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Cambiamenti climatici: gli effetti e adattamento consapevole

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Il clima sta cambiando? Come sta cambiando? Quali gli effetti globali e quali quelli locali dei cambiamenti climatici? Siamo pronti ad adattarci? Chi sta facendo cosa per adattare i nostri usi e costumi agli effetti del cambiamento? Le risposte queste domande nel corso del convegno: “Cambiamento climatico. Analisi e prospettive per un adattamento consapevole”

Cambiamento climatico. Analisi e prospettive per un adattamento consapevole

Cambiamenti climatici
Il tavolo del convegno

Sabato 7 settembre 2019, alla Sala Convegni Hotel Baia delle Zagare a Mattinata (FG), esperti nazionali si sono confrontati sull’analisi e sulle prospettive per un adattamento consapevole in merito al cambiamento climatico cui stiamo assistendo.

Fenomeni estremi del tempo atmosferico, ondate di “caldo africano”, fenomeni meteorici improvvisi e violenti, inverni caratterizzati da incisive fasi gelide e nevose, le stagioni intermedie estremamente variabili ed eventi idrologici spesso devastanti, destano preoccupazione alla comunità.

Cambiamenti climatici e conseguenze

Le conseguenze dei cambiamenti climatici si fanno sentire anche nel bacino del Mediterraneo. Dove le alluvioni sono sempre più frequenti le aree semiaride tendono a desertificarsi a danno della produzione agricola.

«La scarsità d’acqua è considerata quindi la principale sfida da affrontare per garantire lo sviluppo sostenibile nelle regioni del Sud e dell’Est del Mediterraneo – sostiene Nicola Lamaddalena, direttore Aggiunto – CIHEAM Bari -. Lo stato attuale mostra che, in media, il settore agricolo continua a essere il maggior consumatore di acqua nei Paesi a sud e a est del Mediterraneo con, rispettivamente, l’84% e l’81% del prelievo totale». Clicca qui per leggere l’abstract dell’intervento

Le aree costiere, invece, risentono dell’innalzamento del mare e delle forti mareggiate.

Secondo Giuseppe Mastronuzzi del Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, «le aree costiere delle regioni italiane sono quindi particolarmente esposte ad una serie di fenomeni: sommersione nelle aree di piana costiera a causa del sollevamento eustatico del livello del mare; inondazione da fenomeni parossistici (mareggiate e tsunami; erosione delle coste rocciose e delle spiagge». Clicca qui per leggere l’abstract dell’intervento

A rischio, in particolare, rilevanti aree del Delta del Po, il Tavoliere delle Puglie e la piana di Taranto Metaponto.

«È verosimile che il clima stia cambiando e l’area del “Mare Nostrum”, si mostra particolarmente sensibile insieme a quelle polari, a tali mutamenti – afferma Massimiliano Fazzini, climatologo UNICAM – . Quivi le temperature si innalzano più rapidamente rispetto alla media globale (sino a 2°C nell’ultimo mezzo secolo nel territorio pugliese) e gli indicatori del climatic change evidenziano un processo di riscaldamento rapido e critico per l’ambiente fisico». Clicca qui per leggere l’abstract dell’intervento

Quali le ripercussioni sui Paesi che si affacciano nel Mediterraneo?

Le possibilità dell’Unione Europea: cambiamenti climatici

Che possibilità ha l’Unione Europea di poter valutare l’impatto dei diversi scenari sugli aspetti climatici, sanitari, ambientali, di biodiversità, economici e sociali?  L’UE è in grado di poter proporre un quadro normativo globale?

I lavori di Mattinata comprendono anche la tavola rotonda: “Azioni di contenimento e adattamento agli effetti del cambiamento climatico”.

«Occorrono consapevolezza e azioni progressive e concrete di adattamento ai cambiamenti ambientali – sostiene Salvatore Valletta presidente dell’Ordine dei Geologi della Puglia -. Azioni concrete che non possono prescindere dai piani di adattamento alla scala nazionale e locale, completati da una capillare educazione ambientale e all’autoprotezione della popolazione che inizi già dalla scuola primaria. È fondamentale – conclude Valletta – una piattaforma multilivello di dialogo permanente sull’energia, che consideri indispensabili anche gli aspetti climatici e ambientali, per attuare una transizione energetica».

Clicca qui per leggere l’abstract dell’intervento di Giovanni Coppini e Giorgia Verri

Clicca qui per leggere l’abstract dell’intervento di Silvano Focardi

Numero verde ONA

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