venerdì, Luglio 19, 2024

Centenario dell’agricoltura biodinamica: una celebrazione di pace e sostenibilità

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QUEST’ANNO, SI CELEBRA IL CENTENARIO DELL’ “AGRICOLTURA BIODINAMICA”. IN OCCASIONE DI QUESTO SIGNIFICATIVO EVENTO, LA COMUNITÀ GLOBALE DEL BIOLOGICO SI È RIUNITA AL POLO DIDATTICO DI ROMA PER DISCUTERE E PROMUOVERE PRATICHE AGRICOLE CHE RISPETTINO E RIGENERINO LA TERRA. PARTICOLARE ATTENZIONE È STATA DATA ALTRESÌ AL RUOLO FONDAMENTALE DEGLI ANIMALI UTILIZZATI PER QUESTO METODO DI COLTIVAZIONE. AL CENTRO DELLE CELEBRAZIONI, LA PRESENTAZIONE DEL MANIFESTO “TERRA NON GUERRA”

Centenario dell’ “Agricoltura Biodinamica”: un secolo di coltivazione etica e sostenibile celebrato a Roma 

A Roma, dal 17 al 19 maggio si è tenuto il 38° Convegno Internazionale della Biodinamica. Parliamo di un metodo di coltivazione che integra pratiche agricole tradizionali con principi spirituali ed ecologici, con una particolare attenzione alla sostenibilità e alla biodiversità. Questo approccio è basato sugli insegnamenti di Rudolf Steiner, un filosofo austriaco che ha presentato le sue idee in una serie di conferenze nel 1924. 

I principi fondamentali dell’agricoltura biodinamica

Visione “olistica” dell’azienda agricola: questa è vista cioè come un’entità autonoma e autosufficiente, in cui ogni elemento del sistema agricolo (suolo, piante, animali e persone) è interconnesso e deve essere in equilibrio per garantire la salute complessiva dell’azienda;

Cura del suolo: prevede l’utilizzo di compost e preparati biodinamici specifici per migliorare la qualità del terreno e la vitalità delle colture. Questi, spesso a base di erbe medicinali e minerali, sono applicati in piccole quantità per stimolare i processi biologici. Esempi includono il “Preparato 500” detto anche “cornoletame” che, si crede, migliori la struttura del suolo e stimoli l’attività microbiologica;

Rotazioni delle colture: sono pianificate attentamente per mantenere la fertilità del suolo e ridurre la pressione delle malattie e dei parassiti. Questo aiuta a prevenire l’esaurimento del suolo e promuove la biodiversità;

Biodiversità: è incoraggiata sia attraverso la varietà delle colture sia con l’inclusione di animali nell’azienda. Gli animali forniscono letame che viene compostato e utilizzato per arricchire il suolo, creando un ciclo chiuso di nutrienti;

Influenze cosmiche: l’agricoltura biodinamica tiene conto dei cicli lunari e planetari. Ritiene infatti che le forze cosmiche abbiano un’influenza sulle piante e sul suolo. I calendari biodinamici sono utilizzati per programmare le semine, i trapianti e le raccolte in momenti considerati ottimali. 

Ma passiamo ai benefici della tecnica.

Benefici dell’agricoltura biodinamica

Sostenibilità ambientale: l’approccio biodinamico promuove pratiche che migliorano la salute del suolo e riducono l’uso di input chimici;

Qualità nutrizionale: i sostenitori dell’agricoltura biodinamica affermano che i prodotti coltivati con questo metodo hanno un contenuto nutrizionale superiore e un miglior sapore;

Benessere degli animali: sono allevati in condizioni che rispettano il loro benessere naturale, con accesso all’aria aperta e alimentazione basata su foraggi coltivati nell’azienda stessa;

Resilienza dell’ecosistema: l’integrazione di piante, animali e pratiche di gestione del suolo contribuisce a creare ecosistemi agricoli più resilienti ai cambiamenti climatici e alle malattie.

Fatte queste premesse, torniamo all’argomento del convegno.

Il “Manifesto Terra non guerra” del centenario

In occasione del centenario, è stato presentato il “Manifesto Terra non guerra”.

Parliamo di un documento emblematico per una nuova era di agroecologia, sottoscritto da numerosi esponenti internazionali del settore biologico.

L’ incontro ha rappresentato un momento nevralgico per riflettere su un sistema agroalimentare attualmente sotto pressione economica e bellica. I dati più recenti evidenziano infatti una diminuzione preoccupante del numero di aziende agricole: tra il 2010 e il 2020, il numero di queste è calato del 30%, con molte piccole aziende assorbite da grandi latifondi industriali. 

Con uno sguardo rivolto al 2027, anno in cui l’Italia si prefigge di raggiungere il 25% di suolo agricolo coltivato a biologico secondo il Piano Strategico Nazionale (PAC/PSP), il manifesto sottolinea dunque l’importanza di un’agricoltura in armonia con la natura.

