Allergie da polline, una app per prevenirle

fiore d'olivo

Le previsioni a 3 giorni possono essere visualizzate sul proprio smartphone grazie alla app gratuita Pollen-app

 

Puntualmente, come ogni anno, con l’arrivo della Primavera l’argomento più “trending topic”, cioè di cui si parla di più, è quello delle allergie.

Con l’aumentare delle temperature, aumenta anche la produzione di pollini che, trasportati dal vento, accrescono la loro concentrazione nell’aria.

A causa di ciò, sempre più persone sono affette da allergie e, sempre di più, quanti sono alla ricerca di consigli utili sul convivere con queste patologie.

La presenza di inquinanti nell’aria può, inoltre, determinare un peggioramento generale dello stato di salute delle persone, sia adulti sia bambini, che soffrono di patologie di tipo allergico.

Per un italiano su tre l’arrivo della primavera è associato a starnuti, lacrimazione, naso chiuso e prurito.

A venire in loro aiuto, oggi c’è POLLnet, la rete italiana di monitoraggio aerobiologico di SNPA, che si occupa dello studio della componente biologica del particolato aerodisperso presente in atmosfera, con particolare attenzione a pollini e spore fungine.

Le previsioni a 3 giorni possono essere visualizzate sul proprio smartphone grazie alla app gratuita Pollen-app, che informa sulla carica pollinica del giorno di consultazione e dei 2 giorni successivi.

Il rilevamento dei pollini e delle spore aerodiffusi si effettua in numerosi centri distribuiti sull’intero territorio nazionale: per ogni regione sono disponibili on line i bollettini settimanali con gli aggiornamenti e le previsioni sulle concentrazioni polliniche nell’aria, relative alle singole stazioni di monitoraggio.

I dati raccolti si prestano, in campo ambientale, a integrare il monitoraggio della qualità dell’aria, alla stima della biodiversità di specie vegetali, allo studio dei cambiamenti climatici e, in campo sanitario, a produrre informazioni di estrema utilità nella diagnostica, nella terapia, nella ricerca e nella prevenzione di patologie allergiche respiratorie.

Un polline molto importante dal punto di vista allergologico, poiché responsabile di pollinosi, anche gravi, soprattutto in Liguria, al Centro e Sud Italia e nelle Isole è quello dell’olivo.

L’olivo è una pianta sempreverde, a impollinazione anemofila (cioè mediata dal vento – dal greco ànemos=vento). Fiorisce tra maggio e giugno e produce un’elevata quantità di polline, molto allergenico, che si disperde nell’ambiente.

Nell’Italia meridionale la prevalenza di positività raggiunge il 30-40% con sintomatologie che vanno dalle rino-congiuntiviti fino, nei casi più gravi, all’asma bronchiale.

Ad aprile 2017 è stata registrata la presenza anomala di pollini aerodispersi di olivo (Olea europaea L.) che hanno interessato alcune regioni italiane (Toscana, Umbria, Marche e Sardegna) dove ancora le piante non avevano iniziato a fiorire.

I ricercatori delle ARPA (Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione Ambientale) ritengono che l’evento abbia avuto un’estensione così vasta per un fenomeno di trasporto a distanza, che proviene dai territori del Nord Africa, dove è molto diffusa la coltivazione dell’olivo. In particolare dalle coste della Tunisia, anche perché l’evento è stato accompagnato dalla presenza di sabbia sahariana.

Giovane pianta di ambrosia (Foto Appa Bolzano E. Bucher)

Ci sono, poi, piante come l’Ambrosia, l’Assenzio e le urticacee che prolungano la stagione pollinica anche fino a ottobre.

In Alto Adige, per esempio, l’Appa Bolzano monitora il volo pollinico anche in estate.

Originaria dell’America settentrionale, l’Ambrosia (Ambrosia artemisiifolia) si è diffusa anche in Europa. Fiorisce tra agosto e settembre e prolunga, così, di almeno due mesi il periodo di allergie.

La pianta, essendo resistente alla siccità, prende piede facilmente su suoli nudi e si diffonde con rapidità in particolare nei terreni abbandonati, in habitat perturbati, nelle cave, lungo le vie di comunicazione, nei giardini privati, nei cantieri e nei terreni agricoli.

Durante la fioritura, l’Ambrosia libera una grande quantità di polline in grado di provocare forti allergie e quindi costituisce un grande pericolo sia per la salute pubblica sia per l’agricoltura.

La migliore strategia di lotta all’ambrosia è lo sradicamento della pianta prima della fioritura.

 

 

 

 

 

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