o sostenere costi proibitivi».

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