Bologna capitale europea delle scienze del clima e del meteo

Dopo l’Agenzia Italia Meteo e il Data Center del Centro Europeo per le previsioni, Bologna il 17 e il 18 giugno 2019 si conferma una delle capitali europee delle scienze del clima e del meteo

 

Il nostro Paese vede la città di Bologna protagonista di una serie di iniziative di primissimo livello nell’ambito della ricerca scientifica: in particolare le informazioni sul meteo e sul clima del futuro costituiscono un aspetto sempre più rilevante del dibattito pubblico.

La città della Torre degli Asinelli ospita la Prima Conferenza Nazionale sulle Previsioni Meteorologiche e Climatiche.

Bologna è, infatti, sede centrale della neonata Agenzia nazionale per la meteorologia e climatologia (Agenzia Italia Meteo), la prima struttura nazionale che sarà in grado di integrare le informazioni provenienti dai diversi centri regionali e dai principali centri di ricerca italiani.

Pressione media al livello del mare – lunedì 17giugno 2019

Sarà operativo a breve il Data Center del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF) i cui vertici hanno scelto Bologna, tra diverse proposte europee, come sede dell’infrastruttura informatica che rappresenta il cuore delle previsioni meteo-climatiche in Europa.

Infine, proprio pochi giorni fa la città felsinea è stata selezionata dall’Unione Europea per ospitare il nuovo supercomputer dell’EuroHPC Joint Undertaking, l’impresa comune europea a supporto di progetti e infrastrutture per il calcolo ad alte prestazioni.

Il 17 e 18 giugno scienziati ed esperti faranno il punto sullo stato delle conoscenze attuali e sulle prospettive future della ricerca sulla meteorologia e sulla climatologia. La comunità italiana con più di duecento partecipanti, si confronterà su argomenti che vanno dalle previsioni atmosferiche e meteo-marine su tempi brevissimi alle previsioni annuali fino alle scale temporali decennali.

«Qui troveranno casa l’Agenzia Meteo nazionale e il più grande osservatorio per raggi gamma al mondo, con una rete di 118 telescopi per studiare l’Universo violento. Traguardi raggiunti – sottolineano l’assessore regionale alle Politiche ambientali Paola Gazzolo e all’Università e Ricerca Patrizio Bianchigrazie allo straordinario patrimonio infrastrutturale e di sapere della nostra regione e al lavoro di squadra condotto dalle istituzioni assieme al sistema scientifico, universitario e imprenditoriale».

«AISAM, l’Associazione Italiana di Scienze dell’Atmosfera e Meteorologia ha accolto con entusiasmo questa opportunità che offre alla collettività una nuova possibilità di conoscere che cosa si sta facendo per migliorare la nostra capacità di prevedere il tempo e il clima», ha spiegato Dino Zardi, presidente dell’Associazione Italiana di Scienze dell’Atmosfera e della Meteorologia, «non solo grazie al progresso tecnologico, ma anche migliorando il coordinamento e la sinergia fra le diverse componenti della meteorologia – servizi, ricerca, università, imprese, associazioni – ossia facendo sistema».

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