“Climate strike” parola dell’anno 2019

Due dizionari hanno riconosciuto «la frequenza e l’impatto e i modi in cui l’uso di “climate strike” e “climate emergency” stanno cambiando il modo in cui la società pensa al clima»

 

Il 29 novembre è stato il giorno del quarto “climate strike”, lo sciopero globale del clima di “Fridays For Future”.

La data del 29 novembre è stata scelta, dopo quelle del 15 marzo, 24 maggio e della settimana dal 20 al 27 settembre scorso, per rispondere al Black Friday, considerato il simbolo del consumismo insostenibile e dello sfruttamento fuori controllo delle risorse.

Milioni di ragazzi, soprattutto, hanno manifestato in tutto il mondo, a pochi giorni dalla Cop25 di Madrid. Infatti, da lunedì 2 dicembre fino a venerdì 13 dicembre prossimo, 197 Paesi – compresa l’Unione Europea – si confronteranno sul tema dei cambiamenti climatici, all’interno della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (United Nations Framework Convention on Climate Change – UNFCCC)

«Il #SystemChange sta accadendo, che è una grande notizia! L’attivismo funziona! Continua a fare quello che stai facendo, perché sta facendo pressione sui leader affinché agiscano per fermare la crisi climatica!», pubblica in una nota il movimento di Greta Thunberg.

La giovane attivista svedese non ha potuto partecipare di persona al “climate strike”, perché in navigazione sull’Atlantico. Sta rientrando in Europa, per essere presente al COP25 di Madrid, a bordo della barca a vela “La Vagabonde”, con una famiglia australiana e uno skipper britannico.

«Noi abbiamo davanti ai nostri occhi prove sempre più evidenti della crisi climatica e di degrado ambientale – continua la nota -, come gli incendi che hanno devastato vaste aree dell’Australia e gran parte del Sud della Terra; le inondazioni a Venezia e in altre città italiane e i livelli di inquinamento di aria paralizzante a Nuova Delhi».

Un documento dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale delle Nazioni Unite, del 25 novembre scorso, avverte che “i livelli di gas serra che intrappolano il calore nell’atmosfera hanno raggiunto un altro nuovo record. Questa continua tendenza a lungo termine significa che le generazioni future dovranno affrontare impatti sempre più gravi dei cambiamenti climatici, tra cui temperature in aumento, condizioni meteorologiche estreme, stress idrico, innalzamento del livello del mare e perturbazioni degli ecosistemi marini e terrestri”.

I livelli di gas serra, nel 2018, sono stati tutti al di sopra della media dell’ultimo decennio, mostrando che l’azione sull’emergenza climatica fino ad oggi non ha alcun effetto sull’atmosfera, sottolinea “Fridays For Future”.

Nonostante la forte gravità della situazione, gran parte del mondo continua a fare finta di nulla e alcuni leader negano persino la scienza che dimostra i legami tra i disastri naturali in corso e i cambiamenti climatici.

Pertanto «continuiamo a manifestare ogni venerdì in migliaia di città in tutto il mondo e invitiamo tutti a unirsi a noi, come venerdì 29 novembre, per il nostro quarto Global Strike (sciopero globale), per mostrare ai leader mondiali che abbiamo bisogno della loro attenzione» e di altri interventi politici.

Alcune parole stanno aumentando, in maniera drammatica, il senso di urgenza intorno alla questione climatica.

Nelle ultime settimane Collins Dictionary ha definito il termine “climate strike”, “sciopero per il clima” come la parola dell’anno; seguito dall’Oxford Dictionaries che ha dichiarato “climate emergency”, “emergenza climatica” termine dell’anno 2019.

I due termini sono cresciuti con il movimento del clima e i due dizionari ne hanno riconosciuto «la frequenza e l’impatto e i modi in cui il loro uso sta cambiando il modo in cui la società pensa al clima».

Oxford Dictionaries ha definito il termine “emergenza climatica” come “una situazione in cui è richiesta un’azione urgente per ridurre o arrestare i cambiamenti climatici ed evitare danni ambientali potenzialmente irreversibili derivanti da esso”.

E ha osservato una “maggiore immediatezza” nel modo in cui parliamo del clima rispetto a più termini tradizionali.

 

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