sabato, Settembre 18, 2021

ONA: giustizia a Reggio Calabria per le vittime Ansaldo

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Ansaldo amianto Reggio Calabria: continua la strage tra coloro che hanno lavorato presso l’Ansaldo Breda di Reggio Calabria. Le commesse delle Ferrovie dello Stato: Locomotori con amianto. Vere e proprie bare di amianto e nel frattempo continua la strage dei lavoratori di Ansaldo Breda Reggio Calabria.

Ne sa qualcosa Massimiliano Alampi, figlio di Letterio Alampi, deceduto per mesotelioma, che racconta la sua storia alla giornalista di inchiesta Ilaria Cicconi.

Così la strage amianto a Reggio Calabria è di dominio pubblico, diffusa, rispetto al passato di omertà. La storia di Letterio è tragica e lascia un vuoto incolmabile nella moglie e nei figli, ma anche nei nipoti.

Massimiliano Alampi: lottare contro l’amianto

Lottare per la vita contro l’amianto. Evitare la morte di migliaia di altri lavoratori e cittadini. Se ne è discusso anche nel corso della diciottesima puntata di ONA TV: L’amianto corre sui binari. Sono stati ospiti in studio lo stesso Massimiliano e tra gli altri anche Diego Giordano, Segretario Nazionale Federpensionati F.A.S.T.. Nel corso dell’episodio è intervenuto anche Danilo Dilda, figlio di Osvaldo Dilda, deceduto per esposizione amianto nei locomotori delle FS.

Ferrovie dello Stato ed epidemia amianto

L’epidemia di malattie asbesto correlate tra i ferrovieri e tra coloro che hanno lavorato nell’indotto, è una delle emergenze segnalate dall’ONA.

Infatti, stiamo assistendo ad una vera e propria mattanza di vittime amianto a Reggio Calabria, così come nel resto di Italia.

Mentre assistiamo ad un ritardo nelle bonifiche e anche nella ricerca scientifica per la cura delle malattie asbesto correlate, l’ONA non arretra.

Dobbiamo lottare per la vita contro la morte, per un futuro migliore con un’economia con lo sviluppo sostenibile. Così Massimiliano Alampi continua il suo impegno nell’ONA.

La strage di amianto nelle Ferrovie dello Stato

Le Ferrovie dello Stato sono cieche, mute e sorde, di fronte a questa continua epidemia di mesoteliomi. Infatti, già nel 2015, quando fu pubblicato il VI Rapporto Inail, erano stati censiti 619 casi di mesotelioma nelle FS.

Questa è solo la punta dell’iceberg, rispetto alla più estesa epidemia di patologie asbesto correlate. Cancri del polmone, tumori della laringe, delle ovaie, asbestosi. In più ci sono tutti gli altri tumori provocati dalla esposizione ad amianto. Perfino le massicciate ferroviarie sono state realizzate con gli scarti della miniera di amianto di Balangiero.

Macchinisti, FS e l’amianto

Non solo i tecnici e gli operatori delle grandi officine riparazioni. Ma anche i macchinisti, sono stati esposti ad amianto. Pagano il pesante tributo in termini di malattie asbesto correlate.

Inoltre, vi è un concreto rischio dovuto all’inquinamento ambientale da fibre di amianto. Per tali ragioni, l’ONA rimarca tutta la problematica relativa ai mesoteliomi tra coloro che hanno vissuto nei dintorni delle stazioni ferroviarie.

Nel frattempo, sulla base delle esposizioni pregresse, vi è una condizione di rischio amianto che si protrarrà per i prossimi 30 e 40 anni. In attesa che la strage continui, si auspica la bonifica e soprattutto l’immediato risarcimento di tutte le vittime.

ONA: la tutela giuridica delle vittime amianto

Ansaldo amianto Reggio Calabria: i ferrovieri, operai e tecnici, impegnati nelle FS, continuano a morire. Così, gli stessi macchinisti e coloro che hanno lavorato negli stabilimenti dell’indotto.

Non solo negli stabilimenti della scoibentazione, ma anche, in coloro che hanno prodotto i locomotori. È una strage a Reggio Calabria, lo afferma Massimiliano Alampi e lo confermano anche i dati pubblicati da ONA.

Per ulteriori approfondimenti vi invitiamo a leggere l’articolo a cura di Ilaria Cicconi su: Il Giornale Sull’Amianto.

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