lunedì, Novembre 23, 2020

Acque di fiumi e laghi torbide, contaminate e inquinate

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“Il 60% delle acque di fiumi e laghi italiani è chimicamente inquinata”. Legambiente

Un paese bellissimo, l’Italia, con acque che un tempo, molto lontano, erano limpide. Ora sono contaminate da pesticidi, microplastiche, antibiotici, creme solari e molte altre sostanze chimiche che ogni giorno inquinano anche il mare e le falde sotterranee.

Legambiente, su dati del registro europeo degli inquinanti E-Prtr (European Pollutant Release and Transfer Register), calcola che dal 2007 al 2017 gli impianti industriali hanno immesso nei corpi idrici 5.622 tonnellate di sostanze chimiche. Secondo dichiarazioni fornite dalle stesse aziende.

Il dossier “H2O – la chimica che inquina l’acqua suggerisce anche una corretta gestione dell’acqua”.

Scarichi industriali
Scarichi industriali

L’associazione ambientalista lancia con il dossier un appello al governo affinché una parte considerevole dei mille miliardi di euro stanziati dall’UE per le politiche ambientali e climatiche finanzi il Green New Deal italiano. In modo da favorire il recupero dei ritardi infrastrutturali.  E, inoltre, l’adeguamento e l’efficientamento degli impianti di depurazione e della rete fognaria e degli acquedotti E gli interventi di riduzione del rischio idrogeologico.

Legambiente sottolinea come, a causa del lockdown, le acque erano tornate più limpide. Tuttavia, questo era causato solo dalla chiusura di molte attività e non grazie a efficaci politiche e azioni introdotte per ridurre gli scarichi inquinanti.
Con le riaperture, l’effetto acque limpide è di nuovo svanito e la realtà si ripropone nuovamente davanti ai nostri occhi. Come gli sversamenti illeciti nel fiume Sarno in Campania, che risulta essere il più inquinato d’Europa.

Acque dei fiumi: contaminazione e criminalità

Lo studio condotto nel 2010 dalla rivista scientifica Nature dimostra come “l’inquinamento e l’aumento dei prelievi per uso alimentare abbiano impoverito le acque dolci al punto da parlare di una crisi idrica globale”.
L’Italia e i Paesi del Mediterraneo sono le zone più a rischio.
Per di più, prelievi eccessivi usi impropri dell’acqua dei fiumi impoveriscono l’intero sistema che, alla fine, non avrà più abbastanza acqua per il fiume stesso.

L’acqua che torna alle falde o ai fiumi dopo essere passata sui terreni agricoli trasporta pesticidi e fertilizzanti: lo studio dell’Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente per il triennio 2003/2005 ha riscontrato nelle acque di fiumi e laghi italiani ben 112 pesticidi e altri 48 nelle acque di falda. Inoltre, scarichi industriali più o meno trattati, contaminano le acque. Ma la cosa più pericolosa sono gli scarichi civili e zootecnici.

inquinamento acque dei fiumi
Fiume Oliva, provincia di Cosenza

Gli impianti di depurazione, come dimostra il recente caso del torrente Coppa, in Italia, secondo il censimento ISTAT del 2008 sono ancora insufficienti.
Secondo l’Istat il totale dei liquami civili scaricato nei fiumi senza subire nessun trattamento di depurazione è pari a quello prodotto da 41milioni di abitanti. È scioccante dover guardare, non più limitarsi solo a osservare ciò che accade. E questo è solo l’inizio se non si applicano misure per la salvaguardia della biodiversità nei laghi, fiumi, e acque dolci.

Le acque torride: alcuni fiumi italiani

Il fiume Aniene, che nasce da più sorgenti nel Parco dei Monti Simbruini, tra le province di Roma e Frosinone, è pieno di batteri fecali. «Secondo gli studi contenuti nel Piano Regionale di Tutela delle Acque riferiti al triennio 2001/2003, poco prima della confluenza nel Tevere le acque dell’Aniene presentano una contaminazione batterica da Escherichia coli di 2,5 milioni di UFC/100 ml.  Ossia oltre ogni limite e le più recenti analisi dell’Arpa pubblicate confermano questa situazione», dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio.
Sono stati riscontrati anche “rifiuti pericolosi” nelle acque dell’Aniene che non si possono smaltire in fognatura. In particolare, solventi industriali come il tricloroetilene.  Raramente, si trovano addirittura metalli pesanti come piombo e nichel, ma in concentrazioni che non pregiudicano seriamente il buono stato delle acque, spiegano i tecnici dell’ARPA di Roma.
«Recentemente abbiamo denunciato uno scarico sotterraneo abusivo che probabilmente veniva da una cartiera», racconta Gianni Innocenti, di Legambiente Tivoli.

Il fiume Labro che nasce dai monti tiburtini e scorre verso sud è totalmente contaminato.
Oltre agli idrocarburi, nei sedimenti l’ARPA ha riscontrato anche PCB (Policlorobifenili) e metalli pesanti (cromo, piombo, rame, stagno, zinco). Tutti in concentrazioni ammissibili solo in siti industriali. Tra l’altro, a ogni piena c’è chi ne approfitta per sversare liquami industriali e agricoli abusivamente. Sperando che le acque ingrossate dalle piogge nascondano schiume e chiazze oleose. Una soluzione sarebbe la costruzione di due reti scolanti distinte: una per le fogne e una per le acque piovane.

Il fiume Oliva: rifiuti radioattivi e metalli pesanti

Il fiume Oliva, in provincia di Cosenza, è pieno di rifiuti radioattivi e questa non è una novità.
Già nel 2004 l’ARPA Calabria aveva scoperto questo terribile “male” e i risultati delle analisi negli anni successivi hanno confermato i risultati.

Nei sedimenti e terreni dell’Oliva ci sono metalli pesanti tossici e cancerogeni come arsenico, rame, zinco, nichel, vanadio, berillio, piombo, mercurio, selenio, tallio e stagno. Oltre a PCB (policlorobifenili) e diossine. Il piombo è stato trovato anche nelle carni dei polli. Quindi, la contaminazione è arrivata ben oltre. In alcuni punti sono stati trovati cesio 137, antimonio 124 e cadmio 109: radionuclidi di origine artificiale, ossia rifiuti radioattivi. queste sostanze concentrate non possono essere state rilasciate da industrie locali. La concentrazione aumenta scavando in profondità nel terreno: qualcuno ha seppellito rifiuti industriali tossici e radioattivi in questa piccola valle calabrese.

Il fiume Sacco: il più inquinato d’Europa

inquinamento acque dei fiumi
Fiume Sacco, il più inquinato d’Europa

Il fiume Sacco, che scende dai Monti Lepini, Prenestini ed Ernici è il più inquinato d’Europa.
Nel suo cammino il fiume incontra a Colleferro, un polo metalmeccanico e chimico con produzioni militari.

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Lazio e Toscana solo nel 2005 scoprì, dopo vari controlli, che il latte di allevamenti lungo il Sacco era contaminato da betaesaclorocicloesano, un potente insetticida a base di cloro.

I successivi controlli hanno rivelato che tutti i terreni lungo l’intera asta fluviale fino alla confluenza nel Liri erano contaminati.  I fusti di insetticida che la Snia Bpd (azienda chimica italiana) aveva interrato in tre aree a ridosso del Sacco, col tempo si erano corrosi e il prodotto aveva contaminato le acque del fiume.

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