sabato, Giugno 25, 2022

Ciclovie, lo sviluppo sostenibile e mobilità a impatto zero

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Il seminario, promosso da Acquedotto Pugliese (AQP), Regione Puglia, Università di Bari, Libera Università del Mediterraneo (LUM) e Ordine Commercialisti ed Esperti Contabili, con il patrocinio di Federturismo Confindustria e Legambiente, è in programma lunedì 4 marzo, alle 17,30, presso il foyer del Teatro Petruzzelli di Bari.

Se ne parla nel corso del convegno dal titolo “I sistemi turistico-culturali integrati: la via dell’acqua”. Argomenti di approfondimento sono i percorsi turistici e culturali, tra prassi innovative e opportunità di sviluppo inedite.

Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese
Un tratto della Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese

Un focus particolare sarà dedicato alla Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, itinerario d’eccellenza tra quelli rivolti al turismo alternativo, che privilegia la cosiddetta “mobilità dolce” e valorizza alcune tra le aree più interessanti, dal punto di vista paesaggistico e culturale, del meridione.

Oggi, il tratto della Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, fruibile, si estende per 15 km lungo la strada di servizio del Canale Principale, dal nodo idrico di Figazzano (Cisternino) sino a Pineta Ulmo (Ceglie Messapica).

Il tracciato attraversa il cuore della Valle d’Itria; uno degli angoli più caratteristici della Puglia, tra ambienti unici e suggestivi contraddistinti da macchia mediterranea e dai trulli.

Il percorso è il secondo ciclabile su acquedotto in Europa

è parte dell’Itinerario ciclabile nazionale n. 11 (ciclovia degli Appennini) della rete Bicitalia.

La Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese misura oltre 500 chilometri; attraversa tre regioni, Campania, Puglia e Basilicata e allaccia alcuni tra i luoghi più belli e poco noti del Sud Italia: l’Alta Irpinia, il Vulture Melfese, l’Alta Murgia, la Valle d’Itria, l’Arneo e l’entroterra salentino.

il percorso escursionistico e cicloturistico prende il nome dalle due condotte storiche dell’acquedotto, sulle quali si snoda il tracciato in terra di Puglia.

Si pedala lungo il Canale Principale – che comincia a Caposele, nella provincia campana di Avellino e si conclude a Villa Castelli, in provincia di Brindisi – e lungo il Grande Sifone Leccese, che da Villa Castelli arriva invece sino a Santa Maria di Leuca, in provincia di Lecce.

L’itinerario è percorso da due condotti storici: il primo, nel 1915, fece arrivare l’acqua a Bari; il secondo è celebrato da una cascata monumentale realizzata nel 1939 e ristrutturata di recente.

Inserita dalla legge di Stabilità 2016 tra le prime quattro infrastrutture ciclabili di interesse strategico nazionale, la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese è stata ammessa a finanziamento nell’agosto del 2018 dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con i ministeri per i Beni e le attività culturali e per le Politiche agricole.

Al convegno porteranno il loro saluto il presidente Michele Emiliano, il rettore della LUM, Emanuele Degennaro, il rettore dell’Università di Bari, Antonio Uricchio e il presidente di AQP, Simeone di Cagno Abbrescia.

Sono previste le relazioni di Vito Roberto Santamato, direttore del corso di laurea in Progettazione e Management dei Sistemi turistici e culturali presso l’Università “Aldo Moro” di Bari, Elbano de Nuccio, docente di Contabilità e Bilancio presso il Dipartimento di Economia della Libera Università del Mediterraneo “Jean Monnet”, Irene Di Tria, dirigente Sezione mobilità sostenibile e Vigilanza del traposto pubblico locale della Regione Puglia.

Seguirà una tavola rotonda con Loredana Capone, assessore regionale al Turismo, Marina Lalli, vicepresidente di Federturismo Confindustria, Massimo Salomone, coordinatore Gruppo tecnico Turismo Confindustria, Francesco Tarantini, presidente Legambiente Puglia. Le conclusioni saranno affidate all’assessore regionale alla Mobilità e alle Opere pubbliche, Giovanni Giannini.

La partecipazione al convegno darà diritto a crediti formativi per gli iscritti all’ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.

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