giovedì, Agosto 11, 2022

Black Carbon e gli effetti sulla qualità dell’aria

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Nasce il progetto universitario che mappa il Black Carbon

Black Carbon (carbonio nero) diventa una nuova componente a cui prestare attenzione per verificare la qualità dell’aria delle città. Dà la notizia l’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità. Questa nuova svolta ha motivato un gruppo di studenti universitari a intraprendere una mappatura di questo particolato atmosferico a Modena.

BlackAir: Black Carbon, inquinamento dell'aria e salute a Modena
Il progetto prevede una mappatura del particolato atmosferico di Modena

Il progetto si chiama “BlackAir: Black Carbon, inquinamento dell’aria e salute a Modena“. È finanziato da Unimore (Università di Modena e Reggio Emilia) e dalla Fondazione di Modena. Consisterà nel mappare il particolato atmosferico nella città, in particolare una sua parte altamente cancerogena e climalterante denominata Black Carbon.

Undici studenti del corso “Qualità dell’aria e dinamica degli inquinanti” della laurea magistrale in “Ingegneria Ambientale”, guidati dal professor Alessandro Bigi, si divideranno in due gruppi. A piedi percorreranno due tragitti differenti di circa 5 km nell’area urbana di Modena. Poi valuteranno la variabilità del carbonio nero lungo questi due percorsi rappresentativi delle condizioni di qualità dell’aria in città. Sarà deciso quanto spesso saranno ripetute le misurazioni al giorno e per quanti giorni. Successivamente saranno elaborati i dati, che considereranno anche le variabili meteo o di altri inquinanti presso le centraline ARPAE. La presentazione dei risultati delle ricerche condotte dagli studenti è prevista per dicembre.

Inoltre il progetto «promuove il lavoro di gruppo, che è diventato ancora più importante dopo il lungo periodo di isolamento e la didattica a distanza – afferma il professor Alessandro Bigi- il tutto massimizzando il rigore scientifico delle misure, per poterle utilizzare anche per ricerca».

Gli effetti del Black Carbon sull’ambiente e sulla salute

Alla ricerca collaborano anche gli studiosi del Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze, che seguiranno, invece, i possibili effetti sanitari del Black Carbon.

Infatti l’obiettivo principale del progetto BlackAir non è solo analizzare i livelli e la variabilità di questo inquinante nella zona urbana di Modena, ma anche valutare i suoi possibili effetti sulla salute.

«Il progetto è particolarmente attuale perché permette di valutare le relazioni esistenti tra l’inquinamento atmosferico, la sanità pubblica e l’impatto climatico – osservano la professoressa Annalisa Bargellini, il professor Alessandro Bigi e il dottor Tommaso Filippini di Unimore – e di affrontare a livello locale temi di rilevanza globale, al centro delle discussioni alla conferenza COP26».

Organizzazione Mondiale della Sanità: le nuove linee guida

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha aggiornato le proprie Linee guida sulla qualità dell’aria.

black carbon - linee guida OMS
Le nuove linee guida dell’OMS sui livelli da raggiungere per i sei inquinanti principali: PM2.5, PM10, ozono, biossido di azoto, biossido di zolfo, monossido di carbonio (Fonte del grafico: OMS)

In questa relazione ha fornito le raccomandazioni sui livelli da raggiungere per sei inquinanti principali (PM2.5, PM10, ozono, biossido di azoto, biossido di zolfo, monossido di carbonio). Queste rappresentano un riferimento per la valutazione dell’esposizione della popolazione a livelli di inquinanti che possono causare problemi alla salute. Infatti lo scopo principale è quello di fornire ai decisori una guida nel fissare gli standard e gli obiettivi normativi per la gestione della qualità dell’aria a livello internazionale, nazionale e locale.

Inoltre il documento propone buone pratiche dal punto di vista qualitativo per la gestione di altri tipi di particolato, come particelle ultra fini, quelle derivanti da tempeste di sabbia e di polvere, e, soprattutto, il Black Carbon e il carbonio elementare.

Alcuni di questi inquinanti, come il Black Carbon e l’ozono troposferico, cioè quello che si forma nella troposfera, hanno anche un effetto sul riscaldamento globale. Perciò la loro riduzione porterebbe benefici sia per la salute dei cittadini sia per il clima e l’ambiente.

Infatti l’OMS ribadisce che tutti gli sforzi per migliorare la qualità dell’aria possono contribuire alla mitigazione del cambiamento climatico e viceversa. La riduzione o eliminazione di combustibili fossili e biomasse riduce le emissioni di gas serra. Allo stesso tempo ha un rilevante impatto sulla riduzione di inquinanti dannosi per la salute.

Black Carbon: le buone pratiche proposte dall’OMS

Ma cos’è nello specifico il Black Carbon? Con questo termine si descrive il carbonio misurato per assorbimento della luce. Questo si forma tipicamente attraverso l’estinzione incompleta di combustibili fossili, biocarburante e biomassa, ed è emesso da fonti sia antropogeniche sia naturali.

black carbon
Il Black Carbon è un potente agente riscaldante del clima

Inoltre il Black Carbon è un agente forzante climatico, che contribuisce al riscaldamento globale. Infatti il carbonio nero è un potente agente riscaldante del clima. Agisce assorbendo il calore nell’atmosfera e riducendo l’albedo, cioè la capacità di riflettere la luce solare, quando si deposita su neve e ghiaccio.

Nonostante il nero di carbonio rimanga nell’atmosfera solo per diversi giorni o settimane, i suoi effetti sull’ambiente e sulla salute umana sono drastici. L’OMS, infatti, ha dichiarato che le particelle di carbonio nero hanno effetti sul sistema cardiovascolare. Inoltre sono la causa della mortalità prematura sia con brevi sia con lunghe esposizioni.

Limitare la presenza di Black Carbon nell’atmosfera è quindi essenziale, non solo per l’uomo ma anche per il pianeta. Infatti l’IPCC (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico) e altri ricercatori sul clima hanno ipotizzato che la riduzione del carbonio nero sia uno dei modi più semplici per rallentare il riscaldamento globale a breve termine.

In conclusione delle Linee guida, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha predisposto delle buone pratiche su Black Carbon, dirette a Paesi e autorità regionali:

  • bisogna effettuare delle misurazioni sistematiche del carbonio nero;
  • occorre intraprendere la produzione di inventari delle emissioni, la valutazione dell’esposizione e la ripartizione delle fonti;
  • è necessario adottare misure per ridurne le emissioni ed elaborare standard per le concentrazioni ambientali di questi inquinanti.

G20 di Napoli e riduzione della CO2 per tutelare l’ambiente

Nel G20 di Napoli “Ambiente, clima ed energia”, Mario Draghi ha riaffermato «l’impegno a contenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi e a raggiungere zero emissioni nette entro il 2050».

Questo è possibile con l’eliminazione progressiva dell’uso del carbone e di altri combustibili fossili. Per raggiungere questo impegno, occorre un sostegno per le economie più povere e per una transizione ecologica estesa a tutto il pianeta. Quindi, il Premier ha affermato la necessità di «raccogliere finanziamenti pari a almeno 100 miliardi di dollari l’anno per aiutare i Paesi in via di sviluppo nella transizione ecologica».

«Condividiamo questo impegno, l’ONA sarà in prima linea per sostenere la transizione ecologica, in Italia, in Europa e nel resto del pianeta» ha commentato l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA.

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