giovedì, Febbraio 22, 2024

Allevamenti intensivi: un pericolo per l’uomo e per l’ambiente

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GLI ALLEVAMENTI INTENSIVI SONO DANNOSI PER L’AMBIENTE A CAUSA DELLE EMISSIONI DI AMMONIACA, PER L’UOMO PERCHÉ PRODUCONO POLVERI SOTTILI E PER GLI ANIMALI PERCHÉ QUESTI SONO COSTRETTI A VIVERE IN CONDIZIONI ATROCI. I VOLONTARI DI GREENPEACE HANNO DIFFUSO RECENTEMENTE UNA MAPPA CHE RIVELA I LUOGHI DEGLI ALLEVAMENTI INTENSIVI ITALIANI

Molto spesso rimaniamo colpiti dalle immagini shock che mostrano gli animali ammassati all’interno degli allevamenti intensivi. Ma quanti di noi sanno che queste fabbriche di carne possono essere pericolose fonti di inquinamento e che incidono sul clima?

In Italia, infatti, gli allevamenti intensivi sono la seconda causa di formazione delle polveri fini. Superano la produzione di polveri proveniente dai trasporti e dal settore industriale e sono preceduti solo dagli impianti di riscaldamento. 

Le polveri sottili, PM2.5, sono responsabili di decine di migliaia di morti premature ogni anno. Solo nel 2019 sono state stimate quasi 50mila vittime in Italia. Ultimamente è stata diffusa una mappa dai volontari di Greenpeace che svela dove si trovano gli allevamenti intensivi italiani. Si tratta degli allevamenti che emettono maggiori quantitativi di ammoniaca, un inquinante dannoso per l’ambiente e per la salute umana.

Allevamenti intensivi in Italia, un pericolo per l’uomo e per la natura

Sono quasi 900 gli allevamenti intensivi altamente inquinanti che Greenpeace ha geolocalizzato. Alcuni di essi fanno capo a grandi aziende molto note, come Genagricola, del gruppo Generali, o Veronesi SpA proprietaria dei marchi Aia e Negroni.

Queste imprese ricevono anche soldi pubblici: in totale, nel 2020, le aziende mappate hanno ricevuto più di 32milioni di euro.

Il problema delle emissioni di sostanze pericolose come l’ammoniaca non può essere sottovalutato. Devono essere ridotte e, insieme ad esse, anche i finanziamenti per gli allevamenti intensivi. Bisogna tutelare la salute dei cittadini, visto che la mappa dei maggiori emettitori di ammoniaca mostra quanto è a rischio anche l’ambiente in cui viviamo. L’elevata presenza di polveri fini, come è risaputo, comporta pesanti ricadute per la nostra salute.

L’appello di Greenpeace: “Il Governo italiano agisca”

L’inquinamento causato da questi allevamenti in Italia svelato dall’indagine è solo la punta dell’iceberg.  Se il Governo non deciderà di intervenire, la situazione non farà altro che peggiorare. Non si può perdere altro tempo, bisogna mettere fine a questo sistema malato, dannoso anche per la salute umana. L’indagine mostra che, ancora una volta, le regioni ad essere maggiormente a rischio sono quelle della pianura Padana.

Il 90% degli allevamenti italiani che nel 2020 hanno emesso più ammoniaca si trovano, infatti, in questi territori, soprattutto in Lombardia. Secondo Greenpeace, i Governi non devono più rimandare i provvedimenti per ridurre l’inquinamento causato da questo modello intensivo di produzione di cibo. Non si possono superare le regole della natura: dal benessere animale e dalla protezione degli habitat naturali dipende la salute di tutti noi.

Unisciti a noi, chiedi lo STOP ai fondi pubblici per gli allevamenti intensivi! Firma la petizione. 

Numero verde ONA

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