giovedì, Luglio 18, 2024

Adamello, il ghiacciaio minacciato dal cambiamento climatico

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ALLA VIGILIA DELLA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA MONTAGNA CELEBRATASI L’11 DICEMBRE SCORSO, SONO STATI PRESENTATI I RISULTATI DEL PRIMO ANNO DEL PROGETTO CLIMADA. UN MODELLO MATEMATICO HA RAPPRESENTATO LO SCIOGLIMENTO DEL GHIACCIAIO DELL’ADAMELLO ENTRO FINE SECOLO

L’Adamello, il ghiacciaio più profondo d’Italia, potrebbe sciogliersi completamente entro la fine del secolo. Già in questi anni la sua fisionomia è cambiata in modo vistoso, come dimostrato dalla formazione di nuovi laghi dove prima c’era il ghiacciaio.

La storia e il futuro dell’Adamello sono stati al centro del convegno “L’impatto del cambiamento climatico sui ghiacciai alpini: il caso dell’Adamello”.

Organizzato da Fondazione Lombardia per l’Ambiente, in collaborazione con Fondazione Cariplo, il convegno ha fatto un bilancio del primo anno del progetto ClimADA.

«ClimADA è un progetto unico non solo nel panorama italiano, ma anche in quello europeo e globale. Nel corso del 2023, proseguirà assumendo una dimensione internazionale», ha dichiarato Fabrizio Piccarolo, direttore di Fondazione Lombardia per l’Ambiente.

Il tema assume una connotazione di urgenza e dimostra in modo evidente e drammatico l’impatto del riscaldamento globale sull’ambiente. In particolare, lo scioglimento dei ghiacci permanenti (quelli che si chiamavano “eterni”) per l’innalzamento della temperatura dell’atmosfera è un segnale pericoloso per il pianeta.

I primi risultati del progetto ClimADA

Le attività sviluppate nell’ambito di ClimADA sono un tassello per comprendere l’evoluzione del ghiacciaio dell’Adamello negli ultimi secoli. Gli studi hanno ricostruito le condizioni climatiche e ambientali che si sono succedute, utili a tracciare gli scenari futuri.

Guardando al passato, l’attenzione si concentra attorno all’influenza antropica nell’area di alta montagna alpina, alle specie vegetali, agli avvenimenti epocali avvenuti negli ultimi secoli.

I 224 metri di “carota” di ghiaccio conservati all’EuroCold Lab dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca permetteranno di ricostruire il clima degli ultimi mille anni. Si potranno analizzare gli effetti della Prima Guerra Mondiale, che si è combattuta sull’Adamello, del disastro di Chernobyl o di grandi incendi.

«Con ClimADA abbiamo imparato quanto siano importanti i ghiacciai sotto il profilo non solo ambientale e climatico, ma anche storico. I ghiacciai sono archivi del tempo che custodiscono frammenti della storia del nostro Pianeta», sottolinea Elena Jachia, direttrice Area Ambiente di Fondazione Cariplo.  

Il tragico destino del ghiacciaio dell’Adamello

L’attenzione è puntata sull’impatto del riscaldamento globale a livello della criosfera e sul regime dei deflussi nei bacini alpini glaciali. Dalle analisi svolte, è stato rilevato un aumento delle temperature dal 2006 a oggi, con scarse prospettive di sopravvivenza del ghiacciaio.

I primi di essi destinati ad ammalarsi (e poi a morire) sono quelli cosiddetti “temperati”, cioè con temperature del ghiaccio appena sotto lo zero. Si tratta di ghiacciai e nevai esposti a sud e quindi tipici del versante italiano delle Alpi. I dati e le informazioni provenienti dai rilevamenti sul campo e le attività di ricerca nei laboratori perseguono anche l’obiettivo dell’informazione al territorio.

Ciò attraverso il coinvolgimento di associazioni ambientaliste, istituzioni politiche, formatori, educatori e soprattutto le scuole. L’Adamello, infatti, rappresenta un formidabile esempio di biodiversità. Questo patrimonio unico è stato oggetto di diverse attività didattiche che hanno coinvolto circa settecento studenti del territorio e numerosi docenti.

Urgente ridurre subito le emissioni di gas climalteranti

I cambiamenti climatici in atto, particolarmente amplificati nelle aree di quota medio-alta, stanno riducendo le masse di ghiaccio. Con loro potrebbero sparire anche le preziose informazioni che conservano. Questo fa comprendere quanto sia urgente agire subito per la riduzione delle emissioni di gas climalteranti, con politiche e interventi a livello internazionale e nazionale. E fa anche comprendere l’importanza di studi come quelli realizzati nell’ambito del progetto ClimADA.   

Numero verde ONA

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