mercoledì, Dicembre 1, 2021

Bonifica Fibronit Bari, abbattuto l’ultimo capannone

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L’ultimo capannone del sito della fabbrica ex Fibronit di Bari è stato abbattuto. I lavori di bonifica della dell’intera area, finalizzati a neutralizzare ogni traccia di amianto anche dal sottosuolo, stanno rispettando la road map; la data di conclusione di tutte le operazioni di recupero del posto resta confermata per ottobre 2018. L’appalto di bonifica del Sito inquinato di interesse nazionale Fibronit fu aggiudicato a marzo 2016.

Fibronit: finalmente si da il via alla bonifica

A distanza di un anno esatto dall’abbattimento del primo muro, il sindaco di Bari Antonio Decaro e l’assessore regionale alla Difesa del Suolo Gianni Giannini hanno assistito alla demolizione dell’ultimo fabbricato.

Il sopralluogo del sindaco di Bari Antonio Decaro e l’assessore regionale alla Difesa del Suolo Gianni Giannini, entrambi in camicia, al sito della ex Fibroni.

Anche questo inglobato all’interno di tensostrutture in decompressione, dove le macerie contaminate saranno frantumate e accumulate in un conglomerato cementizio. Tutta l’area, infine, sarà ricoperta da materiale di isolamento impermeabile, colmato poi da terreno, che andrà a creare una serie di collinette artificiali.

L’abbattimento dei muri è avvenuto in tutta sicurezza, dopo l’ok dei tecnici della ASL Bari che hanno eseguito la prova fumi. Tecnici dell’ARPA Puglia e del Comune di Bari hanno eseguito il monitoraggio dell’aria, i cui valori sono stati sempre inferiori ai limiti di rilevabilità dello strumento e della falda.

 Il controllo è stato effettuato sia con campionamenti discreti del controllo dei parametri prestabiliti, sia con il monitoraggio dei parametri della temperatura, della pressione e del livello.

I dati sono trasmessi in continuo per via telematica alla ripartizione Ambiente del Comune di Bari e all’ARPA.

 il sindaco Decaro :

«Non ci sarà più traccia della fabbrica – . “Questa è una vittoria per la città, certamente amara per le centinaia di vite umane spezzate ed è il risultato di un moto popolare che però porta il volto e il nome di una persona, Maria Maugeri, che con il suo impegno e la sua passione civile e politica si è dedicata per anni alle bonifiche ambientali di questa città. Avevo preso un impegno – ha continuato De Caro – con le famiglie delle persone scomparse perché qui lavoravano o abitavano nelle vicinanze e sento di averlo mantenuto. Nei prossimi giorni verrò a piantare un fiore: sarà il primo del Parco della Rinascita che realizzeremo per questo quartiere e per tutta la città».

Addio alla fabbrica della morte

Una tensostruttura in decompressione ricopre il capannone della ex Fibronit, per impedire alle fibre di amianto di diffondersi nell’aria; queste saranno aspirate da potenti motori

La Fibronit,  per 50 anni (1933-1985) ha prodotto manufatti per l’edilizia in amianto (eternit) nel cuore di Bari, tra i quartieri Japigia, Madonnella e Carrassi. E’ stata un grave pericolo per la salute pubblica, uccidendo oltre quattrocento persone tra dipendenti e abitanti.

Nell’ ottobre del 2006 però, è iniziata la rimozione in sicurezza di 1600 tonnellate di amianto abbandonato su tetti, pavimenti e muri dei capannoni. Tali rimanenze, sono poi state trasportate in una discarica specializzata nel settore, in Germania.

Finalmente Un parco urbano sorgerà al posto della fabbrica della morte. Un’area riqualificata, priva di fonti di pericolo, con suoli bonificati, utilizzati a fini pubblici.

«È la dimostrazione che la visione dello sviluppo può essere diversa e finalizzata al miglioramento della qualità della vita e a preservare la salute dei cittadini – ha dichiarato l’assessore Giannini -. A Bari abbiamo deciso che l’amianto si poteva battere e lo abbiamo battuto, sia alla Fibronit che a Torre Quetta, regalando alla città nuovi spazi per tutti».

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