giovedì, Luglio 18, 2024

AnimaLiberAction chiede leggi severe contro la crudeltà

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A SEGUITO DELLA CRESCENTE ONDATA DI VIOLENZA SUGLI ANIMALI, ANIMALIEBERACTION, ASSOCIAZIONE ANTISPECISTA, CHE CONTA OLTRE MILLE ADERENTI IN TUTTA ITALIA, RICHIEDE UN’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE FERMA E INTRANSIGENTE, CHE INASPRISCA LE PENE ATTUALMENTE PREVISTE PER GLI AGGRESSORI E GLI ASSASSINI

Antispecismo: il marchio di fabbrica di AnimaLiberAction

Nata nel gennaio del 2020, AnimaLiberAction si è da sempre distinta per il suo impegno antispecista.

Parliamo di una posizione etica e filosofica secondo cui, tutti gli individui, indipendentemente dalla loro appartenenza “specie-specifica”, hanno uguali diritti morali.

In contrapposizione all’antropocentrismo, che considera la supremazia dell’Uomo su tutte le cose, l’antispecismo riconosce insomma, il valore intrinseco di ogni essere senziente.

Promuove dunque il rispetto e la considerazione per tutte le forme di vita, senza alcuna discriminazione e senza stabilire una “scala gerarchica”.

Un tema assai caldo, basti pensare ai recenti atroci episodi di violenza.

Storie, come quella di Aron, il pitbull bruciato vivo dal suo stesso “padre adottivo” e dei gatti Leone, scuoiato vivo e Leone due, morto dopo che gli era stato fatto esplodere un petardo in bocca, sono solo la punta dell’iceberg di una realtà vergognosa e dilagante.

Una situazione preoccupante: AnimaLiberAction evidenzia i limiti della legge 189/2004

Da una parte, il fenomeno dell’adozione è in aumento, con quattro italiani su dieci che spalancano le porte agli amici animali, considerandoli parte integrante della famiglia.

Dall’altra, il fenomeno della violenza nei confronti degli animali continua a crescere in maniera esponenziale e con una crudezza disumana. Tra maltrattamenti, episodi di bullismo, traffici illeciti, randagismo e abbondoni, la situazione sembra sfuggire di mano.

Quanto alla legge 189/2004, sebbene rappresenti un passo avanti in direzione della tutela degli animali, il futuro “cruelty free” è ancora una chimera.

Il decreto, “concernente il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate”, punisce chi, “per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi”.

Troppo pochi per l’associazione antispecista che oggi lancia un appello alle Istituzioni.

AnimaLliberAction chiede misure più aspre per chi cagiona sofferenza e morte agli animali

L’art 544 ter, del codice penale, che regola il “maltrattamento di animali” prevede “la confisca dell’animale, salvo che appartenga a persona estranea al reato”. Dispone altresì “la sospensione da tre mesi a tre anni dell’attività di trasporto, di commercio o di allevamento degli animali se la sentenza di condanna o di applicazione della pena su richiesta è pronunciata nei confronti di chi svolge le predette attività“. In caso di recidiva, dispone “l’interdizione dall’esercizio delle attività medesime”.

Ritenendo inadeguate tali disposizioni, AnimaLiberAction chiede un’interrogazione parlamentare e un rafforzamento delle pene attuali.

Le attuali sanzioni, da tre mesi a diciotto mesi di reclusione o multe da 5mila a 30mila euro, mostrano infatti una sconcertante discrepanza tra la gravità del danno inflitto e la leggerezza della pena comminata.

Questa situazione non solo non risarcisce le vittime e la società nel suo complesso, ma manca anche di fungere da deterrente efficace per prevenire futuri atti crudeli.

«Come associazione che rappresenta i diritti inviolabili degli animali e dei cittadini che amano e rispettano queste creature, stiamo raccogliendo le firme, attraverso i nostri canali social, nell’obiettivo di presentare in Parlamento 500mila nomi, 500mila voci che insieme a noi domandano una società nuova, giusta, in cui, anche in termini educativi, l’uccisione di un animale sia concepita come azione criminale gravissima e come tale punita, attraverso pene esemplari, da creare ad hoc.
Stiamo chiedendo a tale scopo un interrogazione parlamentare per mettere davvero la parola fine a tali barbarie».
A dichiararlo in una nota, il presidente dell’associazione, Gianluca Bisogno.

È il momento di riscrivere le leggi, affinché rispecchino la gravità degli atti compiuti contro i nostri compagni di viaggio nel regno animale.

Per approfondimenti o per ulteriori informazioni
Email: animaliberaction@gmail.com
Telefono: 3470942501

Numero verde ONA

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