lunedì, Dicembre 5, 2022

Bracconaggio all’interno del Parco Nazionale d’Aspromonte

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A MOLOCHIO, IN PROVINCIA DI REGGIO CALABRIA, SEDICI CACCIATORI DI CINGHIALI SONO STATI SORPRESI A ESERCITARE IL BRACCONAGGIO ALL’INTERNO DEL PARCO NAZIONALE D’ASPROMONTE

I cacciatori erano sì autorizzati a cacciare cinghiali, ma avevano esteso la propria attività anche verso specie protette all’interno del Parco Nazionale d’Aspromonte.

Il monitoraggio effettuato dai militari della Stazione Carabinieri Forestali di Cittanova ha confermato il sospetto che dietro alcune manovre si celassero attività illegali.

I militari hanno identificato i bracconieri in seguito ad articolate indagini, svolte anche con l’ausilio di alcune fototrappole occultate nella vegetazione.

L’impegno dei Forestali nel reprimere il bracconaggio

Una successiva perquisizione domiciliare ha confermato i sospetti sulla reale attività dei soggetti inquisiti. Sono stati, infatti, sequestrati, oltre a 67 fucili da caccia con un ingente quantitativo di munizioni, 4 reti da uccellagione e 6 trappole per ghiri.

I Forestali hanno rinvenuto nei congelatori delle case dei sedici cacciatori 90 esemplari di Ghiro (Glis glis) e 7 Fringuelli (Fringilla coelebs).

Ciò a dimostrazione che gli inquisiti praticavano il bracconaggio in modo reiterato anche verso specie protette.

Inevitabile quindi la denuncia all’Autorità Giudiziaria per tutti i soggetti identificati e il sequestro del materiale probatorio.

L’impegno dei Carabinieri Forestali per la repressione dei reati in ambito venatorio, si avvale anche della collaborazione di cittadini organizzati in associazioni ambientaliste, come il “Gruppo Adorno”.

È la prova che i reati contro l’ambiente, inteso come bene comune, sono sempre più invisi e respinti dalla società civile.

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