martedì, Marzo 5, 2024

CleanAlp: rifiuti, mezzo chilo ogni chilometro di montagna

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SULLE ALPI OGNI CHILOMETRO, MEZZO CHILOGRAMMO DI RIFIUTI. SI TRATTA DEL RISULTATO DI “CLENALP”, LA PRIMA RICERCA SULL’INQUINAMENTO DA PLASTICA IN MONTAGNA

Si chiama “CleanAlp”, ed è la prima ricerca al mondo che si è occupata di calcolare l’inquinamento da plastica in montagna. Lo studio, condotto dalla Fondazione European Research Institute, ha svelato che ad ogni chilometro di sentiero in montagna corrispondono circa cinquecento grammi di rifiuti. Il conteggio è una media dei dati raccolti lungo 500 km di sentieri ad alta quota, nell’arco di due anni di lavoro.

La Fondazione E.R.I. è una no profit fondata nel 2011, con sede principale a Torino, ma con altre sedi anche in Sardegna, Sicilia e Lazio. L’organizzazione lavora per promuovere la ricerca, la sperimentazione e la comunicazione per l’innovazione in campo scientifico, ambientale e sociale, con l’obiettivo principale di promuovere il rispetto per l’ambiente, il territorio e l’essere vivente.

CleanAlp, plastica e carta ad alta quota

Del circa mezzo chilo di rifiuti rinvenuto in montagna ad alta quota, ogni chilometro di escursione lungo i sentieri alpini, la maggior parte erano plastica e carta.

In tutto sono stati 488,08 i chilometri percorsi dai ricercatori in due anni. La maggioranza dei rifiuti raccolti consistevano in confezioni di cibo e bevande, ma anche mozziconi di sigarette.

E in particolare: i fazzoletti di carta sono stati l’oggetto rinvenuto in modo più ricorrente (1832 fazzoletti, dunque 3.75 ogni km); poi i mozziconi di sigarette (1307 rifiuti, quindi circa 2,67 per ogni km). Le confezioni per alimenti e quindi bottiglie, contenitori per succhi, cioccolatini, caramelle, panini, hanno rappresentato la categoria più trovata. Infatti i ricercatori hanno rinvenuto 2713 rifiuti, pari a 5,55 per km.

Rinvenuta in montagna anche una lattina “d’epoca”

In alta montagna anche “rifiuti d’epoca”

Tutto ciò che gli escursionisti e i frequentatori della montagna si portano dietro durate le passeggiate può quindi essere causa di inquinamento ambientale se non riportato a valle e poi correttamente differenziato.

La varietà degli oggetti trovati è davvero ampia. Oltre ai classici imballaggi, i ricercatori hanno infatti trovato anche biancheria intima, pneumatici, preservativi, assorbenti femminili e persino lattine e confezioni risalenti agli anni ’70; persino cotton fioc, puntine da disegno e sacchetti con deiezioni canine. La stima della quantità di materiali rinvenuti e riconducibili a oltre 40 anni fa, è del 30%.

Inquinamento da plastica in montagna: non solo micro

L’inquinamento da plastica è normalmente associato al mare e alle aree urbane, pochissimo si è indagato invece sulle aree montane e solo limitatamente alle microplastiche. Generalmente si ritiene che le Terre Alte ne siano esenti. Sbagliando” – dicono i ricercatori.

Spiega infatti Iskender Forioso, presidente della Fondazione: “Negli anni abbiamo maturato una grande esperienza su questo tema in vari ambienti, lavorando sul campo dall’Artico al Mediterraneo, dalle spiagge ai fiumi. Ci sembra quindi importante completare lo studio coprendo anche i luoghi in cui inizia il ciclo dell’acqua, ovvero le montagne“.

Il progetto CleanAlp ha operato attraverso la “citizen science”, che significa “scienza partecipata”. Si tratta cioè di un’attività di ricerca scientifica a cui possono collaborare tutti, ovviamente sotto la guida dei ricercatori e seguendo un preciso protocollo.

Alla realizzazione del progetto, finanziato da The North Face Explore Fund attraverso EOCA-European Outdoor Conservation Association, hanno contribuito anche le Aree Protette delle Alpi Marittime Parco Naturale Alpi Marittime, il Parco del Monviso, il Parco Naturale Mont Avic e l’AGRAP – Associazione Gestori Rifugi alpini del Piemonte.

Alcuni rifiuti ritrovati

CleanAlp: ricerca soltanto in alta montagna

Per mantenere il massimo rigore nelle analisi dei dati, le uniche aree naturali prese in considerazione dalla ricerca sono state quelle di alta quota. Tra i luoghi esaminati, infatti, ci sono i sentieri di tutto l’arco alpino nord-occidentale italiano. Quarantasei i sentieri percorsi e 26 le vallate percorse: dal Parco Nazionale della Valgrande – al confine tra Piemonte, Lombardia e Svizzera – alla Val Tanaro, al confine tra Piemonte, Liguria e Francia. Il totale dei rifiuti raccolti ammonta a 203,815 kg, con una media di 0,4286 kg a km.

L’escursione più “pulita” è stata quella sul Sentiero dei Fiori in Valle Stura (Cuneo): 0,265 kg su 14.82 km. Il Monte Barone in Val Sessera (Biella) si è aggiudicato invece la maglia nera per il carico maggiore di rifiuti rinvenuti, con 20,695 kg in 14,1 km.

CleanAlp

Alpi: natura ma anche sviluppo per l’Europa

CleanAlp ha raccolto fondamentali indicazioni per correggere i nostri comportamenti e renderli più sostenibili nelle vallate alpine e montane” – ha sottolineato Franco Borgogno, ideatore e coordinatore del progetto.

“Le Alpi sono l’elemento chiave per sviluppo di tutta l’Europa centro meridionale. Da secoli forniscono acqua, materie prime, energia, cibo e questo ha favorito lo sviluppo di tutte quelle aree di pianura e collina in cui, più a valle, si sono sviluppate agricoltura di grandissima qualità, industria, città, in Italia, Francia, Germania, Austria, Svizzera e Slovenia. I mutamenti in corso e l’impatto che abbiamo sulle Alpi sono quindi importanti per tutti noi e dobbiamo assolutamente tenerne conto per tutelare noi stessi e il nostro futuro”.

Ricercatori in montagna per CleanAlp

Prevenzione in quota: più semplice a farsi

I dati raccolti durante la ricerca serviranno ad avere una piena consapevolezza delle dimensioni del problema, ed anche a mettere in atto azioni di prevenzione.

La prevenzione in montagna, è anche piuttosto semplice. “Basta portarsi un sacchetto e riporvi i rifiuti creati e poi buttarlo nell’immondizia – sottolinea Linda Scalco, ecologa impegnata nel progetto -. In altri casi può partire dallo sviluppo della vendita di prodotti sfusi a vantaggio anche del piccolo commercio locale, dalla collaborazione di chi lavora ad alta quota, (pastori, gestori di rifugi ecc.), e dalle stesse aziende che progettano i packaging in modo più efficiente senza rilasciare frammenti alla loro apertura“.

CleanAlp: coinvolte le scuole ed oltre seicento studenti

Il progetto ha coinvolto anche le scuole per attività educative: non solo elementari, ma anche medie e superiori. Gli interventi hanno riguardato attività svolte in classe, abbinate a quelle sul campo, che hanno coinvolto 676 studenti.

Il progetto continuerà nei prossimi mesi divulgando i risultati e aumentando la conoscenza del fenomeno sul territorio. Saranno percorsi anche nuovi sentieri e saranno ripulite dai rifiuti aree naturalisticamente pregiate.

Numero verde ONA

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