mercoledì, Agosto 10, 2022

Piccoli Comuni e Cammini d’Italia: viaggio tra la cultura

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I Piccoli Comuni e i Cammini d’I­talia 

La relazione tra i piccoli comuni e i Cammini d’I­talia, individuati nel 2016 dal ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, si può osservare solo attraverso il viaggio.
Esplorare i Cammini d’Italia per osservare veri e propri cantieri di diversità culturale e territoriale e scoprire le denominazioni d’origine protette e le indicazioni geografiche protette.
Il viaggio inizia attraverso una serie di itinerari in cui si configurano percorsi che si intrecciano tra tradizioni, natura e bellezza, economia a misura d’uomo e agroalimentare.

Cosa osservare nei piccoli comuni e nei Cammini d’Italia

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Il Cammino di Via Francigena

Gli scenari offerti dai Cammini d’Italia sono davvero vasti e diversi. Attraversano Parchi nazionali e regionali, fiumi, boschi e foreste, paesaggi agrari, costeggiano laghi e zone umide. Raggiungono borghi, pievi, abbazie, santuari, monasteri, fortezze e castelli.
Troviamo itinerari regionali come il Sentiero Liguria e il Viaggio nella Storia d’Abruzzo. Il primo, da Luni a Ventimiglia, attraverso la Liguria lungo la costa, salendo per alcuni tratti sui pendii delle montagne. Il secondo ci conduce nella regione forte e gentile attraverso cinque diversi itinerari. Attraversa oltre quaranta comuni in provincia de L’Aquila e di Pescara.
Tutto incrociando siti archeologici, chiese ricche di bellezza, paesaggi mozzafiato e luoghi di elevato interesse naturalistico. O la Magna Via Francigena, che divide in due la Sicilia in un percorso che collega Palermo ad Agrigento.

Alcuni tra i Cammini più famosi

Altri cammini invece attraversano il Bel Paese partendo fuori dai confini nazionali, come la Via Francigena, che arriva fino a Roma e ha inizio dal Valico di San Bernardo – in Italia al confine con la Svizzera –. Incontra 145 comuni in un percorso lungo oltre 1000 km, fino alla maestosa Basilica di San Pietro a Roma.

Il cammino di Via Francigena

Quello della Via Francigena è un cammino di bellezza, storia e spiritualità.Il tragitto originario, svolto dall’Arcivescovo Sigerico alla fine del X secolo. Parte da Canterbury e giunge fino Roma. Il cammino rappresentava una penitenza fisica e simbolica che il pellegrino doveva scontare nei confronti di Dio. Nel Medioevo, le strade consolari romane erano percorse da migliaia di persone. Queste, volevano raggiungere la tomba di San Pietro oppure i porti d’imbarco verso la Terra Santa in Puglia

Intorno al IX secolo d.C. molti pellegrini provenivano soprattutto dalle terre dei Franchi, proprio per questo motivo nacque la denominazione di strada Francigena. In passato, venivano usate anche le vie che conducevano ai porti pugliesi, utili per raggiungere il Sacro Sepolcro a Gerusalemme. Percorrere la Via Francigena è un’esperienza di crescita spirituale unica ad altissima valenza culturale.

Il Cammino la Rotta dei Due mari

Polignano a Mare, terra natia di Domenico Modugno
Polignano a Mare, terra natia di Domenico Modugno

Il cammino attraversa gli ulivi secolari della campagna pugliese. Gode della rarità e bellezza del mare che affaccia ad oriente, partendo dalla terra natia di Domenico Modugno: Polignano a Mare. Questa, famosa per la sua splendida posizione a picco sul mare, la vede protagonista di una delle più spettacolari manifestazioni sportive di tuffi. Il viandante avrà occasione di conoscere alcuni dei paesi più suggestivi della regione. Castellana Grotte, Alberobello, Locorotondo, Martina Franca, Crispiano, regalano emozioni uniche.

L’itinerario si snoda lungo sentieri affiancati da muretti a secco, lungo la ciclovia dell’Acquedotto Pugliese.  Attraversa il Parco Naturale delle Pianelle, la più grande riserva naturale dell’area, fino a raggiungere il mare di Taranto con la sua storia millenaria e il suo unico affaccio sullo Ionio.

Il Cammino Minerario di Santa Barbara

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Il Cammino Minerario di Santa Barbara

Il Cammino di Santa Barbara si sviluppa ad anello in Sardegna. Vede come partenza e arrivo la città di Iglesias. Il percorso è lungo ben 386 km ed è diviso in 24 tappe.

