mercoledì, Maggio 29, 2024

“Amerigo Vespucci” e ISS sulla rotta per Capo Horn

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LA STORICA NAVE SCUOLA DELLA MARINA MILITARE , “AMERIGO VESPUCCI”, HA COMPIUTO PER LA PRIMA VOLTA NELLA SUA STORIA IL DOPPIAGGIO DI CAPO HORN. UN TRAGUARDO RAGGIUNTO, INSIEME CON DUE RICERCATRICI DELL’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ (ISS), IMPEGNATE NEL PROGETTO “SEA CARE”, A BORDO DEL VELIERO

Il Vespucci, una vetrina del “Made in Italy” e della cultura italiana, nel mondo

Per la prima volta, l’Amerigo Vespucci ha superato Capo Horn, un crocevia tra l’Oceano Atlantico e il Pacifico. Lo stretto di Drake è noto come uno dei passaggi più impegnativi al mondo per la navigazione. Infatti, le continue perturbazioni causate dalla vicinanza all’Antartide creano correnti molto forti.

Il prestigioso veliero, simbolo dell’Italia nel mondo, nave scuola della Marina Militare, ha avviato il suo tour mondiale il 1° luglio 2023, partendo dal porto di Genova. Entro febbraio 2025, avrà toccato cinque continenti. Questa crociera è la seconda, per il Vespucci, intorno al mondo e prevede tappe in oltre trenta porti di ventotto Paesi.

L’obiettivo principale della crociera è quello di combinare l’attività formativa tradizionale degli allievi ufficiali con la promozione delle eccellenze italiane. Ad ogni approdo, viene allestito il “Villaggio Italia”, dove convergono le attività dei singoli ministeri coinvolti, offrendo una vetrina del “Made in Italy” e della cultura italiana.

Il progetto “Sea Care” e il ruolo dell’Istituto Superiore di Sanità

Come si legge sulla testata online Sanità Informazione , le ricercatrici Giorgia Mattei e Lorenza Notargiacomo dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) sono a bordo dell’Amerigo Vespucci. Lo scopo di questa esperienza è quello di raccogliere campioni d’acqua lungo le rotte del Vespucci stesso e di altre unità navali della Marina Militare.

Il progetto mira a raccogliere dati sullo stato di salute degli oceani, analizzando la contaminazione da sostanze chimiche persistenti di origine antropica e i rischi associati alla qualità dell’ambiente marino.

Non sono mancate le congratulazioni alla Marina Militare e all’equipaggio per questo traguardo storico, da parte di Andrea Piccioli, direttore generale dell’ISS, e coordinatore delle attività di Sea Care per l’Istituto. «L’ISS è orgoglioso di collaborare con la Marina per questo progetto visionario e importante per la salute del pianeta, e siamo contenti di essere presenti anche in questo momento storico per la Marina italiana. Il mare ha un ruolo centrale nell’equilibrio dell’ecosistema, che riguarda anche la nostra salute e il nostro benessere», ha dichiarato il direttore.

Il progetto in breve

Il progetto “Sea Care” è un’iniziativa ambiziosa che mira alla creazione di un modello di ricerca nazionale finalizzato all’esplorazione completa e sostenibile degli oceani.

L’obiettivo è analizzare l‘impatto delle attività umane sull’ambiente marino, includendo anche i cambiamenti climatici.

ambiente sottomarino

Si tratta del primo progetto di ricerca al mondo di questa portata e metodologia, con focus sui rischi per la salute legati all’ambiente e al clima, e ha una durata triennale.

Si basa su un sistema strutturato di monitoraggio che comprende la raccolta di campioni e l’esecuzione di analisi lungo le rotte abituali della nave scuola Amerigo Vespucci e altre unità navali della Marina Militare, sia in acque territoriali sia internazionali. L’obiettivo è acquisire dati esaustivi sullo stato di salute del mare.

Il progetto “Sea Care” rappresenta anche un’opportunità per lo sviluppo di nuove tecniche analitiche e strumenti di monitoraggio. Sono stati introdotti metodi di ricerca innovativi per individuare inquinanti in modo efficiente e sono in corso studi sull’effetto delle microplastiche e di sostanze inquinanti come i PFAS sull’ambiente marino.

inquinamento mare

Progetto “Sea Care”: i risultati

Dalle analisi effettuate nel contesto del progetto “Sea Care” emergono diverse importanti osservazioni. Tra queste, la presenza di batteri del genere Vibrio, indicatori di cambiamenti climatici e tracce del virus SARS-COV-2 in alcuni campioni di acqua marina.

Le microplastiche sono state individuate con maggiore prevalenza nei mari chiusi come il Mediterraneo, sollevando preoccupazioni riguardo al loro potenziale impatto sulla salute umana e sull’ecosistema marino.

Uno sguardo al futuro

Il progetto “Sea Care” si propone di fornire una visione completa della contaminazione marina e dei suo impatto sulla salute umana, integrando dati provenienti da diverse fonti e creando un approccio armonizzato e sostenibile per la ricerca oceanografica. La sua introduzione negli impegni della Water Agenda dell’ONU 2030 testimonia il crescente interesse internazionale per questa iniziativa.

Numero verde ONA

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