mercoledì, Maggio 29, 2024

Canguri fossili: alla scoperta delle gigantesche creature dimenticate

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NEL PANORAMA DELLA FAUNA PREISTORICA AUSTRALIANA, LA STORIA DIE CANGURI GIGANTI È DA SEMPRE AVVOLTA NEL MISTERO. DI RECENTE, GLI SCIENZIATI DELLA FLINDERS UNIVESITY DI ADELAIDE (AUSTRALIA) HANNO SVELATO L’ENIGMA, IDENTIFICANDO TRE NUOVE SPECIE DI MEGAFAUNA ESTINTA: I PROTEMNODON VIATOR, I PROTEMNODON MAMKURRA E I PROTEMDNODON DAWSONAE, VISSUTI DA 5 MILIONI A 40MILA ANNI FA

Giganti scomparsi: il mistero dei canguri fossili

I canguri giganti, noti come Protemnodon, esercitano da sempre fascino e curiosità.

Il Protemnodon viator, una delle specie appena scoperte, emerge come una creatura imponente, con un peso che poteva raggiungere i 170 kg, il doppio dei canguri rossi attuali. Ciò solleva domande sulle dimensioni, l’aspetto fisico e il comportamento di queste formidabili creature.

In passato, si credeva che la maggior parte dei Protemnodon si muovesse su tutte e quattro le zampe ma nuove evidenze indicano che alcuni di loro potevano adottare un movimento simile a quello del quokka (piccolo marsupiale macropodide delle dimensioni di un grosso gatto domestico) o del potoroo (marsupiale dell’Australia sud-orientale), alternando tra salti a quattro zampe e movimenti su due zampe.

Oltre al Protemnodon viator, gli scienziati hanno identificato altre due specie di canguri giganti, ciascuna con le proprie caratteristiche fisiche e comportamentali uniche.

Isaac Kerr, il paleontologo principale coinvolto nello studio, ha sottolineato che questa classificazione delle specie aprirà le porte a ulteriori ricerche sulla storia e sull’evoluzione dei canguri giganti. Ma scopriamo i dettagli di questo studio internazionale.

Rivelazioni da scansioni 3D e ricerche internazionali

Nelle profondità dei musei di tutto il mondo, tra reperti antichi e fossili polverosi, i ricercatori hanno intrapreso un’avventura straordinaria. Armati di fotocamere e scanner 3D, hanno esplorato quattordici musei in Australia, Regno Unito, Stati Uniti e Papua Nuova Guinea, catturando immagini dettagliate di novecento esemplari di canguri giganti.

Questo viaggio nei meandri del passato ha rivelato un panorama sorprendente di variazioni tra le specie di Protemnodon, dagli agili salti ai movimenti più insoliti, che rimangono un mistero fino ad oggi. Isaac Kerr, un tempo dottorando alla Flinders University, ha osservato con stupore tali variazioni, definendole “molto insolite”.

Ma le sorprese non finiscono qui. Le differenze riscontrate potrebbero essere strettamente legate agli adattamenti agli ambienti estremamente diversi in cui queste maestose creature abitavano, dalle aride pianure dell’Australia centrale alle foreste montane della Tasmania e della Papua Nuova Guinea.

Infine, Kerr ha sottolineato un fatto affascinante: nonostante i canguri siano spesso considerati l’emblema nazionale dell’Australia, la loro storia si intreccia strettamente con quella della Nuova Guinea. La scoperta, infatti, sottolinea il legame profondo tra questi animali e le terre che un tempo chiamavano “casa”, rivelando un capitolo intrigante nella storia naturale di entrambe le nazioni.

« Oggi la Nuova Guinea ha tre specie di echidna gigante che mangiano vermi», spiega Kerr.