Il cammino raggiunge i 900 m di altitudine (Monti Marganai) con molti dislivelli, pochi dei quali sono impegnativi. Il percorso è composto prevalentemente da sentieri, mulattiere e strade sterrate.

I luoghi religiosi e cammini spirituali

Tanti anche i cammini religiosi: ad esempio la Via di Francesco che ripercorre i principali luoghi e santuari della vita del Patrono d’Italia o quello di San Tommaso.

Perché iniziare questo particolare viaggio?

È un programma di analisi e racconto dell’economia, del patrimonio storico culturale e ambientale dei territori italiani.
Avviato nel 2016 con Piccoli comuni e produzioni tipiche, il progetto è stato realizzato insieme a Coldiretti.

L’associazione di agricoltori ha evidenziato come il 92% dei prodotti DOP e IGP e il 79% dei vini italiani più pregiati hanno a che vedere con i piccoli comuni.

Con questo anche l’Atlante dell’Appennino, prima sistematizzazione delle valenze ambientali, culturali ed economiche del più grande sistema montuoso del Mediterraneo.

Promuovere il turismo e l’arte dei piccoli comuni

I Cammini sono una occasione di promozione turistica e culturale, di sviluppo locale per le città d’arte di medie e grandi dimensioni. Ma, soprattutto, lo sono per quelle realtà territoriali capaci di cogliere le opportunità della legge sui Piccoli Comuni (la n.158 del 6 ottobre 2017, meglio conosciuta come legge Realacci).

Questa legge prevede misure e strumenti per rafforzare i servizi territoriali – a partire dal digitale e dai presìdi sanitari come l’emergenza Covid-19 ha evidenziato –. Promuove, in particolare, le produzioni artigianali ed enogastronomiche e il recupero, la riqualificazione e la messa in sicurezza dei centri storici.

Quindi, una serie di condizioni fondamentali per organizzare adeguatamente ospitalità, ristorazione e servizi. E rispondere, così, a una nuova domanda turistica destinata a crescere anche in conseguenza dell’epidemia da Covid-19. (Come evidenziato dall’alto numero di presenze registrato nei piccoli comuni e nelle aree montane in questi primi fine settimana dopo la fine del lockdown).

Territori cui oggi si guarda con occhi nuovi per la loro salubrità, per la qualità dei paesaggi, per il distanziamento fisico come condizione connaturata dei luoghi e non costrittiva. Ma anche per la loro piccola dimensione e per la loro prossimità. Come dimostra anche il dibattito che si è aperto sui possibili processi di dispersione abitativa dalle grandi aree urbane verso borghi e piccoli comuni.

Il ruolo economico e culturale dei Cammini e comuni d’Italia

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Il cammino di San Tommaso

I Cammini d’Italia rafforzano anche il ruolo e il presidio dei piccoli comuni, di istituzioni e comunità locali capaci di mantenere e rafforzare i primati internazionali che può vantare il nostro Paese. Come quello che, secondo la classifica stilata nel 2019 da The Spectator index, vede la cultura italiana come la più influente al mondo.

«Cogliere le potenzialità dei Cammini d’Italia in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando – dichiara Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola significa rafforzare il ruolo e il presidio dei piccoli comuni, di istituzioni e comunità locali. Tradizioni, cultura, bellezza, coesione, innovazione e creatività sono le chiavi di un’economia più a misura d’uomo sulla quale il Manifesto di Assisi  ci invita a scommettere per affrontare le sfide del nostro tem­po».

Scommettere sui piccoli comuni

Una visione ben chiara nelle parole di saluto della cam­pagna “Voler bene all’Italia” di Legambiente dell’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. «Scommettere sui piccoli comuni – disse Ciampi – investire su que­sti luoghi da parte di giovani imprenditori, grazie allo sviluppo dell’informatica e delle nuove tecnologie, può diventare una grande avventura da cogliere».

I piccoli comuni, i territori e le comunità sono una straordinaria opportunità per l’Italia. Sono l’esempio di un’economia più a misura d’uomo che punta sull’intreccio fra tradizione e innovazione, fra vecchi e nuovi saperi. Possiamo far ripartire il turismo e l’economia e possiamo competere in un mondo globalizzato se innoviamo senza indebolire la nostra identità, se l’Italia fa l’Italia”.

«L’Italia deve rimettersi “in cammino”. Tutta l’Italia – dichiara Guido Castelli, presidente della Fondazione IFEL deve ritrovare la strada della crescita e dello sviluppo.  È vitale farlo soprattutto nei territori interni e nei piccoli Comuni. Il turismo è il loro settore di punta».

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