All’indomani delle recenti revisioni della Pac 2023/27 da parte del Consiglio Europeo, l‘Associazione per l’Agricoltura Biodinamica evidenzia le sfide e le opportunità che ci attendono, ribadendo l’urgenza di un impegno collettivo verso un futuro più sostenibile.

Ma cos’è il PAC e cosa prevede?

Politica Agricola Comune (PAC) 2023/27

La Politica Agricola Comune (PAC) 2023/27 è un quadro di politiche dell’Unione Europea progettato per sostenere il settore agricolo e promuovere uno sviluppo rurale sostenibile. Mira a rendere l’agricoltura europea più resiliente, competitiva e sostenibile, contribuendo in modo significativo al Green Deal europeo, cioè il piano dell’UE per rendere l’Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050.

I principali obiettivi della PAC 2023/27 includono:

Promuovere pratiche agricole che proteggono e migliorano la qualità del suolo, dell’acqua e dell’aria, preservano la biodiversità e riducono le emissioni di gas serra;

Sostenibilità: gli agricoltori sono incentivati ad adottare metodi di produzione sostenibili e a partecipare a programmi agroecologici, come l’agricoltura biologica e biodinamica, che riducono l’uso di pesticidi e fertilizzanti chimici e promuovono la biodiversità;

Supporto al reddito agricolo: la PAC fornisce sostegni finanziari agli agricoltori per garantire un reddito stabile e per compensare i costi delle pratiche agricole ecocompatibili;

Innovazione e competitività: investimenti in ricerca e innovazione aiutano gli agricoltori a migliorare la produttività in modo sostenibile, adottando nuove tecnologie e pratiche agricole avanzate;

Sviluppo rurale: la PAC sostiene anche lo sviluppo delle aree rurali, così da migliorare la qualità della vita e promuovere la diversificazione economica per ridurre l’isolamento economico e sociale delle comunità rurali.

Dubbi e perplessità 

Carlo Triarico, presidente nazionale di ASAB (Associazione per l’Agricoltura Biodinamica), ha espresso preoccupazioni riguardo alla recente revisione della Politica Agricola Comune (PAC) 2023/27. «È timida dal punto di vista sociale, perché non offre le giuste risposte alle richieste avanzate dalla “protesta dei trattori”. E rischiosa dal punto di vista ambientale, perché prevede una riduzione di tutti i presidi ambientali senza sanare davvero i problemi degli agricoltori».

La nuova PAC infatti non incentiva sufficientemente i consumatori ad acquistare prodotti di qualità, un tema centrale nel convegno di Roma che ha visto la partecipazione di ricercatori, agricoltori e divulgatori di rilievo internazionale come Jean-Michel Florin, consigliere della Biodynamic Federation, e Nadia El-Hage Scialabba, ecologa ed ex-dirigente della FAO.

Triarico ha anche evidenziato l’importanza del nostro Paese nel settore biodinamico, affermando che «lItalia è il primo esportatore europeo di prodotti biodinamici». Conta «circa 4.500 aziende agricole con una superficie media di 30 ettari che non fanno uso di pesticidi né sostanze chimiche di sintesi, nelle quali terreno, piante, animali, uomini e ambiente mirano allautosufficienza».

Questo è il «modello produttivo sul quale scommettiamo per uscire da un momento in cui l’agricoltura non remunera più il lavoro, i costi produttivi diventano insostenibili e chiudono decine di migliaia di aziende agricole italiane», ha concluso il presidente. 

Passiamo adesso a un altro importante tema discusso in occasione della celebrazione.

Il ruolo degli animali nella biodinamica

Uno dei punti chiave del convegno è stato il ruolo fondamentale degli animali nella nuova agroecologia. Gli animali non sono solo essenziali per la fertilità del suolo e la rotazione delle colture, ma rappresentano anche una sfida etica nel contesto degli allevamenti intensivi.

Il presidente di ASAB, ha sottolineato che «gli animali negli allevamenti intensivi pongono il problema non più rimandabile della sofferenza animale e delle patologie umane. In agricoltura biodinamica alleviamo animali in un organismo agricolo vivente, nel quale le vacche hanno un minimo di 5mila mq a testa. Gli animali mangiano il foraggio aziendale, sono vietate le mutilazioni e la stabulazione fissa, i piccoli devono stare con la madre».

«Fare biodinamica significa rivedere in toto l’intero rapporto che l’uomo ha con gli animali e, di conseguenza, generare una nuova forma di economia, circolare e solidale»

Questo approccio olistico non solo tutela la salute degli animali ma promuove anche un modello agricolo sostenibile e rispettoso dell’ambiente, in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo.

In questo contesto, la presentazione del “Manifesto Terra non guerra” non è solo un simbolo di speranza ma un piano d’azione concreto per affrontare le sfide attuali dell’agricoltura e per promuovere un futuro più verde e pacifico.

Numero verde ONA

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