domenica, Novembre 27, 2022

Alberi monumentali d’Italia, censito l’elenco

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Alberti monumentali d’Italia: raccontati oltre 3mila fusti

Il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali (MIPAAF) ha censito oltre 3300 fusti nell’Elenco degli Alberi monumentali d’Italia. Il testo è stato presentato in occasione della Giornata mondiale della Terra.

«In un periodo di difficoltà come quello che stiamo attraversando non smettiamo di occuparci degli alberi e dei boschi», ha dichiarato il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Teresa Bellanova. «Anche attraverso i parchi verdi che rendono straordinario il nostro patrimonio ambientale e culturale. E che attendono la nostra visita non appena potremo tornare a percorrere sentieri e strade della nostra Italia meravigliosa» (fonte ANSA).

Dall’Asvattha dell’antica India all’Albero della Vita della Bibbia, da Yggdrasill il frassino sacro per gli scandinavi al pioppo attorno al quale i Sioux compivano la danza del Sole, l’albero nel tempo rappresenta un esemplare importante per l’uomo.

Dall’albero l’uomo ha ricavato il legname per riscaldarsi e raccolto il primo nutrimento. Ha, quindi, utilizzato gli assi per le costruzioni. Nel tempo, gli studi sulle piante e sul consumo dei prodotti dell’albero, ne hanno affinate le tecniche della coltivazione. I vari usi dei diversi prodotti che gli alberi possono offrire hanno segnato, quindi, nel tempo, l’evoluzione materiale dell’umanità.

L’albero essenza della vita che anima l’Universo  

«Ma, ciò che ogni cultura ha visto nella sua pluricentenaria longevità, nella forza espressa dal tronco robusto, nella maestosità della chioma così protesa verso il cielo, nella tenacia delle sue radici profonde, è l’essenza della vita che anima l’Universo» (Angela Farina, “Alberi Monumentali”).

Tra le tante qualità dell’albero, di grande importanza sono la prevenzione di eventi di dissesto idrogeologico e quella di porre freno all’inquinamento atmosferico.

E poi c’è l’albero cui, grazie a un interesse pubblico, culturale e paesaggistico, è riconosciuto lo status di “monumento”. Proprio come per una statua, un tempio ecc.

Per tutelare l’albero monumentale, quindi, i governi nazionale e regionali hanno varato leggi e norme specifiche. Si deve al Corpo Forestale dello Stato, nel 1982, la realizzazione di un censimento. Gli esemplari catalogati furono suddivisi in tre categorie:

di particolare interesse (22mila esemplari)

di grande interesse (2mila esemplari)

monumentali (150 piante)

Definizione di “Albero monumentale”  

Il Decreto Ministeriale delle Politiche agricole, alimentari e forestali (ex art. 4, commi a, b, c) del 23 ottobre 2014 (il decreto) definisce “monumentale”:

l’albero ad alto fusto isolato o facente parte di formazioni boschive naturali o artificiali ovunque ubicate, cioè l’albero secolare tipico. Che possa essere considerato come raro esempio di maestosità e longevità, per età o dimensioni, o di particolare pregio naturalistico, per rarità botanica e peculiarità della specie. Che rechi un preciso riferimento a eventi o memorie rilevanti dal punto di vista artistico, culturale, documentario o delle tradizioni locali.

I filari e le alberate di particolare pregio paesaggistico, monumentale, storico e culturale, ivi compresi quelli inseriti nei centri urbani.

Gli alberi ad alto fusto inseriti in particolari complessi architettonici di importanza storica e culturale, quali ad esempio ville, monasteri, chiese, orti botanici e residenze storiche private.

Il censimento tutela gli “Alberi monumentali”  

Ogni esemplare riconosciuto ufficialmente come “albero monumentale” è tutelato dalle leggi dello Stato e, quindi, non può essere espianto.

Il primo censimento dell’albero monumentale su scala nazionale è stato avviato agli inizi del 2018, prendendo spunto dalla Legge 14 gennaio 2013, n. 10, “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”.

La LN 10/2013 nasce con l’obbiettivo di potenziare le aree verdi urbane. Questa promuove la realizzazione del verde verticale e dei giardini pensili negli edifici pubblici. Ma, allo stesso tempo, annuncia il tema del censimento degli “Alberi monumentali”.

