sabato, Giugno 25, 2022

Amianto nella Marina Militare: pena di giustizia soddisfatta

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LA CORTE DI APPELLO DI VENEZIA HA RICONOSCIUTO LA RESPONSABILITÀ PENALE DELLA MARINA MILITARE IN MERITO ALLA MORTE DI DUE VITTIME DELL’AMIANTO

La Corte di Appello di Venezia, III^ Sez. Pen., proc. n. 2905/2019 RG CAPP, ha ribaltato la sentenza di assoluzione pronunciata dal tribunale di Padova in merito al processo Marina Bis.

Questa sentenza apre un nuovo capitolo nella giurisprudenza – afferma l’avvocato di parte civile Ezio Bonanni – perché i giudici della Serenissima hanno riconosciuto la responsabilità penale della Marina Militare per la morte di due militari vittime dell’amianto.

La Corte di Appello di Venezia, infatti, ha riconosciuto la sussistenza di un rapporto causale tra l’esposizione patita dai singoli marinai e l’insorgenza della relativa patologia.

Nonché la presenza dell’altissima concentrazione di polvere e fibre di amianto a bordo dei navigli, inalate dai due marinai. Nello specifico Francesco Paolo Sorgente e Tommaso Caserta.

I giudici hanno, quindi, condannato per il reato di cui all’art. 589 co 2 c.p.  gli ex ammiragli:

  • Agostino Di Donna, condannato alla pena di 2 anni di reclusione,
  • Angelo Mariani 1 anno e 6 mesi di reclusione,
  • Guido Venturoni 1 anno e 6 mesi di reclusione,
  • Sergio Natalicchio 1 anno di reclusione.

I congiunti risarciti anche per il “danno morale”

La corte, inoltre, ha condannato l’ammiraglio Agostino Di Donna, insieme con il responsabile civile ministero della Difesa, in solido tra loro, “al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva a titolo di danno morale a favore delle parti civili costituite”, nella misura di 50mila euro ciascuno, i congiunti di Tommaso Caserta e Francesco Paolo Sorgente.

In particolare Marisa Facchin, Elena Caserta e Francesco Caserta, moglie e figli del primo e Patrizia Giuseppina Zichina, Nicola Sorgente, Arianna Sorgente, Andrea Sorgente moglie e figli del secondo.

Tutti rappresentati e difesi dall’avv. Ezio Bonanni,  presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e coadiuvato dall’avvocato Maria Luisa Grecco.

Ha diritto al risarcimento anche l’Unione Generale del Lavoro, UGL Intesa, costituita parte civile nello stesso processo.

Il Pubblico Ministero aveva chiesto la condanna per i sei imputati nel corso dell’udienza del 24 marzo scorso, lasciando, però, il compito di quantificare la cosiddetta “pena di giustizia” alla Corte di Appello.

I processi

Il processo di appello Marina Bis è iniziato a dicembre 2019. Il processo di primo grado si è concluso con l’assoluzione degli imputati, pronunciata dal Tribunale di Padova.

La richiesta di appello è stata poi formulata oltre che dalle parti civili anche dallo stesso Procuratore generale presso la Corte di Appello di Venezia, Antonio Mura.

La Procura generale di Venezia, ha anche avocato a sé le indagini relative al procedimento cosiddetto Marina ter, dopo che il PM Sergio Dini nel 2019, nonostante, le parti offese fossero più di 1100, ne aveva richiesto l’archiviazione.

La Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati ha appurato la sussistenza di 830 casi di mesotelioma, di cui 570 solo tra i militari della Marina.

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