venerdì, Ottobre 7, 2022

In arrivo da ENEA l’innovativo biopesticida alleato delle api

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PROTEGGERE LE API CON IL BIOPESTICIDA CHE ESERCITA UN CONTROLLO NATURALE SUGLI ORGANISMI INFESTANTI

ENEA, in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, ha messo a punto un innovativo biopesticida che protegge le api.

Negli ultimi 10-15 anni, gli apicoltori europei hanno segnalato un’insolita diminuzione del numero di api, soprattutto nei Paesi dell’Europa occidentale, tra cui l’Italia.

Un fenomeno che ha diverse cause, come l’agricoltura intensiva, l’uso di pesticidi, la perdita di habitat, i virus. Non si escludono tra le cause anche gli attacchi di agenti patogeni e specie invasive come l’acaro Varroa destructor, da anni presente in Italia.

A quest’ultima specie si sono poi aggiunti di recente il calabrone asiatico Vespa velutina e il piccolo coleottero dell’alveare Aethina tumida. Quest’ultimo, al momento, ha una diffusione territoriale circoscritta alla parte più meridionale della Calabria.

Proprio in questa regione, alla sezione dell’Istituto Zooprofilattico di Reggio Calabria, ENEA ha testato il suo innovativo biopesticida.

Biopesticida - Istituto ZooprofilatticoSperimentale del Mezzogiorno
Aethina tumida varroa 2020 – Istituto ZooprofilatticoSperimentale del Mezzogiorno

Il nuovo biopesticida agisce sui coleotteri dell’alveare

Alla base del nuovo antiparassitario ci sono le biotecnologie, o meglio la tecnica dell’RNA interferente. Questo sfrutta un meccanismo naturale presente in organismi vegetali e animali per portare alla perdita di funzionalità un gene bersaglio.

Gene che risulta fondamentale per la sopravvivenza o la fertilità dell’insetto. I risultati ottenuti indicano che l’ingestione del nuovo biopesticida induce effetti anti-metabolici sullo sviluppo e sulla riproduzione dei coleotteri che infestano gli alveari.

Infatti, le larve alimentate con dieta contenente le molecole sintetizzate nei laboratori ENEA di Trisaia, in Basilicata, soffrono di un decremento nel tasso di sviluppo. Non solo, si verifica anche un rallentamento nel ciclo biologico e, da adulti, una sensibile riduzione della fertilità.

La coesistenza di questi tre effetti porta a un rapido contenimento dei danni del coleottero a carico dell’alveare, senza rischi per l’ambiente e per l’uomo.

Il coleottero infestante

Il piccolo coleottero dell’alveare è un insetto della famiglia Nitidulidae e dell’ordine dei Coleoptera, infestante delle colonie di Apis mellifera. È una specie originaria del Sud Africa ed endemica delle regioni tropicali e subtropicali dell’Africa Sub-sahariana.

È stata rinvenuta per la prima volta in Europa, nello specifico in Calabria, nel settembre del 2014. L’insetto è inserito nell’elenco del Codice sanitario per gli animali terrestri della WOAH (Organizzazione Mondiale per la Sanità Animale) come patologia emergente delle api.

Per contenerne la diffusione in Europa, sono in atto importanti misure restrittive. Tra queste, il monitoraggio periodico degli alveari e, in molti casi, la distruzione delle colonie.

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