“Albe e tramonti” per… non dimenticare

A Taranto Flash mob “Albe e Tramonti”, di genitori tarantini, per ricoradre alle istituzioni che “tutto l’acciaio del mondo non vale la vita di un solo bambino”

 

Giunge da Taranto, dalla voce degli strumenti musicali di genitori tarantini, l’ennesimo atto di accusa verso le Istituzioni, «a tutti i livelli, colpevoli dello scempio insopportabile a carico del nostro territorio e delle nostre vite».

Lo scempio è riferito ai danni che la ex Italsider/ILVA ha causato, nel tempo, all’ambiente ma soprattutto alla salute dei discendenti della spartana Taras

All’alba di questa mattina, nella Città vecchia di Taranto, un gruppo di musicisti diretti dal maestro Francesco Greco, violino, ha salutato in musica il sorgere del sole. All’evento hanno aderito le associazioni Genitori tarantini” e “LiberiAmo Taranto”.

«Un evento tanto bello quanto inusuale, per la nostra comunità», hanno precisato. «Noi eravamo lì, in attesa che il concerto finisse, che i musicisti venissero premiati dall’applauso finale dei presenti, per il rispetto che sempre si deve agli artisti. Poi, abbiamo presentato le nostre croci e srotolato lo striscione che vuole ricordare a tutti che tutto l’acciaio del mondo non vale la vita di un solo bambino».

Dal governo nazionale «che ancora pone il P.I.L. al di sopra della salute», fino al governo cittadino, «cieco – e quindi complice – di fronte alle offese perpetrate all’ambiente e alla vita stessa, siamo ancora in attesa di quella risposta che ci era dovuta entro sessanta giorni».

Dalla consegna al sindaco delle firme raccolte dalle associazioni, sono passati, infatti, nove mesi e «siamo ancora in attesa di quella risposta che ci era dovuta entro sessanta giorni», lamentano “Genitori tarantini” e “LiberiAmo Taranto”.

A questo si aggiunga la promessa, anche questa disattesa – è scritto in una nota delle associazioni tarantine -, della Commissione Ambiente di invitarne i rappresentanti a un consiglio monotematico sul tema della salute nella “Città dei due mari”. «Quando un diritto che la Costituzione italiana dichiara “fondamentale” diviene un’emergenza per colpa dei governi, siamo di fronte alla morte di una Repubblica democratica».

I cittadini, magari, vorrebbero che si parlasse della bellezza della loro Taranto, delle sue albe e dei suoi tramonti ma da oltre mezzo secolo hanno le lacrime a causa non solo della polvere rossa che penetra negli occhi ma anche a causa delle «enormi ingiustizie che i tarantini subiscono ogni giorno».

Ci sono albe e tramonti il cui fascino magnetizza l’attenzione delle persone. E poi ci sono «tramonti che lasciano nel cuore una notte senza fine».

Tramonti che, magari, nessuno avrebbe mai voluto vivere «ma che si ripresenteranno grazie alla spietata crudeltà propria degli infami. Questa alba tarantina abbiamo voluto dedicarla ai piccoli angeli vittime dell’inquinamento industriale».

 

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