domenica, Novembre 27, 2022

“Città spugna” per affrontare la crisi idrica in Italia

Ultime News

COME TRATTENERE L’ACQUA PIOVANA PER PRESERVARE LA RISERVA IDRICA, ABBELLIRE IL PAESAGGIO E FORNIRE UNO SPAZIO VERDE PUBBLICO. UN ESEMPIO DALLE CITTÀ SPUGNA DELLA CINA

La sopravvivenza e lo sviluppo dell’umanità dipendono dall’acqua. L’acqua, da sempre carente in molti Paesi del pianeta, con la crescita della popolazione globale e lo sviluppo economico delle nazioni più sviluppate, è una risorsa sempre più limitata.

Carenza sempre più accentuata dai i cambiamenti climatici, i quali stanno mettendo in crisi i l’approvvigionamento anche nel nostro Paese.

La siccità da un lato e le inondazioni dall’altro stanno mettendo in crisi diverse regioni.

Se sulle Alpi non nevica, il Po e affluenti come il Tagliamento e il Piave sono in secca e le bombe d’acqua cadute nei giorni scorsi sulla Pianura Padana non aiutano i fiumi a rifornirsi.

Ma l’emergenza idrica si espande anche verso il Sud Italia, evidenzia l’Osservatorio Anbi sulle Risorse Idriche.

Tutti i corsi d’acqua maggiori, dalla Campania, al Lazio, alla Puglia, hanno portate al limite della ricezione.

Cosa fare per affrontare questa crisi idrica? Una soluzione l’hanno messa in pratica già da tempo in Cina.

Le “città spugna” della Cina

Nel 2013 il professor Kongjian Yu, dell’Università di Pechino, urbanista e architetto del paesaggio, ha forgiato il concetto di città spugna.

L’obiettivo delle città spugna è di trattenere l’acqua piovana. Un progetto che la Cina ha implementato su scala distrettuale e urbana.

Provvedendo, quindi, a impermeabilizzare strade e marciapiedi e piantando più alberi. Costruendo edifici intelligenti i cui tetti sono coperti di erba.  Si preserva, così, la riserva idrica, ne beneficia il paesaggio e si fornisce uno spazio verde pubblico.

Prendendo ispirazione dalle strategie internazionali di gestione integrata delle acque urbane (IUWM), compresi i sistemi di drenaggio sostenibile (SuDS) visti nel Regno Unito o gli sviluppi a basso impatto (LID) negli Stati Uniti, le città spugna di Yu mirano a controllare le inondazioni urbane, l’inquinamento idrico e a riciclare l’acqua piovana.

Scientificamente parlando, le città spugna devono essere:

  • Adattabili all’ambiente
  • Sistematiche e complete
  • Rispettose dell’ambiente

«Ora più che mai – ha affermato il professor Kongjian Yu – di fronte al cambiamento climatico globale e alle tecnologie industriali distruttive, dobbiamo ripensare il modo in cui costruiamo le nostre città, il modo in cui trattiamo l’acqua e la natura, e persino il modo in cui definiamo la civiltà. Le Sponge Cities sono ispirate all’antica saggezza dell’agricoltura e della gestione dell’acqua che usano strumenti semplici per trasformare la superficie globale su vasta scala in modo sostenibile». (Fonte Euronews)

Tra le città spugna che il governo cinese ha scelto come pilota figurano Wuhan, Chongqing e Xiamen, a ciascuna delle quali ha assegnato un importo pari a circa 55milioni di euro per l’attuazione del progetto.

In copertina, Tianjin Wetland Park, Cina (Foto Turenscape)

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Numero verde ONA

spot_img
spot_img
spot_img

Consulenza gratuita

    Articoli simili