È la LN 10/2013 che inserisce, quindi, il decreto attuativo DM 23 Ottobre 2014. Questo provvedimento riporta le linee guida da seguire per il censimento. E prevede che il censimento nazionale degli “Alberi monumentali” d’Italia, sia aggiornato ogni anno.

Alcune regioni d’Italia hanno censimenti a livello locale

Quercia Vallonea - Tricase (LE)
Quercia Vallonea, Tricase (LE). È detta la “Quercia dei Cento Cavalieri”. La chioma copre una superficie di circa 700 metri quadrati. Secondo la leggenda, offrì ombra a Federico II e alla sua corte, alla fine del XII secolo – foto Gianni Avvantaggiato

Risale all’estate del 1998 la prima normativa, per merito della Regione Toscana, che approva la Legge regionale 13 agosto 1998, n. 60, “Tutela e valorizzazione degli alberi monumentali”.

La L.r.60/98 detta norme specifiche per l’identificazione di “Alberi monumentali” di alto pregio naturalistico, storico, di interesse paesaggistico e culturale. Oltre che tutelare e valorizzare il patrimonio ambientale e il paesaggio della regione.

Inoltre, l’art. 3 della stessa legge istituisce l’Elenco regionale degli alberi monumentali, su segnalazione dei Comuni o dei soggetti gestori delle aree protette competenti per territorio.

Censimento degli “Alberi monumentali” a livello regionale  

Secondo la Regione Toscana, oggi gli “Alberi monumentali” sul suo territorio sono 122.

La Regione Veneto riporta l’elenco dei suoi “alberi monumentali” individuati ai sensi della Legge Regionale 9 agosto 2002, n. 20 “Tutela e valorizzazione degli alberi monumentali” rivista col D.G.R. n. 849 del 15 maggio 2012.

La Regione Puglia approva solo nel 2007 la LR 4 Giugno 2007, n.14 , “Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali di Puglia”. Cui seguono successivi aggiornamenti normativi. Questa legge tutela – in particolare – gli ulivi secolari, tipici dell’area mediterranea, la cui bellezza si deve soprattutto alla secolarità della pianta.

“La Regione Puglia tutela e valorizza gli alberi di ulivo monumentali, anche isolati, in virtù della loro funzione produttiva, di difesa ecologica e idrogeologica, nonché quali elementi peculiari e caratterizzanti della storia della cultura e del paesaggio regionale”.

L’ente pugliese redige, quindi, il DGR n.345/2011, il quale prevede per ciascuna pianta una scheda con coordinate geografiche, Comune, foglio e particella catastale.

La Calabria è l’ultima tra le Regioni a varare una legge sulla tutela degli alberi monumentali: “Legge Regionale 7 dicembre 2009, n. 47 – “Tutela e valorizzazione degli alberi monumentali e della flora spontanea autoctona della Calabria”

Il censimento nazionale degli “Alberi monumentali”

Grazie all’interesse suscitato nella comunità, la LN 10/2013 ha previsto che gli elenchi dei censimenti segnalino anche l’eventuale apposizione del vincolo paesaggistico sugli “Alberi monumentali”. Quindi, per abbatterli o modificarne la chioma è necessario fare richiesta di autorizzazione paesaggistica.

Eventuali interventi sulla pianta monumentale sono consentiti solo per  «… casi motivati e improcrastinabili per i quali è accertata l’impossibilità di adottare soluzioni alternative». I trasgressori sono soggetti a sanzioni pecuniarie che vanno dai 5mila ai 100mila euro.

Dove consultare il censimento nazionale  

Il censimento nazionale si può consultare sul sito del ministero delle Politiche agricole. È suddiviso in due sezioni. La prima include 2.407 “Alberi monumentali”, la cui procedura amministrativa di iscrizione è completa. L’altra contiene le indicazioni delle piante per le quali l’approvazione di “albero monumentale” è in lista di attesa.

Gli esemplari selezionati possono essere alberi singoli, filari, gruppi, vissuti in centri urbani o agresti, che si identificano con il territorio. (elenco degli Alberi Monumentali)

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