lunedì, Agosto 8, 2022

Chlorpyrifos, uso e contraddizioni nel MEC

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Il Chlorpyrifos (chiamato anche Clorpirifos o CPS), è uno dei prodotti per la protezione delle colture più studiati al mondo, in grado di uccidere gli insetti sulla coltivazione di frutta e verdura.

Il Chlorpyrifos, antiparassitario, classificato come biocida

Può essere utilizzato per usi non agricoli come le disinfestazioni urbane e il giardinaggio, con gravi rischi per la salute.

Il Chlorpyrifos può essere utilizzato anche per usi non agricoli come le disinfestazioni urbane, di interni e il giardinaggio

In agricoltura, il suo utilizzo è regolamentato dal PAN (Piano di Azione Nazionale sull’uso sostenibile dei pesticidi), ma la stessa sostanza chimica può essere utilizzata per usi non agricoli (disinfestazioni urbane, giardinaggio).

Poiché in questo caso il Chlorpyrifos viene classificato come “biocida”, esso sfugge alle regole del PAN.

Paese che vai, legge che trovi…

Chlorpyrifos è stato approvato a livello UE dal 2006 ma le decisioni di autorizzare i prodotti con il principio attivo e il loro utilizzo sono a carico degli Stati membri.

Otto stati membri del MEC, il Mercato Comune Europeo, hanno vietato o non hanno mai autorizzato l’uso di prodotti Chlorpyrifos: Danimarca, Finlandia, Germania, Irlanda, Lettonia, Lituania, Slovenia e Svezia.

Il Regno Unito l’ha utilizzato solo nel 2016. Chlorpyrifos non è autorizzato in Norvegia, né in Islanda, il governo svizzero ha deciso di revocare le autorizzazioni per dodici prodotti di Chlorpyrifos, mentre in Italia non sono previsti limiti al suo utilizzo, come dimostra il caso della contaminazione dei plessi scolastici di cui parleremo a breve.

Una contraddizione

Poiché le merci all’interno dell’UE si muovono liberamente attraverso i confini nazionali, i consumatori potrebbero trovare frutta e verdura trattate con Chlorpyrifos anche se tale trattamento non è mai stato permesso nel Paese.

In che misura l’uso di Chlorpyrifos è pericoloso?

Per il WWF i pesticidi, classificati come prodotti fitosanitari o come biocidi sono comunque sempre pericolosi per la salute umana e per l’ambiente e vanno vietati nelle aree frequentate da soggetti vulnerabili come i bambini.

Il pericolo maggiore legato alla sua esposizione riguarda i suoi effetti neurotossici, che hanno pesanti ripercussioni per la salute: dalla depressione all’insonnia, passando per la perdita di memoria.

Il pericolo a scuola

A causa della contaminazione da Chlorpyrifos metile rinvenuto su pareti, soffitti e banchi, ben undici plessi degli istituti I.O. “Giulio Cesare” e I.C. “Cencelli” (probabilmente causato da una disinfestazione), del Comune di Sabaudia sono state chiuse.

La decisione è stata presa a seguito delle analisi condotte lo scorso settembre dall’Arpa Lazio all’interno dei locali degli istituti scolastici.

Inizialmente, i valori registrati a settembre erano prossimi allo zero e venivano definiti “in progressiva diminuzione”.

Ma gli ultimi riscontri hanno evidenziato il perdurare della presenza del pesticida, ciò a dimostrazione che non esiste un limite massimo di concentrazione. I plessi furono dunque chiusi e le lezioni spostate in altri luoghi.

Adesso gli istituti dovranno procedere con appositi interventi di lavaggio: carteggio, tinteggiatura delle pareti interne e applicazione a soffitti e pavimenti di una soluzione e di una pulizia a base di bicarbonato di sodio, seguita poi da un’altra, mediante alcol denaturato, per banchi e suppellettili, per un importo pari a 367mila euro.

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