Estinzione dei giganti: il mistero dei canguri scomparsi

Il destino dei canguri giganti rimane avvolto nel mistero, mentre le domande sull’estinzione di queste maestose creature continuano a sfidare la comprensione umana. Secondo Isaac Kerr, la mancanza di una spiegazione chiara lascia spazio a ipotesi suggestive. Kerr sospetta che il rapido cambiamento ambientale, innescato dall’azione umana, potrebbe aver contribuito alla loro scomparsa.

Il paleontologo Gilbert Price, non coinvolto nello studio, ha aggiunto un altro strato di complessità al dibattito. Sottolineando la limitata documentazione fossile dell’Australia, Price ha evidenziato le sfide nel comprendere appieno il passato preistorico del continente. Mentre il mondo può vantare spettacolari reperti fossili, l’Australia ha una storia più frammentaria, con pochi fossili completi. Questo rende la ricostruzione dell’ecosistema del passato un’impresa impegnativa.

Inoltre, Price ha chiarito un punto interessante: l’Australia moderna può sembrare un Paese abitato da creature insolite, ma i suoi abitanti preistorici erano ancora più strani. Questo confronto evidenzia la ricchezza e la diversità della storia naturale del continente e offre uno sguardo affascinante su un tempo lontano, quando i giganti vagavano per le terre australiane.

Passato e presente: il fascino dei canguri australiani

Mentre i canguri giganti del passato continuano a suscitare domande senza risposta, è impossibile ignorare i canguri attualmente presenti in Australia, creature affascinanti e iconiche del continente. Questi marsupiali, noti per la loro abilità nell’attraversare le vaste distese dell’outback (entroterra australiano), offrono uno spettacolo unico nel mondo animale.

I canguri, con la loro capacità di spiccare salti incredibili e di adattarsi a una varietà di habitat, sono un simbolo dell’ecologia unica dell’Australia. Sono suddivisi in diverse specie, tra cui il canguro rosso (Osphranter rufus), il canguro grigio orientale (Macropus giganteus) e il wallaroo. Mentre il canguro rosso è il più grande di tutti, il wallaroo è noto per le sue dimensioni intermedie e il canguro grigio orientale per la sua elegante grigia pelliccia.

Oltre alle loro impressionanti abilità fisiche, i canguri presentano anche un interessante comportamento sociale. Vivono in gruppi chiamati “mob”, in cui le femmine dominano la struttura sociale.

I “Mike Tyson” australiani

Quanto ai maschi, sono noti per le loro abilità nel pugilato, un comportamento distintivo e affascinante attraverso cui cercano di esercitare il loro dominio nei confronti dei rivali, durante il corteggiamento.

Chiamato “boxing” o “pugilato dei canguri“, coinvolge principalmente i maschi adulti, che utilizzano le zampe inferiori per supportarsi e le zampe superiori per colpire l’avversario.

Durante “gli incontri di pugilato”, i canguri dimostrano un’eccezionale coordinazione e agilità, utilizzando colpi precisi e rapidi per mettere in difficoltà il rivale. Spesso i combattimenti sono accompagnati da esibizioni di forza, con i contendenti che cercano di spaventare l’avversario con posture minacciose e vocalizzazioni aggressive.

Nonostante la spettacolarità di questi incontri, il pugilato dei canguri raramente porta a ferite gravi o mortali. Invece, funge da mezzo per risolvere le dispute e stabilire la gerarchia all’interno del gruppo.

Insomma, maestosi e iconici, i canguri attuali rappresentano solo una parte della ricca storia naturale dell’Australia. La loro presenza continua a catturare l’immaginazione e ad alimentare la curiosità sulle meraviglie della fauna australiana, mantenendo viva l’eredità dei loro antenati giganti.

Fonti

Kerr, Isaac. “Rappresentazione artistica della specie estinta appena descritta Protemnodon viator e del suo parente Protemnodon anak” Flinders University, 2024.

Price, Gilbert. Intervista condotta da [Nome del giornalista], The Guardian, 2024.

Numero verde ONA

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