giovedì, Febbraio 22, 2024

Aviere missilistico vittima del dovere

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LA CORTE DI APPELLO DI MILANO HA CONDANNATO IL MINISTERO DELLA DIFESA AL RICONOSCIMENTO DELLO STATUS DI VITTIMA DEL DOVERE DI UN AVIERE. ALLA VEDOVA CIRCA 500MILA EURO. LA BATTAGLIA PROCESSUALE PROSEGUIRÀ PER TUTELARE ANCHE I DUE ORFANI

Il “Tribunale di Pavia, dichiara che il sig. Fabretti Fabio deve ritenersi vittima del dovere, e per gli effetti, condanna il Ministero della Difesa…”. Lapidaria la sentenza dei giudici della Corte d’Appello di Milano, sezione lavoro.

Fabio Fabretti ha prestato il servizio di leva nell’Aeronautica Militare dal marzo 1965 all’aprile 1966. È deceduto a Rozzano (MI) nel giugno 2012 all’età di 67 anni per mesotelioma pleurico per l’esposizione all’amianto.

La Corte di Appello del capoluogo lombardo ha condannato il ministero della Difesa al riconoscimento dello status di vittima del dovere della vittima e al pagamento di circa 500mila euro alla vedova.

Inoltre, i giudici hanno condannato il ministero dell’Interno “all’aggiornamento della graduatoria unica ex art. 3, c. 3 DPR 243/2006, con l’inserimento del nominativo del sig. Fabretti Fabio, nella sua qualità di vittima del dovere…”

Fabio Fabretti aviere missilistico

L’aviere, dopo il periodo di addestramento al C.A.R. (Centro Addestramento Reclute) di Cuneo, fu assegnato alla Prima Aerobrigata di Padova. Quindi, trasferito lla base operativa missilistica di Cordovado, in provincia di Pordenone, si è occupato dell’area lancio di missili. Qui è stato a stretto contatto con militari americani della NATO, del distaccamento della vicina base di Vicenza.

Nel periodo in cui l’aviere Fabretti ha prestato servizio nella base missilistica di Cordovado, questa “ospitò” un vettore con testata nucleare.

La sentenza di condanna disposta dalla Corte di Appello di Milano a carico dei ministeri ribalta la disposizione del Tribunale di Pavia che a suo tempo aveva rigettato le domande per “presunta carenza di prova”.

Invece, la Corte milanese ha disposto ulteriori verifiche che hanno permesso l’accertamento della prova piena della causa di servizio. Tra le verifiche accertate, anche fotografie del militare in prossimità dei sistemi missilistici.

Le rampe di lancio, infatti, erano coibentate con materiali ignifughi e insonorizzanti di amianto o contenenti amianto. E negli stessi edifici della base molti manufatti erano in eternit.

vittima del dovere

La Corte di Appello di Milano rende giustizia

«Finalmente la Corte di Appello di Milano rende giustizia a Fabio Fabretti, alla vedova e ai figli, anche se quella di oggi riguarda solo il riconoscimento di vittima del dovere», dichiara l’avv. Ezio Bonanni, legale della famiglia del militare, coadiuvato nella difesa dall’avv. Massimiliano Fabiani.

«La nostra battaglia processuale – continua il presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto -, oltre che istituzionale, proseguirà sia per tutelare i due orfani, che sono stati esclusi dall’indennizzo perché non a carico, e su questo punto verrà proposto ricorso in Cassazione, sia per ottenere il risarcimento del danno, perché quello ottenuto è il riconoscimento solo di natura previdenziale. Per cui si agirà anche per il pregiudizio subìto direttamente dalla vittima, che per quello subito dai suoi familiari, iure proprio». Cioè La perdita prematura della vittima determina il diritto al risarcimento esclusivamente ai famigliari del defunto.

Fabio Fabretti, alla sua morte, nella piena consapevolezza del suo atroce destino, ha lasciato oltre alla moglie Graziella, anche i due figli Ilaria di 42 anni e Davide di 39.

Numero verde ONA

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